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	<title>Vite Alternative &#187; motore</title>
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	<description>Tutto sulle Nuove Alimentazioni, Medicine, Energie ed Economie</description>
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		<title>Free Energy,Muller Dynamo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Dynamo Muller è un generatore brushless composto da un mobile una parte, il rotore. Il rotore è montato su un albero, che ruota intorno all’interno della conchiglia statore. Super-magneti sono montati intorno alla periferia del rotore. Super-magneti vengono utilizzati, un rotore a magneti più di bobine del generatore. All’interno del guscio statore, bobine del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Dynamo Muller è un generatore brushless composto da un mobile una parte, il rotore. Il rotore è montato su un albero, che ruota intorno all’interno della conchiglia statore. Super-magneti sono montati intorno alla periferia del rotore. Super-magneti vengono utilizzati, un rotore a magneti più di bobine del generatore. All’interno del guscio statore, bobine del generatore di montaggio di più, avvolto intorno ad un nucleo di ferrite amorfo.<br />
<iframe width="447" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/o3YqCp84IOE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="more-3883"></span><br />
metalli amorfi vengono utilizzati per il nucleo di materiale all’interno delle bobine. Questi nuclei presentano praticamente a zero la perdita di isteresi. I nuclei non hanno memoria magnetica e non può sostenere alcun flusso di corrente anche se si polarizzano magneticamente quasi come ferro e altre leghe utilizzate per core. Di conseguenza, non si riscalda.</p>
<p>Il generatore contiene una configurazione odd-number/even-number di poli / magneti in modo che un equilibrio magnetico si verifica che elimina il lavoro necessario per passare da un polo all’altro, non importa quanto grande o forte la superficie magnetica sarebbe. Questo concetto permette al volano di trasformare facilmente ed efficientemente, nonostante la forza inerente potente holding dei magneti.</p>
<p>Il rotore della R &#038; S modello Muller contiene 16 NdFeB permanenti magneti che sono 22,5 gradi di separazione e lo statore contiene 15 bobine di campo, che sono circa 24 gradi.</p>
<p>Il rotore è trasformata da un motore , magneti del rotore ruotano passato le bobine, il campo magnetico induce una corrente elettrica pulsante che può essere utilizzato per qualsiasi scopo. Tuttavia, in primo luogo l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica prodotta deve attraversare uno stato solido commutazione di circuito.</p>
<p>La commutazione di circuito gira lo statore bobine “on” e “off” al momento opportuno per “clip” e canalizzare il flusso di corrente. Questo impedisce l’accumulo di forze che “Buck” (back emf) il generatore e riduce la sua potenza. Questo circuito di commutazione dà la Dynamo Muller praticamente zero trascinare il rotore e la quasi totalità della forza motrice è trasformata direttamente in utilizzabili elettrica <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> . – Bill Muller</p>
<p>Fonte:http://www.kimblo.com/2011/05/free-energymuller-dynamo/</p>

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		<title>Free energy &#8211; Il motore magnetico</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 14:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da un po di tempo, probabilmente dal disastro petrolifero nel golfo del messico, e successivamente per via dell&#8217;incidente di fukushima, sembra che tv e giornali abbiano scoperto l&#8217;esistenza di nuovi sistemi e nuove tecnologie per produrre energia e, in particolare , per alimentare le nostre automobili sostituendo i derivati del petrolio. Alcuni TG italiani per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po di tempo, probabilmente dal disastro petrolifero nel golfo del messico, e successivamente per via dell&#8217;incidente di fukushima, sembra che tv e giornali abbiano scoperto l&#8217;esistenza di nuovi sistemi e nuove tecnologie per produrre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> e, in particolare , per alimentare le nostre automobili sostituendo i derivati del petrolio.<br />
<span id="more-3690"></span><br />
Alcuni TG italiani per esempio hanno iniziato a parlare di bio-carburanti, mentre in rete circolano email che mostrano automobili elettriche, o alimentate a vapore acqueo e ad idrogeno.<br />
Per quanto riguarda i bio carburanti posso immaginare che sia un tentativo di evitare che le automobili attuali vengano rottamate, l&#8217;idea di un carburante biologico parte da un presupposto sbagliato, quello di voler continuare ad utilizzare gli stessi motori e più in generale i mezzi di trasporto che utilizziamo ora. Ma è già stato dimostrato che è una soluzione non sostenibile, perchè comporterebbe un aumento dei prezzi e una minor disponibilità sul mercato delle materie prime (situazione che già ora si sta proponendo), che per noi sono anche cibo. Quindi si riproporrebbe il problema del disboscamento per recuperare nuovi terreni, ma il difetto più grande di questa idea è che i coltivatori, come già succede, guadagnerebbero rivedendo il prodotto delle coltivazioni, meno di quello che spendono per produrre.<br />
Noi utilizzatori finali invece, che si tratti di petrolio, idrogeno, acqua o bio-carburanti, resteremmo sempre schiavi del mercato e di chi detiene il monopolio di questi elementi.</p>
<p>Continuano a prenderci in giro, quindi? Direi proprio di si, ed è anche logico a pensarci. Da più di 50 anni esiste la soluzione definitiva al problema, e i produttori di petrolio lo sanno bene, e sanno altrettanto bene che se venisse resa pubblica la soluzione loro non potrebbero più sfruttarci. Per questo motivo ci propongono alternative che gli permettano di continuare a sfruttarci.<br />
Ma qual&#8217;è allora la vera soluzione? Basta riflettere un attimo, qual&#8217;è l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che possiamo utilizzare senza limiti e a costo zero?<br />
Credo che la risposta più logica sia il magnetismo. E&#8217; illimitato, gratutito, sostenibile, non inquinante e sopratutto, a disposizione di tutti. Proprio in questi giorni ho trovato in rete il video della presentazione di un motore magnetico da parte di un ingegnere turco, Muammer Yildiz. Ha organizzato una dimostrazione presso la Dutch Technical University (Olanda) davanti ad un gruppo di scienziati, ha avviato il suo prototipo di motore, lo ha mostrato in azione dopodichè lo ha smontato davanti ai presenti per far vedere quanto è semplice il funzionamento e sopratutto la riproduzione. Il brevetto è disponibile in rete [link].<br />
<iframe width="470" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/vgoky0Xf8fo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un motore del genere può essere usato sicuramente in un automobile e, con le conoscenze che già abbiamo, non è difficile convertire l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> creata in <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica o <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> termica per scaldare le nostre case o in qualsiasi altro tipo di fonte energetica possa servirci.<br />
Cercando informazioni sul motore magnetico in rete ho trovato vari forum, anche italiani, che lo stanno studiando e stanno cercando di riprodurlo. Perchè la soluzione è questa, dobbiamo impossessarci delle tecnologie che faranno parte del nostro futuro, non dobbiamo più permettere a nessuno di monopolizzarle e renderci dipendenti.<br />
Abbiamo bisogno solo di un po di iniziativa e di impegno, la nuova terra, la nuova civiltà umana che nascerà prossimamente dobbiamo crearcela noi, siamo qui apposta, non siamo solo spettatori passivi, ma co-creatori attivi e capaci del nostro futuro!<br />
Fonte:http://beyul.org/index.php/component/content/article/2-scienza/47-free-energy</p>

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		<title>Motore Muammer Yildiz &#8211; Dick Korff</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2010/12/07/motore-muammer-yildiz-dick-korff/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 10:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; forse un po&#8217; esagerato parlare di cospirazione, ma la vicenda che riguarda l&#8217;uso delle energie libere ha da più di un secolo tutte le caratteristiche di un giallo. E&#8217; stato effettivamente commesso un crimine contro l&#8217;umanità, qualcuno ha bloccato la diffusione di conoscenze e tecnologie che avrebbero potuto rivoluzionare la nostra vita. Molti scienziati, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; forse un po&#8217; esagerato parlare di cospirazione, ma la vicenda che riguarda l&#8217;uso delle energie libere ha da più di un secolo tutte le caratteristiche di un giallo.<br />
E&#8217; stato effettivamente commesso un crimine contro l&#8217;umanità, qualcuno ha bloccato la diffusione di conoscenze e tecnologie che avrebbero potuto rivoluzionare la nostra vita. Molti scienziati, fra i quali Nikola Tesla, T. Henry Moray, Edwin Gray, Paul Baumann, Robert Adams, Tom Bearden, Troy Reed, Stan Meyers, Viktor Schauberger, Pier Luigi Ighina, sono entrati a far parte della lista degli &#8220;illustri sconosciuti&#8221; che, dopo esser stati protagonisti dell&#8217;invezione di macchinari rivoluzionari e sperimentatori eccellenti, sono entrati nel dimenticatoio e non inclusi nell&#8217;albo degli uomini del futuro, dei precursori dei tempi, dei nobili scienziati.<br />
<span id="more-2938"></span><br />
Molti di essi hanno condotto lavori e ricerche in svariati campi della free-energy (<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">Energia</a> Radiante, Magneti Permanenti, Caloriferi Meccanici, Vortici/Implosione, Fusione Fredda, Pompe di Calore ad Assistenza Solare) con risultati entusiasmanti, ma l&#8217;introduzione di queste tecnologie nella nostra realtà (o irrealtà) umana ha trovato numerosi ostacoli. Nel nostro giallo, qualcuno ha ucciso la scienza, qualcuno ci ha rubato un pizzico di futuro e di destino.<br />
Questo qualcuno potete induviduarlo da soli. Secondo voi, chi avrebbe paura se voi domani poteste usare deliberatamente una forma di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che nessuno può produrre per voi e quindi può vendervi? Pensateci bene, non c&#8217;è bisogno di una laurea in fisica o in <a href="http://www.vitealternative.com/category/economia/">economia</a> per riconoscere un inganno, una truffa bella e buona.<br />
Fin quando saremo energeticamente dipendenti da qualcosa o da qualcuno, saremo facilmente controllabili e manipolabili. C&#8217;è qualcuno che sostiene che se queste forme di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> arrivassero ad essere utilizzate dalle persone sbagliate e con fini malevoli potrebbe essere la fine per la vita sul nostro pianeta&#8230;.ma se qualcuno già lo stesse facendo? La gente comune, gli uomini ordinari, continuano a pagare inconsapevolmente la loro bolletta energetica, mentre qualcun&#8217;altro gli impedisce di fare qualche passo in avanti.<br />
Sempre le solite storie, i conflitti fra paesi, fra culture, fra economie, i segreti industriali, i segreti militari. Forse, tornando all&#8217;assunto principale, Più che un giallo credo si tratti davvero di qualcosa di molto simile ad una cospirazione&#8230;e non trovo altri sinonimi.</p>
<p>Questa lista include il numero di brevetto di alcune invenzioni che producono free energy:</p>
<p>Tesla USP #685,957<br />
Freedman USP #2,796,345<br />
Richardson USP #4,077,001<br />
Frenette USP #4,143,639<br />
Perkins USP #4,424,797<br />
Gray USP #4,595,975<br />
Meyer USP #4,936,961<br />
Chambers USP #6,126,794</p>
<p>Dopo i generatori eolici, vi mostriamo qualcosa di diverso, passiamo dal contesto delle energie rinnovabili a quello dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> libera. Per free-energy si intende un&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> facilmente producibile senza l&#8217;impiego ed il consumo di altre energie, bensì attraverso il correto uso di macchinari e strumenti per il controllo di forze ed energie già presenti in natura. Anche l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> rinnovabile sfrutta forze ed energie presenti nell&#8217;ambiente, ma non costantemente presenti. L&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del sole, del vento, dell&#8217;acqua, nel suo stato liquido o gassoso, possono essere trattate in maniera tale da ricavarne <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> termica o termoelettrica, ma hanno la caratteristica di non essere costantemente ed uniformemente distribuite sulla superficie terrestre. Al contrario, l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> magnetica ed altre forze sono onnipresenti e costanti.<br />
L&#8217;inventore turco Muammer Yildiz ha presentato il 21 aprile 2010, di fronte a una platea di studiosi e professori dell’Università di Delft in Olanda, il suo ultimo prototipo di motore magnetico, dotato di 140 magneti.<br />
Fonte:<a href="http://www.climatrix.org/2008/04/magnetic-motor-and-free-energy.html">http://www.climatrix.org</a><br />
<object width="475" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/epLOEaoPMFU?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/epLOEaoPMFU?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="475" height="385"></embed></object></p>

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		<title>Il motore stirling</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/11/07/il-motore-stirling-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 07:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il motore Stirling è un motore a combustione esterna, inventato da Robert Stirling nel 1816. Il motore funziona a ciclo chiuso utilizzando un gas come fluido termodinamico (solitamente aria, azoto oppure elio o idrogeno nelle versioni ad alto rendimento). Il motore entra in funzione quando si raggiunge una opportuna differenza di temperatura tra il suo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il motore Stirling è un motore a combustione esterna, inventato da Robert Stirling nel 1816.</p>
<p>Il motore funziona a ciclo chiuso utilizzando un gas come fluido termodinamico (solitamente aria, azoto oppure elio o idrogeno nelle versioni ad alto rendimento).<br />
Il motore entra in funzione quando si raggiunge una opportuna differenza di temperatura tra il suo punto caldo ed il punto freddo.</p>
<p>Una particolarità di questo motore è quella di funzionare senza fare ricorso a valvole. Le sole parti in movimento sono il pistone ed il dislocatore che agiscono collegati su una camma a 90 gradi.</p>
<p>È probabilmente uno dei più interessanti motori a combustione esterna per la sua bassa manutenzione, la sua silenziosità e la possibilità teorica di raggiungere rendimenti vicini a quello teorico per cicli termodinamici.<br />
<span id="more-2117"></span><br />
È possibile utilizzare la luce solare concentrata, ad esempio tramite un cilindro parabolico, per produrre la differenza di temperatura necessaria.</p>
<p>La scoperta di nuovi materiali tecnologici costruttivi in grado di aumentare la differenza di temperatura necessaria al funzionamento, nuovi fluidi termodinamici e le problematiche ambientali degli ultimi anni hanno dato nuovi impulsi alla realizzazione di motori Stirling di largo impiego. Ad esempio la realizzazione di centrali elettriche che impiegano sali fusi e motori Stirling per la produzione di grandi quantità di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica è tutt&#8217;ora in fase di studio e realizzazione.</p>
<p>Gli esemplari più piccoli sono spesso oggetto di curiosità più che utilità pratica. Queste realizzazioni in materiali particolarmente hi-tech sono capaci di sfruttare una differenza termica esigua e quindi in grado di funzionare col calore di una mano, di una tazza di caffè o con la luce normale del sole anche in inverno. Addirittura appoggiati su un pezzo di ghiaccio.</p>
<p>Funzionamento: motore stirling</p>
<p>La Macchina di Stirling a Ciclo Diretto</p>
<p>Alla categoria di macchine a ciclo chiuso a gas caldo appartiene l’ingegnosa invenzione del ministro della chiesa del rito scozzese, Robert Stirling, il quale in collaborazione con il fratello James, ingegnere meccanico, e dopo una prima elaborazione completata nel 1815, perfezionò la sua proposta di macchina funzionante in ciclo chiuso rigenerativo nel 1816; il brevetto fu poi depositato nel 1817.</p>
<p>Un lungo cilindro A, disposto verticalmente, è riscaldato nella parte superiore dai gas combusti provenienti dal focolare B. La parte inferiore del cilindro è raffreddata con acqua o aria. Il cilindro A contiene uno “stantuffo-separatore” C, detto displacer: si tratta di un elemento che sposta ciclicamente il fluido di lavoro senza variarne il volume totale a disposizione. Lo stantuffo separatore C è di diametro sensibilmente minore rispetto al diametro interno di A e centrato a questo mediante rulli. Lo stantuffo di potenza D permette la variazione totale dei volumi di lavoro. Al moto alterno del displacer corrisponde il flusso dell’aria che attraversa alternativamente nei due sensi di marcia, un rigeneratore termico, passando così dallo spazio freddo inferiore E, posto tra il fondo di C e la testa di D, e lo spazio caldo superiore F e viceversa. Il rigeneratore (non visibile in figura) è posto nello spazio anulare compreso tra il displacer e la parete interna del cilindro A, e svolge il ruolo di spugna termica, accumulando il calore cedutogli dal fluido di lavoro in un passaggio e restituendolo nel passaggio inverso. Passando dallo spazio caldo a quello freddo, tale fluido viene alternativamente riscaldato e refrigerato, subendo variazioni di temperatura e di pressione che danno luogo alla produzione di lavoro meccanico raccolto dallo stantuffo D.</p>
<p>La macchina di Stirling nasce dall’esigenza di poter disporre di un motore che potesse eludere il problema principale di tutti i primi impianti con macchine a vapore: il pericolo di scoppio della caldaia. Fu proprio Robert Stirling il primo ad utilizzare il suo motore per un sistema idraulico di pompaggio dell’acqua; la sua proposta presentava degli accorgimenti del tutto nuovi ed innovativi, tra questi la presenza del displacer e del rigeneratore. Le dimensioni delle parti principali del motore erano ragguardevoli: il cilindro aveva uno sviluppo in altezza di 3.048 mm ed il diametro di 609 mm. L’impianto rimase in funzione per circa due anni, fornendo circa 2 CV (1,5 kW), prima che la testa calda del motore cedesse per surriscaldamento. A parte la ridotta potenza specifica, il maggiore inconveniente riscontrato nell’uso pratico fu appunto rappresentato dallo stress termico sulla testa calda del motore, sottoposta con continuità ad elevate temperature. Questo inconveniente non poteva essere risolto se non con acciai a bassissimo tenore di carbonio che all’epoca non erano reperibili, mentre fin al 1824, per aumentare la bassa potenza specifica si poté fare ricorso alla pressurizzazione del fluido di lavoro, introdotta su proposta del fratello James. Lo studio proseguì fino al 1843 in cui i fratelli Stirling convertirono un motore a vapore in uno ad aria calda a doppio effetto; il consumo specifico era decisamente minore di quello dell’analogo motore a vapore originario. Purtroppo, dopo sette mesi di servizio, la testa calda cedette di nuovo per l’incapacità di sopportare il surriscaldamento e l’ossidazione. Alla terza sostituzione di questo componente, l’impianto fu convertito di nuovo a vapore. L’abbassamento delle temperature medie di lavoro risolse così il problema anche se a migliori prestazioni termodinamiche della macchina di Stirling corrispondevano maggiore affidabilità e durata di quelle a vapore.</p>
<p>Verso il 1850 la rivalità tra il motore Stirling e quello a vapore si era di fatto risolta a favore di quest’ultimo lasciando al motore Stirling solo una contenuta nicchia di mercato. Fu alla fine del XIX secolo che il motore elettrico e quello a combustione interna si affermarono in maniera completa per la loro alta potenza specifica e per la semplicità costruttiva, di impiego e manutenzione, prendendo il posto dei motori a vapore e Stirling. Tuttavia, il motore ad aria calda continuò ad essere commercializzato fino al 1920, data che segnò il suo declino. Per ironia della sorte, di lì a poco iniziò lo sviluppo degli acciai inossidabili, quei materiali che avrebbero potuto costituire la chiave del successo per le macchine ad aria calda. La ripresa della ricerca, nel 1937, nel campo delle macchine ad aria calda, si deve alla Philips olandese, che avviò un progetto di sviluppo di un motore che avesse queste proprietà:<br />
1. assenza di accessori o componenti elettrici che provocassero radiodisturbi;<br />
2. minima emissione acustica;<br />
3. policombustibilità.<br />
Ci si rese presto conto che la macchina di Stirling avrebbe potuto facilmente soddisfare queste richieste con l’aggiunta di un buon rendimento. Il gruppo di ricerca della Philips si orientò verso la realizzazione di un gruppo trasportabile elettrogeno funzionante secondo il ciclo Stirling, attratti dalle enormi possibilità di sviluppo che le nuove tecnologie consentivano se applicate ai vecchi motori ad aria calda. La seconda guerra mondiale, però, ostacolò le ricerche che non poterono che rimanere prevalentemente teoriche, con qualche piccola realizzazione (tenuta in questo modo meglio nascosta ai tedeschi che stavano occupando l’Olanda). Alla fine del 1947, alcuni famosi articoli pubblicati dai tecnici della Philips sancivano definitivamente la rinascita della macchina di Stirling. Nei nuovi motori realizzati la potenza specifica per l’unità di peso era stata aumentata di un fattore 50, mentre l’aumento per l’unità di volume era pari addirittura ad un fattore 125. La velocità di rotazione, infine aveva raggiunto i 3000 giri al minuto. La progettazione e la costruzione di un refrigeratore da parte della Philips destò la comunità scientifica del tempo; esso consisteva in una macchina di Stirling accoppiata ad un motore elettrico il cui funzionamento poteva essere riportato a quello di una pompa di calore. Altro progetto importante della Philips fu il “Philips 102C Bungalow Set”, un gruppo elettrogeno portatile con una potenza di 250 W idonea all’<a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a> delle radio.</p>
<p>Intorno al 1954 ancora una volta lo sviluppo della macchina di Stirling veniva stroncato dagli eventi; infatti la nascita del transistor, che di fatto riduceva drasticamente le richieste di potenza elettrica (in termini di corrente e tensione) per l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a> delle apparecchiature radio, e la grandissima disponibilità di petrolio, non consentirono la valorizzazione di un motore policombustibile e ad alto rispetto ambientale. Tuttavia ci fu una leggera ripresa della ricerca da parte della Philips, anche se a ritmo ridotto e alterno, che ha portato nel 1953 all’introduzione della guida rombica. Dal 1957 cominciarono ad interessarsi al successivo sviluppo del progetto anche General Motors , che focalizzò il suo interesse sulla propulsione ferroviaria, navale sottomarina e sull’autotrazione (Stir-Lec-1, Stir-Lec-2, Calvari) e successivamente la Ford, finanziando nel 1972 la produzione di un motore Stirling da impiegare per il modello di media cilindrata “Torino”. All’inizio del 1976 due Ford Torino Stirling Special, perfettamente funzionanti, stavano per dare il via alla produzione di serie; eventi come la guerra dello Yom Kippurn e la crisi petrolifera conseguente mutarono nuovamente ed improvvisamente lo scenario tecnicocommerciale decretando per la macchina di Stirling un nuovo declino.<br />
Attualmente diverse aziende nel mondo commercializzano motori basati sul ciclo di Stirling sia a scopo didattico che per usi in gruppi cogenerativi. Tra le tante ricordiamo la SunPower specializzata in modelli didattici o la WhisperGen con il loro modello WhisperGen Personal Power Station un piccolo gruppo cogenerativo della potenza di 750 W. Negli anni ’70 venne realizzato ad opera della Forenade Fabriksverken (Svezia) un motore in configurazione alfa, bicilindrico di 90° che successivamente la Stirling Power Systems USA denominò V160. Da quella realizzazione attualmente la Solo Kleinmotoren gmbh commercializza il modello V161 sia in versione solare che a gas naturale.</p>
<p>Stirling Criogenico a Ciclo Inverso</p>
<p>Attualmente desta elevato interesse l’impiego dello Stirling a ciclo inverso (refrigeratore Stirling). Il sistema è in grado di fornire temperature pari a 77 K, necessarie al funzionamento di sistemi che impieghino HTS (High Temperature Superconductor), raggiungendo valori inferiori ai 4K con apparecchiature più complesse costituite da più stadi. Costituito essenzialmente da uno scambiatore caldo, un rigeneratore ed uno scambiatore freddo in corrispondenza del quale sono raggiunte le temperature criogeniche, presenta due pistoni in moto relativo disposti reciprocamente a monte e a valle del sistema. Adeguatamente sfasati i pistoni vanno a caratterizzare il moto oscillatorio dell’onda di pressione indotta nel fluido evolvente (generalmente elio). Di norma in pistone adiacente alla testa fredda è costituito da un displacer che scorre all’interno di un proprio cilindro. Nel caso dei dispositivi miniaturizzati impiegati per sensori criogenici e per l’elettronica fredda, il rigeneratore ed il displacer sono congiuntamente abbinati a formare un displacer rigenerativo. Si tratta di un criorefrigeratore miniaturizzato Stirling integrale a modulo comune con capacità refrigerante di 0.25 ed 1 watt ad 80 K. La macchina è prodotta da alcuni costruttori sia in Germania che negli Stati Uniti al ritmo di 20 mila unità all’anno. Altro esempio relativo di produzione in larga scala è la macchina Stirling-split: la parte fredda contenente il displacer rigenerativo, è separata dal compressore e dal motore di trascinamento per ridurre le vibrazioni meccaniche e le emissioni elettromeccaniche e il collegamento è assicurato da un tubo flessibile di trasferimento di piccolo diametro.<br />
La macchina è utilizzata per applicazioni come i supporti a cardani girevoli per sensori ad infrarossi dove la prerogativa è la massa ridotta della parte fredda per ridurre al minimo l’inerzia e le forze necessarie a muovere il sistema cardanico. I criorefrigeratori Stirling sono impiegati laddove si richieda un criorefrigeratore miniaturizzato, veloce, compatto, efficiente e a basso costo e dove è tollerata una vita operativa limitata. Forniscono efficienze maggiori degli altri sistemi criogenici attualmente in uso (Gifford- McMahon, Turbo-Brayton, Mixed-gas JT) per un ampio range di valore della potenza in ingresso al compressore.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.motorestirling.com/">www.motorestirling.com</a></p>

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		<title>La vecchia Tesla Car sarà la macchina del futuro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 12:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da Etleboro Italia &#8211; etleboro La Tesla Motor ha annunciato che il prossimo 12 luglio, a Santa Monica, lancerà sul mercato la Tesla Roadster , un&#8217;automobile completamente elettrica, un&#8217;auto sportiva a zero emissioni, che può raggiungere i 100 chilometri all&#8217;ora in soli 4 secondi, e percorrere circa 400 chilometri con un &#8220;pieno&#8221; di energia. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da Etleboro Italia &#8211; <a href="http://etleboro.blogspot.com/2006/06/la-vecchia-tesla-car-sar-la-macchina.html">etleboro</a></p>
<p>La Tesla Motor ha annunciato che il prossimo 12 luglio, a Santa Monica, lancerà sul mercato la Tesla Roadster , un&#8217;automobile completamente elettrica, un&#8217;auto sportiva a zero emissioni, che può raggiungere i 100 chilometri all&#8217;ora in soli 4 secondi, e percorrere circa 400 chilometri con un &#8220;pieno&#8221; di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. Non si tratta di un&#8217;auto &#8220;ibrida&#8221;, in quanto il motore è alimentato esclusivamente dall&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica. Il progetto di 40 milioni di dollari ha degli sponsor d&#8217;eccellenza, Larry Page e Sergey Brin, padri di Google.<br />
<span id="more-1780"></span><br />
Lei sarà l&#8217;automobile del futuro, una risposta a tutte le nostre domande: non usa benzina, nessun tipo di olio, appena alcuni montaggi di grasso, non ha radiatore da riempire o che si possa congelare, nessun problema al carburatore, e soprattutto non emana sostanze inquinanti.<br />
L&#8217;automobile del mistero appartiene, ancora una volta, a Nikola Tesla, che nel 1931, sostenuto dalla Perfor-Freccia Co. e dalla General Electric, sostituì il motore a benzina di una Perfor-Freccia con un motore elettrico di corrente alternata di 80 cavalli, senza una fonte di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> esterna, senza batterie: installò sull&#8217;auto un piccolo circuito collegato a distanza ad un&#8217;antenna che trasmetteva nell&#8217;etere <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. </p>
<p>Essa possiede vantaggi che gli arcani modelli con il motore a scoppio non potranno mai offrire: assoluta assenza di rumore, azionandosi semplicemente con la chiave dell&#8217;accensione, e di inquinamento. Sino al 1912 tali veicoli circolavano seguendo la tecnologia i Edison, con batterie limitate nella carica e nella potenzialità, che dovevano essere ricaricate ogni notte per potersi spostare. Intanto la Westinghouse Co., a cui Tesla aveva ceduto gran parte dei suoi brevetti, stava vendendo e installando il generatore a corrente alternata di Tesla in tutto il paese, mentre la Edison Power Co., sua diretta concorrente, perdeva quote di mercato, perché finchè si utilizzavano le batterie come <a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a> non si andava avanti.</p>
<p>Tesla dunque sostituì il motore a benzina con uno cilindrico, interamente incluso nel motore, con un ventilatore di raffreddamento ma senza alcun distributore, e con una scatola che fungeva da &#8220;ricevitore di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>&#8221;, o meglio da convertitore di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> gravitazionale.<br />
I convertitori avevano inoltre 12 tubi di aspirazione ed erano collegati ad un&#8217;antenna che comunicava con un edificio che faceva da trasmittente. Tesla creò infatti una sorta di antenna, un accumulatore di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che fungeva dunque da <a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a> per il veicolo, che viaggiava con un motore a corrente alternata e raggiungeva le 90 miglia orarie, con prestazioni che eguagliavano o superavano quelle di un normale motore a combustione interna, ma senza alcuna ricarica.</p>
<p>Vedi il Video</p>
<p>Vedi il video</p>
<p>L&#8217;antenna era istallata al di fuori della vettura, collegata alla scatola posizionata nella parte anteriore della macchina, e ad un&#8217;officina accanto alle cascate del Niagara che trasmetteva <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. Con tale sistema ognuno avrebbe potuto creare la propria <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, cosa che non piacque molto a J.P. Morgan che decise di fermare il progetto della Torre di Wardencliffe di Tesla.<br />
Alla domanda di dove fosse mai la fonte d&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, Tesla rispondeva che questa era &#8220;nell&#8217;etere interamente intorno noi&#8221;, lo cedettero pazzo e così decide di portare con sé la scatola d&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a>. In realtà Tesla riuscì a sfruttare in qualche modo il campo magnetico della terra che avvolge il nostro pianeta, a tracciarlo e convogliarlo verso il veicolo, o meglio riuscì ad amplificare l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che è presente nell&#8217;aria per spingerla verso una macchina. Nel convertitore vi era abbastanza potere per illuminare una casa intera, oltre al gestire il motore di macchina.</p>
<p>Tuttavia il progetto non fu divulgato e la macchina fu tenuta in stretto riserbo dagli industriali che si appropriarono della stessa. Attualmente le società che conseguono più alti profitti sono proprio le industrie petrolifere, le sette sorelle, che occultarono subito quella tecnologia che avrebbe reso vani i loro investimenti e i futuri profitti. Così facendo si sono resi responsabili di tutti i crimini commessi nel corso di questo secolo, di guerre, di inquinamento, dell&#8217;olocausto e dei danni psichici e fisici della società attuale.<br />
Ora vogliono venderci a caro prezzo una tecnologia che ha già cento anni di storia, che è già stata ammortizzata nei costi e nelle sperimentazioni, pubblicizzando l&#8217;avvento del futuro con essa.<br />
Un&#8217;intera industria automobilistica continua a produrre automobili obsolete, dalle tecnologie di base banali, altamente inquinanti, ma che nelle loro politiche di marketing rappresentano l&#8217;avanguardia per progresso e meccanica. Ci hanno rubato la scienza, circa cento anni di Storia, ha alterato l&#8217;equilibrio climatico e biologico della Terra, che sarà travolta da sconvolgimenti e catastrofi naturali che rappresentano dei veri e propri fenomeni di riadattamento alle nuove condizioni.<br />
Non smetteremo di combattere questa guerra, perché ognuno dovrà avere l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che gli spetta in quanto essere vivente del cosmo.</p>
<p> &#8220;Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza,<br />
poi le persone oneste devono fare lo stesso &#8221;<br />
- Tolstoy -</p>

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		<title>Effetto Casimir</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:32:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</p>
<p>La comprensione ottimale dell&#8217;argomento trattato in questa voce presuppone la conoscenza dei seguenti concetti:</p>
<p>* Particella virtuale<br />
* <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">Energia</a> del vuoto</p>
<p>In fisica, l&#8217;effetto Casimir è la forza che si esercita fra due corpi estesi situati nel vuoto e dovuta non all&#8217;azione di un campo gravitazionale o elettromagnetico, ma alla presenza &#8211; nello spazio circostante i corpi &#8211; di un campo quantistico, detto di punto zero. A causa del principio di indeterminazione di Heisenberg, l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> di questo campo quantistico (<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del vuoto) è soggetta a fluttuazioni &#8211; descritte in termini di particelle virtuali &#8211; che si manifestano, a livello macroscopico, nell&#8217;interazione tra i due corpi per effetto di una forza. Il fenomeno prende il nome dal fisico olandese Hendrik Casimir, che lo teorizzò, nel 1948, in base a considerazioni di meccanica quantistica, nel corso delle sue ricerche sull&#8217;origine delle forze viscose nelle soluzioni colloidali.<br />
<span id="more-1059"></span><br />
Nella formulazione originaria, Casimir calcolò l&#8217;effetto per due lastre metalliche piane parallele, distanti tra loro pochi micron, tra le quali era stato creato il vuoto e che non erano soggette ad alcun campo elettromagnetico. La teoria prevedeva che solo le particelle virtuali la cui lunghezza d&#8217;onda fosse un sottomultiplo intero della distanza tra le lastre contribuissero all&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del vuoto; in altre parole, potendo esistere tra le piastre solo queste particelle, l&#8217;interazione con le pareti interne dell&#8217;apparato provoca una &#8216;spinta&#8217; verso l&#8217;esterno non più esattamente bilanciata da quelle che si trovano al di fuori. Il risultato è una forza netta non nulla che tende a sospingere le lastre l&#8217;una contro l&#8217;altra e che può essere misurata.</p>
<p>La forza di Casimir per unità di superficie (Fc / A), nel caso ideale di piastre metalliche perfettamente conduttive tra cui è stato creato il vuoto, è calcolata come:</p>
<p>{F_c \over A} = &#8211; \frac{d}{da} \frac{\langle E \rangle}{A} = -\frac {\hbar c \pi^2} {240 a^4} = -\frac {h c \pi}{480 a^4}</p>
<p>dove:</p>
<p>\hbar = \frac{h}{2\pi} è la costante ridotta di Planck,<br />
h è la costante di Planck,<br />
c è la velocità della luce,<br />
a è la distanza tra le due piastre,<br />
A è l&#8217;area delle piastre.</p>
<p>Il valore della forza è negativo e indica che la sua natura è attrattiva: la densità di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> decresce, infatti, avvicinando le lastre.</p>
<p>Per esempio, nel caso di lastre poste alla distanza di 1 micron (µm), la forza per unità di superficie risultante è di 0,0013 N/m2. La presenza di \hbar mostra quanto piccola sia Fc / A e testimonia l&#8217;origine meccanico-quantistica della forza.</p>
<p>Indice<br />
[nascondi]</p>
<p>* 1 Verifica sperimentale<br />
* 2 Curiosità<br />
* 3 Voci correlate<br />
* 4 Note<br />
* 5 Collegamenti esterni</p>
<p>Verifica sperimentale [modifica]</p>
<p>Una delle prime verifiche fu quella condotta da Marcus Sparnaay presso il Philips Natuurkundig Laboratorium della Philips ad Eindhoven, nel 1958, dove cercò di misurare l&#8217;attrazione tra due piastre parallele. I risultati ottenuti non contraddicevano la teoria di Casimir, ma erano viziati da consistenti errori sperimentali.[1][2]</p>
<p>L&#8217;effetto Casimir fu dimostrato sperimentalmente nel 1997 da Steven Lamoreaux presso l&#8217;Università di Washington a Seattle, che misurò la forza di attrazione tra una sfera ed una piastra separate da distanze comprese tra 0,6 μm e 6 μm.[3]. Nello stesso anno, sulla scorta del successo ottenuto da Lamoreaux, Umar Mohideen e Anushree Roy dell&#8217;Università della California condussero un analogo esperimento su distanze comprese tra 0,1 e 0,9 µm.[4].</p>
<p>Piuttosto che due piastre parallele &#8211; che richiedevano un allineamento estremamente preciso e non facile da ottenere per assicurare il parallelismo &#8211; gli sperimentatori statunitensi avevano utilizzato una piastra piana e una piastra sferica di raggio molto ampio. La prima misura con la configurazione originariamente proposta da Casimir (due piastre piane parallele) fu condotta solamente nel 2001, da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Padova (Giacomo Bressi, Gianni Carugno, Roberto Onofrio, e Giuseppe Ruoso) che ottennero un allineamento delle piastre con precisione submicrometrica tramite l&#8217;ausilio di microrisonatori.[5].</p>

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		<title>Il primo dispositivo free-energy commercialmente disponibile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 11:28:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 26 marzo 2002 è stato concesso il brevetto USA 6.362.718 per il “Generatore Magnetico Immobile” (MEG) che è probabile divenga il primo dispositivo free energy nella storia ad essere commercialmente disponibile, a partire da un anno da ora. La macchina fornirà elettricità gratuita dal vuoto per tutta la vita del dispositivo stesso, che dovrebbe [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 marzo 2002 è stato concesso il brevetto USA 6.362.718 per il “Generatore Magnetico Immobile” (MEG) che è probabile divenga il primo dispositivo free energy nella storia ad essere commercialmente disponibile, a partire da un anno da ora. La macchina fornirà elettricità gratuita dal vuoto per tutta la vita del dispositivo stesso, che dovrebbe essere alquanto lunga dato che non ha parti mobili. Potete vedere la foto di una replica del MEG, realizzata dallo scienziato Jean Louis Naudin, e le altre presso:</p>
<p><a href="http://jnaudin.free.fr/html/meg.htm">http://jnaudin.free.fr/html/meg.htm</a><br />
<span id="more-1058"></span><br />
Esso dispone di potenti magneti, bobine e di una unità elettronica di controllo.<br />
<img class="alignnone" title="MEG" src="http://netmar.com/%7Emaat/announce/images/ann_meg.jpg" alt="" width="319" height="218" /><br />
L’annuncio è importante perché sinora l’ufficio brevetti era sempre stato scettico sui dispositivi che apparentemente ricavano “qualcosa dal nulla”, ma secondo la nuova scienza elettromagnetica scalare, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia: quest’ultima è semplicemente conservata nella quarta dimensione, il tempo, e non nel nostro mondo tridimensionale.</p>
<p>Il MEG fornisce <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica ricavandola dalle onde elettromagnetiche (EM) longitudinali esistenti in quantità praticamente illimitate nello spazio vuoto. Quest’oceano di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che permea qualunque cosa viene talvolta chiamato <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> di “punto zero”, dato che vi rimane anche alla temperatura dello zero assoluto.</p>
<p>Quattro sono gli inventori elencati: Stephen L. Patrick, Thomas E. Bearden, James C. Hayes, Kenneth D. Moore.<br />
La complicata fisica alla base del funzionamento del MEG viene spiegata nel documento &#8220;The Motionless Electromagnetic Generator: Extracting Energy from a Permanent Magnet with Energy Replenishment from the Active Vacuum&#8221; (Il generatore elettromagnetico immobile: estrarre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> da un magnete permanente con rifornimento di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> dal vuoto attivo, ndt), disponibile presso cheniere.org.<br />
(<a href=" http://www.help4all.de/energy/MEGpaper.pdf ">clicca qui</a>)</p>
<p>Le prime unità MEG che verranno prodotte per la vendita produrranno 2,5 kilowatt di elettricità gratuita. Per sempre. Dovrebbero essere in produzione entro un anno, e i locali di assemblaggio sono in fase di allestimento presso una “nazione amica” non menzionata. Le unità possono essere unite insieme per fornire più potenza, così quattro unità fornirebbero 10 kilowatt.”</p>
<p>L’articolo del quale vi ho proposto un estratto è molto incoraggiante, anche troppo secondo me. Sarà per questo che dopo un paio di giorni non l’ho più notato fra gli articoli di punta nel sito di Jeff Rense; ad ogni modo, eccovi la URL: http://www.rense.com/general21/free.htm</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.nexusitalia.com/">NEXUSITALIA</a></p>

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		<title>La domanda energetica italiana da oggi al 2020</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 12:11:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato oggi le analisi elaborate dall’Unione Petrolifera fino all’anno 2020: in crescita la domanda complessiva di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> primaria dal 2010. Maggiore l’incidenza del gas naturale e delle energie rinnovabili, ma l’Italia rimane lontana dagli obiettivi di Kyoto</p>
<p>L&#8217;Unione Petrolifera (UP) rende oggi note le “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana” per il periodo 2009- 2020, un quadro d’analisi dettagliato che passa anche attraverso il setaccio della crisi economica. Un’influenza che si fa sentire da subito a livello della domanda di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> primaria che dai 187,8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) del 2008, secondo UP, scenderà “a 182,6 nel 2010, per poi recuperare, grazie alla ripresa del ciclo economico espansivo, giungendo a 191,2 nel 2015 e a 195,3 nel 2020”. Stabile sui 338 TWh la richiesta elettrica fino al 2010, per poi riprendere a salire raggiungendo i 409 nel 2020.</p>
<p>In merito all&#8217;incidenza delle singole fonti primarie sul totale del consumo energetico, l&#8217;Up prevede modificarsi sensibilmente l’attuale relazione, con un ridimensionamento del peso del petrolio a favore del gas naturale, che nel 2014 supererà il greggio e delle energie rinnovabili, ma solo a partire dal 2014-2015 per toccare nel 2020 una produzione di 92000 GWh. Niente da fare per l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nucleare, afferma l&#8217;UP che non fornirà alcun contributo al fabbisogno energetico italiano da qui al 2020, mentre rimane costante il ruolo del carbone.</p>
<p>Ridimensionata la diffusione di vetture ibride ed con fuel cell ad idrogeno “soprattutto per motivi di costi ancora elevati delle stesse, che ne impediscono la diffusione su scala più ampia”, la cui crescita seppur limitata permetterà al parco alimentato a benzina di scendere dai 19,1 milioni di unità del 2008 fino 15,3 milioni circa del 2020.</p>
<p>“La forte contrazione dei consumi energetici nel breve termine, – continua il rapporto – dovuta all’attuale frenata economica ha come riflesso positivo la diminuzione delle emissioni di CO2”. Un calo transitorio, che non manterrà a lungo il livello di flessione. La progressiva sostituzione del petrolio con il gas naturale, un sensibile ulteriore miglioramento dell’efficienza e delle rinnovabili insieme alla realizzazione di impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2, porteranno nel 2020 ad calo del 5% rispetto al 2005, valore purtroppo ancora superiore del 9% rispetto a quelle del 1990.<br />
Fonte:<a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</p>

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		<title>I rischi del nucleare</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/04/05/i-rischi-del-nucleare/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 15:41:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica e l&#8217;incertezza delle relazioni internazionali spingono nuovamente i Paesi industrializzati verso l&#8217;energia nucleare, ridando voce anche in Italia ai fautori della sua convenienza e inevitabilità. Questo libro sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni: che l&#8217;energia atomica sia abbondante e sicura, che costi meno, che non provochi emissioni di CO2. Le argomentazioni [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica e l&#8217;incertezza delle relazioni internazionali spingono nuovamente i Paesi industrializzati verso l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nucleare, ridando voce anche in Italia ai fautori della sua convenienza e inevitabilità.<br />
<span id="more-941"></span><br />
Questo libro sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni: che l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> atomica sia abbondante e sicura, che costi meno, che non provochi emissioni di CO2. Le argomentazioni dei due autori sono stringenti: già ai ritmi di consumo attuali, si stima che entro 50 anni non ci sarà più uranio economicamente sfruttabile; i costi di costruzione dei reattori e del loro mantenimento sono già oggi fuori mercato; infine, il nucleare inquina, contamina irrimediabilmente interi territori, con il rischio di accentuare le criticità del cambiamento climatico in atto. Completa questo inquietante scenario l&#8217;idea, promossa dal G8, di una governance mondiale dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. Una governance capace di tenere l&#8217;opinione pubblica all&#8217;oscuro delle centinaia di incidenti occorsi finora e abile nel convincere i Paesi emergenti a legarsi per i decenni a venire alle tecnologie nucleari dell&#8217;Occidente. I diritti di questo libro saranno devoluti ai bambini vittime dell&#8217;incidente alla centrale nucleare di Cernobyl del 1986.</p>
<p>Fonte:<a href="http://mondoelettrico.blogspot.com">mondoelettrico</p>

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		<title>Due persone&#8230; Un laboratorio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 04:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con un amico stiamo cercando di crearci un piccolo laboratorio sperimentale per testarre in pratica se è possibile “spillare” energia direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da innescare tramite il fenomeno fisico detto di “Risonanza” (il cui termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde sonore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un amico stiamo cercando di crearci un piccolo laboratorio sperimentale per testarre in pratica se è possibile “spillare” <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da innescare tramite il fenomeno fisico detto di “Risonanza” (il cui termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde sonore con frequenze sub-soniche, (al di sotto dei 50 Hz).<br />
Due fenomeni con una buona similitudine al qui presente Progetto di ricerca, già indagati, ed anche già utilizzati dalla nostra attuale Tecnologia; sono quelli inerenti l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">Energia</a> “Piezoelettrica”, e la “Sonoluminiscenza”.<br />
<span id="more-927"></span><br />
L’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> Piezoelettrica si ottiene forzando meccanicamente un quarzo, il quale rilascia Elettroni, per il semplice fatto che gli atomi del cristallo messi sotto pressione si muovono e trascinano con loro le cariche elettriche che contengono, generando un flusso di corrente elettrica.<br />
La piezoelettricità collegata all&#8217;intima struttura cristallina del quarzo, è una proprietà presente anche in altri minerali come la tormalina e il cinabro.<br />
La “Sonoluminiscenza”, invece fu osservata sperimentalmente per la prima volta nel 1934 da fisici tedeschi dell&#8217;Università di Colonia che decisero di non approfondire gli studi perché ritennero poco interessante, dal punto di vista pratico, il fatto di poter ricavare luce dal suono; soltanto oggi alcuni scienziati ricominciano a parlare di questo fenomeno.<br />
Tale fenomeno si ottiene sottoponendo a vibrazioni sonore di una certa frequenza ed intensità un contenitore pieno d&#8217;acqua in ebollizione; quando le bolle di vapore presenti nell’acqua vengono investite dalle onde sonore, esse cominciano a vibrare rapidamente, e per il fenomeno della “cavitazione” causata dalle onde sonore, tali bolle di vapore subiscono un enorme effetto di compressione, fino al limite fisico che impedisce ulteriori avvicinamenti tra le molecole di gas. A quel punto, improvvisamente la bolla implode, emettendo un lampo di luce; il che sta a significare che l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> sonora si è trasformata in <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> luminosa. All&#8217;occhio umano la luce emessa dall&#8217;ampolla di vetro appare continua, ma in realtà è costituita da un insieme di tanti impulsi luminosi i quali, con l&#8217;aggiunta di gas nobili tipo: elio, argo o xeno, aumentano di moltissimo la loro intensità di luce emessa.<br />
Una spiegazione fisica a questo fenomeno, potrebbe consistere nel fatto che il gas che rimane intrappolato all&#8217;interno della bolla quando viene attraversato dalle onde d&#8217;urto si scalda così tanto che i suoi elettroni acquistano l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> per staccarsi dai nuclei dei loro atomi; tali elettroni collidendo, vengono poi ricatturati dai loro nuclei, restituendo quindi l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> cinetica che avevano ricevuto dalle onde d&#8217;urto sottoforma di radiazione luminosa. .<br />
Il presente Progetto di ricerca applicata invece si propone di estrarre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, (intesa come emissione di particelle sub-atomiche e calore), mettendo in condizioni di stress delle strutture cristalline, mediante il fenomeno della “risonanza” generata tramite onde sonore sub-soniche.<br />
Le onde sub-soniche interferendo poi inoltre con le onde gravitazionali, portano ad una distorsione dei campi gravitazionali in cui sono immersi i corpi celesti. Tali interferenze generano delle energie allo stato puro, dette energie cosmiche; in grado poi di generare qualsiasi cosa, dalla materia alle varie energie che conosciamo e che non conosciamo, e che per ora abbiamo solo il sentore che esistano.<br />
L’applicazione di onde sub-soniche, emesse nel nostro caso ad una certa frequenza ed intensità energetica, avranno il compito di andare ad interferire in fase e in ampiezza con le frequenze caratteriste dei cristalli, cambiando la soglia energetica e/o di coesione molecolare di tutto il sistema risonante; in quanto che l’interferenza che si crea con la nuvola elettronica delle molecole genera delle armoniche, le quali vibrando ad una frequenza più elevata, penetrano più facilmente nel nucleo atomico generando così dei neutrini o quanto meno il distacco di elettroni. Questa quantità di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, sia sotto forma di neutrini che di flussi elettronici o protonici per effetto del riequilibrio delle molecole, è proporzionale al “ rimbalzo” che si riesce ad ottenere tra una molecola e l’altra. Tale rimbalzo (che può anche essere visto come l’effetto “Larsen” in acustica), va controllato, altrimenti avviene una disintegrazione istantanea della massa in questione, con conseguente liberazione energetica elevatissima.<br />
Chi avesse notizie più approfondite in merito a ricerche similari, oppure avesse consigli utili per costruire il nostro umile laboratorio di ricerca, sarebbe un benemerito per noi.<br />
Fonte:<a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=10496261">energierinnovabili</a></p>

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