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	<title>Vite Alternative &#187; elettrostatica</title>
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		<title>I Fulmini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 09:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[elettrostatica]]></category>
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		<description><![CDATA[I fulmini sono delle scariche elettriche improvvise e violente che si verificano tra due nubi oppure tra una nube e la superficie terrestre a causa di differenze di potenziale molto elevate nell&#8217;ambito dell&#8217;atmosfera. Il fenomeno si manifesta con un effetto luminoso (lampo) ed uno sonoro (tuono) che non vengono percepiti simultaneamente dall&#8217;osservatore a causa delle [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>I fulmini sono delle scariche elettriche improvvise e violente che si verificano tra due nubi oppure tra una nube e la superficie terrestre a causa di differenze di potenziale molto elevate nell&#8217;ambito dell&#8217;atmosfera. Il fenomeno si manifesta con un effetto luminoso (lampo) ed uno sonoro (tuono) che non vengono percepiti simultaneamente dall&#8217;osservatore a causa delle diverse velocità di propagazione della luce (300.000 Km/s) e del suono (340 m/s). Il lampo viene visto pertanto quasi istantaneamente, mentre il tuono viene udito dopo un intervallo di tempo tanto più grande quanto più è distante il fulmine.<br />
<span id="more-1834"></span><br />
Normalmente un fulmine è composto da un ramo principale e da molti rami secondari, con il caratteristico aspetto a zig-zag, determinato dalla ricerca del percorso di minor resistenza elettrica. La lunghezza può raggiungere i 2-3 Km, con punte di 5 Km in Sud Africa; quando si verificano tra nubi, i percorsi possono anche raggiungere i 10-15 Km.</p>
<p>Dalla fisica è noto che se si caricano elettricamente due corpi conduttori con cariche di segno opposto, non c&#8217;è passaggio di corrente elettrica se essi sono separati da un materiale isolante. Aumentando il numero delle cariche, l&#8217;intensità del campo elettrico aumenta proporzionalmente fino ad un certo limite, caratteristico di ogni isolante, oltre il quale il materiale cede istantaneamente con un passaggio violento di corrente fra i conduttori.</p>
<p>La scarica produce la perforazione del materiale ed il valore limite del campo elettrico, oltre il quale si ha tale fenomeno, è noto come rigidità dielettrica. Nel caso dell&#8217;aria pulita e asciutta il valore del campo è di circa 30 KV/cm, che scende notevolmente, a valori inferiori a 3-4 KV/cm, in presenza di umidità, di pulviscolo atmosferico o di altre impurità.</p>
<p>Il fulmine è l&#8217;equivalente atmosferico del fenomeno precedentemente descritto; in tal caso l&#8217;isolante è l&#8217;aria ed i due corpi conduttori sono la nube ed il suolo oppure due diverse nubi o due diverse parti di una stessa nube.</p>
<p>E&#8217; ormai accertato che le grosse nubi temporalesche (cumulonembi) sono caricate positivamente nella parte più alta e negativamente in quella più bassa; esistono diverse teorie che cercano di giustificare tale situazione, una di esse, abbastanza attendibile, è che le separazioni delle cariche abbiano origine dalle collisioni fra i vari elementi di nube rappresentati dalle piccole gocce di acqua o dai piccoli cristallini di ghiaccio, formatisi in seguito alla condensazione o alla sublimazione del vapore acqueo. All&#8217;interno delle nubi temporalesche esistono forti correnti ascensionali e precipitazioni che innescano complessi procedimenti di crescita e di interazione dei vari elementi, determinando le collisioni sopracitate.</p>
<p>Si è ritenuto che le più piccole particelle tendano ad acquisire cariche negative, mentre le più grandi acquisiscano cariche positive. Queste particelle tendono a separarsi per effetto delle correnti ascensionali e della forza di gravità, fino a che la nube non assume lo stato elettrico precedentemente descritto (positivo in alto e negativo in basso). La suddetta separazione produce enormi differenze di potenziale sia all&#8217;interno della nube che fra la nube e la terra, che per induzione tende a caricarsi positivamente.</p>
<p>Le differenze di potenziale possono raggiungere le centinaia o migliaia di milioni di volt, causando il superamento della rigidità dielettrica dell&#8217;aria: in tale istante scocca il fulmine. Il meccanismo della scarica è tuttavia alquanto complesso e si manifesta in due tempi:</p>
<p>   1. Inizialmente dalla nube scende verso il suolo una scarica debole ed invisibile composta da particelle cariche negativamente, essa è detta scarica pilota (o scarica guida o stepped leader) ed avanza verso il basso con una velocità relativamente piccola (circa 100 Km/s) e con percorsi successivi di breve lunghezza (circa 50 m). Lungo tale percorso a zig-zag si crea un&#8217;intensa ionizzazione che predispone alla seconda fase.</p>
<p>   2. Quando la scarica pilota si avvicina al suolo, da quest&#8217;ultimo parte una scarica &#8220;di ritorno&#8221; diretta verso l&#8217;alto e composta da un flusso di cariche positive presenti sulla superficie terrestre. Quando le due scariche si incontrano, esse segnano nell&#8217;aria una specie di scia di congiunzione tra cielo e terra; lungo tale traccia risale verso la nube una fortissima corrente elettrica ad una velocità stimata in circa un terzo di quella della luce.</p>
<p>La scarica di ritorno (return stroke) può durare tra qualche decina e qualche centinaia di microsecondi e libera una quantità enorme di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> di tipo termico, ottico (lampo), acustico (tuono) ed elettromagnetico.</p>
<p>Il canale conduttore, creato dalla scarica guida, può ramificarsi in parecchie branche, lungo le quali si possono avere diverse scariche di ritorno giustificando così l&#8217;aspetto tutto ramificato del fulmine, simile alle radici di una pianta. Spesso lungo il canale conduttore, dopo la prima scarica, si può avere un&#8217;altra scarica guida verso il basso, che innesca un secondo fulmine. Questo può verificarsi più volte in uno o due secondi, causando l&#8217;effetto tremolante nella luce del lampo.</p>
<p>Lungo lo stretto canale percorso dal fulmine, l&#8217;aria si riscalda, quasi istantaneamente, fino a 15.000 °C, determinando un&#8217;espansione esplosiva che ad una certa distanza si manifesta con un fragore noto come tuono. Se un fulmine cade ad una distanza relativamente breve, il tuono viene avvertito come un colpo secco; se cade lontano, il lampo è seguito da un rombo sordo e prolungato in quanto le onde sonore vengono rifratte dall&#8217;atmosfera e fatte rimbalzare da colline, montagne e altre conformazioni del terreno.</p>
<p>Come si è già detto, la luce del lampo viene percepita istantaneamente, mentre il tuono viene udito dopo un intervallo di tempo più o meno lungo a secondo della distanza del fulmine. Tale distanza è pari a 340 metri moltiplicati per il suddetto intervallo in secondi.</p>
<p>Un fulmine segue generalmente il percorso di minor resistenza elettrica tra la nuvola e il suolo, che non corrisponde tuttavia al percorso più breve dal punto di vista geometrico. Ogni cosa che si sopraeleva sul suolo, come alberi, camini, edifici alti, cime di monti e persino un individuo a piedi, accorciano quindi il percorso e possono diventare il bersaglio del fulmine: più l&#8217;oggetto è alto, più è vulnerabile.</p>
<p>La scarica elettrica di un fulmine può anche trasmettersi attraverso corpi conduttori di elettricità, come tubi metallici, fili spinati, mazze da golf, grondaie e corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>Secondo un&#8217;antica credenza, un fulmine non può colpire due volte lo stesso punto; l&#8217;esperienza insegna che ciò non è vero, ad esempio, nel corso di un anno, l&#8217;Empire State Building è stato colpito 48 volte, e la cima di una montagna svizzera ben 100 volte!<br />
La caduta di un fulmine può provocare sulle strutture colpite diversi effetti e precisamente:<br />
  Termici. L&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> sviluppata da un fulmine ha la capacità di fondere materiali metallici, provocare l&#8217;incendio di materiali combustibili o infiammabili, etc. L&#8217;altissima temperatura può sgretolare un albero, facendo evaporare la linfa e, a volte, riesce a fondere la sabbia, trasformandola in schegge di vetro.<br />
  Meccanici. Le forti correnti elettriche indotte nelle strutture metalliche colpite causano forze attrattive, di natura elettrodinamica, tali da produrre deformazioni o rotture. Nel caso di linee elettriche, le forze attrattive possono produrre schiacciamento di cavi o contatti fra conduttori con conseguenti cortocircuiti.<br />
  Chimici. Le forti scariche causano la formazione di ozono e di composti nitrici dovuti all&#8217;ossidazione dell&#8217;azoto. In quest&#8217;ultimo caso è come se nel suolo fossero iniettate gigantesche quantità di materie azotate.<br />
  Elettromagnetici. Le scariche sono accompagnate da forti emissioni di onde elettromagnetiche che producono disturbi nelle trasmissioni radio, in particolare nel campo delle onde lunghe e medie. Le sovratensioni indotte nelle linee elettriche e telefoniche possono causare danneggiamenti nelle apparecchiature collegate, in particolare di quelle elettroniche.</p>
<p>Gli effetti su una persona colpita da un fulmine sono generalmente letali, a causa dell&#8217;arresto cardiaco e respiratorio, come in qualsiasi altro caso di folgorazione. Nei casi più gravi si possono avere carbonizzazione dei tessuti dove la corrente entra ed esce dal corpo. Tuttavia sono molti i casi di persone rimaste indenni o salvate in seguito ad un pronto intervento mediante massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca.</p>
<p>Ogni temporale è preannunciato da tuoni e quindi conviene subito cercare un riparo adeguato tenendo presente che una casa è il posto più sicuro in particolare se nelle vicinanze iniziano a cadere fulmini. Anche in casa è opportuno tuttavia seguire alcuni accorgimenti e precisamente:</p>
<p>    * Evitare di stare vicini a superfici e ad oggetti metallici; è pure opportuno non sostare accanto alle pareti o in stanze troppo piccole.</p>
<p>    * Non accendere apparecchi elettrici; si ricorda che l&#8217;antenna televisiva, purché opportunamente messa a terra può funzionare da parafulmine.</p>
<p>    * Non tenere aperte le porte e le finestre.</p>
<p>All&#8217;aperto, in mancanza di zone riparate e sicure occorre osservare che alberi, tralicci, antenne, bandiere possono fungere da richiamo e quindi conviene rannicchiarsi su di un qualsiasi oggetto isolante, evitando di sdraiarsi per terra.</p>
<p>In particolare sono molto pericolosi gli alberi, specie se isolati, vecchi e pieni di cavità. La corrente passa attraverso il tronco facendo evaporare all&#8217;istante la linfa e provocando l&#8217;esplosione del tronco; se quest&#8217;ultimo è liscio e bagnato le probabilità di danneggiamento sono molto minori.</p>
<p>E&#8217; sconsigliabile rimanere in acqua durante un temporale, essendo essa un ottimo conduttore di elettricità. Un buon rifugio, al contrario, è l&#8217;automobile.</p>
<p>Si possono fare diverse classificazioni a secondo di come avviene la scarica elettrica oppure a secondo del loro aspetto. Nel primo caso si hanno:</p>
<p>    * Scariche tra nube e terra, sono i veri e propri fulmini e sono i più pericolosi perché possono ovviamente colpire l&#8217;uomo e causare i maggiori danni. Non sono i più comuni ed il loro meccanismo è stato visto in precedenza.</p>
<p>    * Scariche interne alle nubi, il meccanismo è simile a quello precedente e provocano quasi unicamente lampi. Sono il tipo più comune</p>
<p>    * Scariche aeree, si producono fra due diverse nubi</p>
<p>A seconda del loro aspetto e delle loro caratteristiche, i meteorologi distinguono diversi tipi di fulmini, quelli più noti sono i seguenti.</p>
<p>   1. Fulmini a razzo; sono una varietà di fulmine a linea in cui la scarica procedono tanto lentamente da creare l&#8217;impressione di un razzo che voli nel cielo (molto raro);</p>
<p>   2. Fulmini Globulari; sono i più misteriosi essendo stati osservati sporadicamente ed essendo ancora sconosciute le cause fisiche. Essi si presentano come delle sfere luminose di vario diametro (da 2 cm ai 10 m) e colorate di rosso, arancione, giallo, bianco, e altri colori ancora. La loro durata può essere di diversi minuti. Possono essere statici o in rapido movimento a zig-zag, riuscendo persino a passare attraverso pareti, porte, finestre chiuse senza danneggiarle.</p>
<p>   3. Fulmini a perla (o a collana), che appare suddiviso in segmenti ad intervalli più o meno regolari;</p>
<p>   4. Fulmini superficiali; hanno l&#8217;aspetto di lingue di fuoco uscenti dall&#8217;orizzonte e sono prodotti da scariche elettriche non direttamente visibili dall&#8217;osservatore anche se può udirne il tuono. Possono verificarsi dentro una nube o dietro nubi più vicine, rendendole visibili anche a grandissima distanza. Quando il tuono non è più udibile (oltre i 15 Km) si parla di lampi di calore.</p>
<p>   5. Fuochi di S. Elmo, sono scariche elettriche più o meno continue, di piccola o moderata intensità. Tali scariche provengono da oggetti elevati sulla superficie terrestre (parafulmini, alberi di nave, pennoni, etc) o da aeroplani in volo (eliche, estremità delle ali, etc)<br />
Fonte:<a href="http://www.nauticoartiglio.lu.it/meteo5a/fulmini.htm">www.nauticoartiglio.lu.it</a></p>

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		<title>Macchina di Wimshurst</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 07:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DESCRIZIONE La macchina di Wimshurst è una macchina elettrostatica ad induzione ed è formata da due dischi di materiale resinoso uguali, molto vicini fra loro ma non a contatto che ruotano in senso opposto. Su ciascun disco sono incollate a raggiera delle placche metalliche di alluminio o bronzo sulle quali sfregano due coppie di spazzole [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;">DESCRIZIONE</span></p>
<p>La macchina di Wimshurst è una macchina elettrostatica ad induzione ed è formata da due dischi  di materiale resinoso uguali,  molto vicini fra loro ma non a contatto che ruotano in senso opposto.<br />
Su ciascun disco sono incollate a raggiera delle placche metalliche di alluminio o bronzo sulle quali sfregano due coppie di spazzole metalliche ( una coppia per ciascun disco)  fisse e posizionate perpendicolari fra loro.<br />
Ai lati dei dischi sono posizionate due serie di punte collegate a due bottiglie di Leida, in serie, le cui armature esterne sono collegate a due sferette metalliche vicine fra loro.<br />
<span id="more-1342"></span><br />
<span style="color: #008000;">FUNZIONAMENTO</span></p>
<p>Il collegamento elettrico tra le due spazzole di ciascuna coppia  collegano elettricamente fra loro  due placche che, si affacciano sull&#8217;altro disco a due cariche opposte:<br />
la placca che è di fronte  ad una carica positiva si caricherà negativamente e la placca che è di fronte alla carica negativa si caricherà positivamente.  Si ha cioè un passaggio di cariche lungo il collegamento tra le due spazzole.<br />
I dischi girano e le placche cariche si spostano fino a che raggiungono le punte che le scaricano accumulando le cariche in  due bottiglie di Leida collegate in serie.<br />
Le armature delle bottiglie di Leida cariche di segno contrario sono collegate alle due sfere metalliche che si trovano sufficientemente vicine per far caricare le bottiglie provocando una scintilla.  Le bottiglie poi si scaricano  fino a far scoccare un&#8217;altra scintilla, e così via.</p>
<p><span style="color: #008000;">RAPPRESENTAZIONE</span></p>
<p>Nella rappresentazione il disco posteriore è rappresentato più grande per poterne vedere il comportamento. Le palline rosse rappresentano le placche caricate positivamente mentre le blu sono quelle caricate positivamente. La stessa cosa per i fili e le armature delle bottiglie.<br />
Si vede come le coppie di spazzole carichino le placche di segno opposto  rispetto alla carica che si trova sull&#8217;altro disco.<br />
Le punte scaricano le placche nelle bottiglie.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://demoroom.physics.ncsu.edu/multimedia/images/demos/785Wimshurst_Machine.jpg" alt="" width="350" height="305" /><br />
Fonte:<a href="http://digilander.libero.it/fantinma/wim/wim.html">Digilander</a></p>

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		<title>Effetto Casimir</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/04/15/effetto-casimir/</link>
		<comments>http://www.vitealternative.com/2009/04/15/effetto-casimir/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera. La comprensione ottimale dell&#8217;argomento trattato in questa voce presuppone la conoscenza dei seguenti concetti: * Particella virtuale * Energia del vuoto In fisica, l&#8217;effetto Casimir è la forza che si esercita fra due corpi estesi situati nel vuoto e dovuta non all&#8217;azione di un campo gravitazionale o elettromagnetico, ma alla presenza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</p>
<p>La comprensione ottimale dell&#8217;argomento trattato in questa voce presuppone la conoscenza dei seguenti concetti:</p>
<p>* Particella virtuale<br />
* <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">Energia</a> del vuoto</p>
<p>In fisica, l&#8217;effetto Casimir è la forza che si esercita fra due corpi estesi situati nel vuoto e dovuta non all&#8217;azione di un campo gravitazionale o elettromagnetico, ma alla presenza &#8211; nello spazio circostante i corpi &#8211; di un campo quantistico, detto di punto zero. A causa del principio di indeterminazione di Heisenberg, l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> di questo campo quantistico (<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del vuoto) è soggetta a fluttuazioni &#8211; descritte in termini di particelle virtuali &#8211; che si manifestano, a livello macroscopico, nell&#8217;interazione tra i due corpi per effetto di una forza. Il fenomeno prende il nome dal fisico olandese Hendrik Casimir, che lo teorizzò, nel 1948, in base a considerazioni di meccanica quantistica, nel corso delle sue ricerche sull&#8217;origine delle forze viscose nelle soluzioni colloidali.<br />
<span id="more-1059"></span><br />
Nella formulazione originaria, Casimir calcolò l&#8217;effetto per due lastre metalliche piane parallele, distanti tra loro pochi micron, tra le quali era stato creato il vuoto e che non erano soggette ad alcun campo elettromagnetico. La teoria prevedeva che solo le particelle virtuali la cui lunghezza d&#8217;onda fosse un sottomultiplo intero della distanza tra le lastre contribuissero all&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del vuoto; in altre parole, potendo esistere tra le piastre solo queste particelle, l&#8217;interazione con le pareti interne dell&#8217;apparato provoca una &#8216;spinta&#8217; verso l&#8217;esterno non più esattamente bilanciata da quelle che si trovano al di fuori. Il risultato è una forza netta non nulla che tende a sospingere le lastre l&#8217;una contro l&#8217;altra e che può essere misurata.</p>
<p>La forza di Casimir per unità di superficie (Fc / A), nel caso ideale di piastre metalliche perfettamente conduttive tra cui è stato creato il vuoto, è calcolata come:</p>
<p>{F_c \over A} = &#8211; \frac{d}{da} \frac{\langle E \rangle}{A} = -\frac {\hbar c \pi^2} {240 a^4} = -\frac {h c \pi}{480 a^4}</p>
<p>dove:</p>
<p>\hbar = \frac{h}{2\pi} è la costante ridotta di Planck,<br />
h è la costante di Planck,<br />
c è la velocità della luce,<br />
a è la distanza tra le due piastre,<br />
A è l&#8217;area delle piastre.</p>
<p>Il valore della forza è negativo e indica che la sua natura è attrattiva: la densità di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> decresce, infatti, avvicinando le lastre.</p>
<p>Per esempio, nel caso di lastre poste alla distanza di 1 micron (µm), la forza per unità di superficie risultante è di 0,0013 N/m2. La presenza di \hbar mostra quanto piccola sia Fc / A e testimonia l&#8217;origine meccanico-quantistica della forza.</p>
<p>Indice<br />
[nascondi]</p>
<p>* 1 Verifica sperimentale<br />
* 2 Curiosità<br />
* 3 Voci correlate<br />
* 4 Note<br />
* 5 Collegamenti esterni</p>
<p>Verifica sperimentale [modifica]</p>
<p>Una delle prime verifiche fu quella condotta da Marcus Sparnaay presso il Philips Natuurkundig Laboratorium della Philips ad Eindhoven, nel 1958, dove cercò di misurare l&#8217;attrazione tra due piastre parallele. I risultati ottenuti non contraddicevano la teoria di Casimir, ma erano viziati da consistenti errori sperimentali.[1][2]</p>
<p>L&#8217;effetto Casimir fu dimostrato sperimentalmente nel 1997 da Steven Lamoreaux presso l&#8217;Università di Washington a Seattle, che misurò la forza di attrazione tra una sfera ed una piastra separate da distanze comprese tra 0,6 μm e 6 μm.[3]. Nello stesso anno, sulla scorta del successo ottenuto da Lamoreaux, Umar Mohideen e Anushree Roy dell&#8217;Università della California condussero un analogo esperimento su distanze comprese tra 0,1 e 0,9 µm.[4].</p>
<p>Piuttosto che due piastre parallele &#8211; che richiedevano un allineamento estremamente preciso e non facile da ottenere per assicurare il parallelismo &#8211; gli sperimentatori statunitensi avevano utilizzato una piastra piana e una piastra sferica di raggio molto ampio. La prima misura con la configurazione originariamente proposta da Casimir (due piastre piane parallele) fu condotta solamente nel 2001, da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Padova (Giacomo Bressi, Gianni Carugno, Roberto Onofrio, e Giuseppe Ruoso) che ottennero un allineamento delle piastre con precisione submicrometrica tramite l&#8217;ausilio di microrisonatori.[5].</p>

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		<title>Il primo dispositivo free-energy commercialmente disponibile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 11:28:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 marzo 2002 è stato concesso il brevetto USA 6.362.718 per il “Generatore Magnetico Immobile” (MEG) che è probabile divenga il primo dispositivo free energy nella storia ad essere commercialmente disponibile, a partire da un anno da ora. La macchina fornirà elettricità gratuita dal vuoto per tutta la vita del dispositivo stesso, che dovrebbe essere alquanto lunga dato che non ha parti mobili. Potete vedere la foto di una replica del MEG, realizzata dallo scienziato Jean Louis Naudin, e le altre presso:</p>
<p><a href="http://jnaudin.free.fr/html/meg.htm">http://jnaudin.free.fr/html/meg.htm</a><br />
<span id="more-1058"></span><br />
Esso dispone di potenti magneti, bobine e di una unità elettronica di controllo.<br />
<img class="alignnone" title="MEG" src="http://netmar.com/%7Emaat/announce/images/ann_meg.jpg" alt="" width="319" height="218" /><br />
L’annuncio è importante perché sinora l’ufficio brevetti era sempre stato scettico sui dispositivi che apparentemente ricavano “qualcosa dal nulla”, ma secondo la nuova scienza elettromagnetica scalare, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia: quest’ultima è semplicemente conservata nella quarta dimensione, il tempo, e non nel nostro mondo tridimensionale.</p>
<p>Il MEG fornisce <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica ricavandola dalle onde elettromagnetiche (EM) longitudinali esistenti in quantità praticamente illimitate nello spazio vuoto. Quest’oceano di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che permea qualunque cosa viene talvolta chiamato <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> di “punto zero”, dato che vi rimane anche alla temperatura dello zero assoluto.</p>
<p>Quattro sono gli inventori elencati: Stephen L. Patrick, Thomas E. Bearden, James C. Hayes, Kenneth D. Moore.<br />
La complicata fisica alla base del funzionamento del MEG viene spiegata nel documento &#8220;The Motionless Electromagnetic Generator: Extracting Energy from a Permanent Magnet with Energy Replenishment from the Active Vacuum&#8221; (Il generatore elettromagnetico immobile: estrarre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> da un magnete permanente con rifornimento di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> dal vuoto attivo, ndt), disponibile presso cheniere.org.<br />
(<a href=" http://www.help4all.de/energy/MEGpaper.pdf ">clicca qui</a>)</p>
<p>Le prime unità MEG che verranno prodotte per la vendita produrranno 2,5 kilowatt di elettricità gratuita. Per sempre. Dovrebbero essere in produzione entro un anno, e i locali di assemblaggio sono in fase di allestimento presso una “nazione amica” non menzionata. Le unità possono essere unite insieme per fornire più potenza, così quattro unità fornirebbero 10 kilowatt.”</p>
<p>L’articolo del quale vi ho proposto un estratto è molto incoraggiante, anche troppo secondo me. Sarà per questo che dopo un paio di giorni non l’ho più notato fra gli articoli di punta nel sito di Jeff Rense; ad ogni modo, eccovi la URL: http://www.rense.com/general21/free.htm</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.nexusitalia.com/">NEXUSITALIA</a></p>

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		<title>La domanda energetica italiana da oggi al 2020</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 12:11:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato oggi le analisi elaborate dall’Unione Petrolifera fino all’anno 2020: in crescita la domanda complessiva di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> primaria dal 2010. Maggiore l’incidenza del gas naturale e delle energie rinnovabili, ma l’Italia rimane lontana dagli obiettivi di Kyoto</p>
<p>L&#8217;Unione Petrolifera (UP) rende oggi note le “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana” per il periodo 2009- 2020, un quadro d’analisi dettagliato che passa anche attraverso il setaccio della crisi economica. Un’influenza che si fa sentire da subito a livello della domanda di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> primaria che dai 187,8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) del 2008, secondo UP, scenderà “a 182,6 nel 2010, per poi recuperare, grazie alla ripresa del ciclo economico espansivo, giungendo a 191,2 nel 2015 e a 195,3 nel 2020”. Stabile sui 338 TWh la richiesta elettrica fino al 2010, per poi riprendere a salire raggiungendo i 409 nel 2020.</p>
<p>In merito all&#8217;incidenza delle singole fonti primarie sul totale del consumo energetico, l&#8217;Up prevede modificarsi sensibilmente l’attuale relazione, con un ridimensionamento del peso del petrolio a favore del gas naturale, che nel 2014 supererà il greggio e delle energie rinnovabili, ma solo a partire dal 2014-2015 per toccare nel 2020 una produzione di 92000 GWh. Niente da fare per l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nucleare, afferma l&#8217;UP che non fornirà alcun contributo al fabbisogno energetico italiano da qui al 2020, mentre rimane costante il ruolo del carbone.</p>
<p>Ridimensionata la diffusione di vetture ibride ed con fuel cell ad idrogeno “soprattutto per motivi di costi ancora elevati delle stesse, che ne impediscono la diffusione su scala più ampia”, la cui crescita seppur limitata permetterà al parco alimentato a benzina di scendere dai 19,1 milioni di unità del 2008 fino 15,3 milioni circa del 2020.</p>
<p>“La forte contrazione dei consumi energetici nel breve termine, – continua il rapporto – dovuta all’attuale frenata economica ha come riflesso positivo la diminuzione delle emissioni di CO2”. Un calo transitorio, che non manterrà a lungo il livello di flessione. La progressiva sostituzione del petrolio con il gas naturale, un sensibile ulteriore miglioramento dell’efficienza e delle rinnovabili insieme alla realizzazione di impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2, porteranno nel 2020 ad calo del 5% rispetto al 2005, valore purtroppo ancora superiore del 9% rispetto a quelle del 1990.<br />
Fonte:<a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</p>

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		<title>I rischi del nucleare</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 15:41:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica e l&#8217;incertezza delle relazioni internazionali spingono nuovamente i Paesi industrializzati verso l&#8217;energia nucleare, ridando voce anche in Italia ai fautori della sua convenienza e inevitabilità. Questo libro sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni: che l&#8217;energia atomica sia abbondante e sicura, che costi meno, che non provochi emissioni di CO2. Le argomentazioni [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica e l&#8217;incertezza delle relazioni internazionali spingono nuovamente i Paesi industrializzati verso l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nucleare, ridando voce anche in Italia ai fautori della sua convenienza e inevitabilità.<br />
<span id="more-941"></span><br />
Questo libro sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni: che l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> atomica sia abbondante e sicura, che costi meno, che non provochi emissioni di CO2. Le argomentazioni dei due autori sono stringenti: già ai ritmi di consumo attuali, si stima che entro 50 anni non ci sarà più uranio economicamente sfruttabile; i costi di costruzione dei reattori e del loro mantenimento sono già oggi fuori mercato; infine, il nucleare inquina, contamina irrimediabilmente interi territori, con il rischio di accentuare le criticità del cambiamento climatico in atto. Completa questo inquietante scenario l&#8217;idea, promossa dal G8, di una governance mondiale dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. Una governance capace di tenere l&#8217;opinione pubblica all&#8217;oscuro delle centinaia di incidenti occorsi finora e abile nel convincere i Paesi emergenti a legarsi per i decenni a venire alle tecnologie nucleari dell&#8217;Occidente. I diritti di questo libro saranno devoluti ai bambini vittime dell&#8217;incidente alla centrale nucleare di Cernobyl del 1986.</p>
<p>Fonte:<a href="http://mondoelettrico.blogspot.com">mondoelettrico</p>

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		<title>Due persone&#8230; Un laboratorio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 04:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con un amico stiamo cercando di crearci un piccolo laboratorio sperimentale per testarre in pratica se è possibile “spillare” energia direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da innescare tramite il fenomeno fisico detto di “Risonanza” (il cui termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde sonore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un amico stiamo cercando di crearci un piccolo laboratorio sperimentale per testarre in pratica se è possibile “spillare” <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da innescare tramite il fenomeno fisico detto di “Risonanza” (il cui termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde sonore con frequenze sub-soniche, (al di sotto dei 50 Hz).<br />
Due fenomeni con una buona similitudine al qui presente Progetto di ricerca, già indagati, ed anche già utilizzati dalla nostra attuale Tecnologia; sono quelli inerenti l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">Energia</a> “Piezoelettrica”, e la “Sonoluminiscenza”.<br />
<span id="more-927"></span><br />
L’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> Piezoelettrica si ottiene forzando meccanicamente un quarzo, il quale rilascia Elettroni, per il semplice fatto che gli atomi del cristallo messi sotto pressione si muovono e trascinano con loro le cariche elettriche che contengono, generando un flusso di corrente elettrica.<br />
La piezoelettricità collegata all&#8217;intima struttura cristallina del quarzo, è una proprietà presente anche in altri minerali come la tormalina e il cinabro.<br />
La “Sonoluminiscenza”, invece fu osservata sperimentalmente per la prima volta nel 1934 da fisici tedeschi dell&#8217;Università di Colonia che decisero di non approfondire gli studi perché ritennero poco interessante, dal punto di vista pratico, il fatto di poter ricavare luce dal suono; soltanto oggi alcuni scienziati ricominciano a parlare di questo fenomeno.<br />
Tale fenomeno si ottiene sottoponendo a vibrazioni sonore di una certa frequenza ed intensità un contenitore pieno d&#8217;acqua in ebollizione; quando le bolle di vapore presenti nell’acqua vengono investite dalle onde sonore, esse cominciano a vibrare rapidamente, e per il fenomeno della “cavitazione” causata dalle onde sonore, tali bolle di vapore subiscono un enorme effetto di compressione, fino al limite fisico che impedisce ulteriori avvicinamenti tra le molecole di gas. A quel punto, improvvisamente la bolla implode, emettendo un lampo di luce; il che sta a significare che l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> sonora si è trasformata in <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> luminosa. All&#8217;occhio umano la luce emessa dall&#8217;ampolla di vetro appare continua, ma in realtà è costituita da un insieme di tanti impulsi luminosi i quali, con l&#8217;aggiunta di gas nobili tipo: elio, argo o xeno, aumentano di moltissimo la loro intensità di luce emessa.<br />
Una spiegazione fisica a questo fenomeno, potrebbe consistere nel fatto che il gas che rimane intrappolato all&#8217;interno della bolla quando viene attraversato dalle onde d&#8217;urto si scalda così tanto che i suoi elettroni acquistano l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> per staccarsi dai nuclei dei loro atomi; tali elettroni collidendo, vengono poi ricatturati dai loro nuclei, restituendo quindi l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> cinetica che avevano ricevuto dalle onde d&#8217;urto sottoforma di radiazione luminosa. .<br />
Il presente Progetto di ricerca applicata invece si propone di estrarre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, (intesa come emissione di particelle sub-atomiche e calore), mettendo in condizioni di stress delle strutture cristalline, mediante il fenomeno della “risonanza” generata tramite onde sonore sub-soniche.<br />
Le onde sub-soniche interferendo poi inoltre con le onde gravitazionali, portano ad una distorsione dei campi gravitazionali in cui sono immersi i corpi celesti. Tali interferenze generano delle energie allo stato puro, dette energie cosmiche; in grado poi di generare qualsiasi cosa, dalla materia alle varie energie che conosciamo e che non conosciamo, e che per ora abbiamo solo il sentore che esistano.<br />
L’applicazione di onde sub-soniche, emesse nel nostro caso ad una certa frequenza ed intensità energetica, avranno il compito di andare ad interferire in fase e in ampiezza con le frequenze caratteriste dei cristalli, cambiando la soglia energetica e/o di coesione molecolare di tutto il sistema risonante; in quanto che l’interferenza che si crea con la nuvola elettronica delle molecole genera delle armoniche, le quali vibrando ad una frequenza più elevata, penetrano più facilmente nel nucleo atomico generando così dei neutrini o quanto meno il distacco di elettroni. Questa quantità di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, sia sotto forma di neutrini che di flussi elettronici o protonici per effetto del riequilibrio delle molecole, è proporzionale al “ rimbalzo” che si riesce ad ottenere tra una molecola e l’altra. Tale rimbalzo (che può anche essere visto come l’effetto “Larsen” in acustica), va controllato, altrimenti avviene una disintegrazione istantanea della massa in questione, con conseguente liberazione energetica elevatissima.<br />
Chi avesse notizie più approfondite in merito a ricerche similari, oppure avesse consigli utili per costruire il nostro umile laboratorio di ricerca, sarebbe un benemerito per noi.<br />
Fonte:<a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=10496261">energierinnovabili</a></p>

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		<title>Pier Luigi Ighina Scienziato sconosciuto</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 15:27:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pier Luigi Ighina, allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza ufficiale ma che, qualora fossero prese in considerazione, potrebbero cambiare radicalmente la vita dell&#8217;uomo. Nel libro, suddiviso nelle due sezioni teoria (I) e tecnica (II), l&#8217;Autore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pier Luigi Ighina,  allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza ufficiale ma che, qualora fossero prese in considerazione, potrebbero cambiare radicalmente la vita dell&#8217;uomo. Nel libro, suddiviso nelle due sezioni teoria (I) e tecnica (II), l&#8217;Autore descrive le sue ricerche nel campo della fisica dell&#8217;atomo, in particolare la scoperta dell&#8217;atomo magnetico.<br />
<span id="more-923"></span><br />
Ighina affronta lo studio dell&#8217;atomo da una prospettiva alquanto diversa rispetto agli altri ricercatori; infatti invece di sottoporre l&#8217;atomo all&#8217;azione di potenti campi magnetici o di particelle ad alta <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>, decide di contenere il suo movimento utilizzando altri atomi, definiti assorbenti, che impediscono agli atomi luce e a quelli esterni di interferire nell&#8217;osservazione.<br />
Attraverso questo &#8220;geniale&#8221; accorgimento e mediante il microscopio atomico lenticolare di sua invenzione, Ighina è riuscito a classificare varie categorie di atomi in base alle loro differenti pulsazioni.<br />
Un concetto importante che l&#8217;Autore intende sottolineare è che &#8220;l&#8217;atomo non oscilla, ma vibra, non si può dividerlo, sarebbe però possibile dividere la sua <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> ma non l&#8217;atomo stesso&#8221;. La scoperta dell&#8217;atomo magnetico avviene casualmente come scrive lo stesso Ighina: &#8220;ero intento a queste prove quando, spostando inavvertitamente una calamita lì vicina, vidi che tutti gli atomi in osservazione e i cataletti di assorbimento si erano messi vertiginosamente in movimento scomparendo poi in una massa luminosa&#8221;. L&#8217;atomo magnetico è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di &#8220;imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi&#8221;.<br />
Una delle apparecchiature costruite da Ighina, il regolatore di vibrazioni atomiche magnetiche, si basa proprio sull&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> dell&#8217;atomo magnetico e più precisamente sulla variazione della frequenza di vibrazione della materia con la trasformazione della stessa.<br />
Con questa <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> è possibile, a detta dell&#8217;Autore, guarire qualsiasi malattia, fondere i metalli a distanza, produrre <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica, neutralizzare le radiazioni, investigare il sottosuolo alla ricerca di giacimenti petroliferi  o falde acquifere, aumentare i raccolti agricoli ed altro ancora.<br />
È indubbio che il campo magnetico sia fondamentale per la vita sulla Terra, ma la scoperta di come sia possibile la trasformazione della materia e la produzione di monopoli magnetici risulta piuttosto difficile da credere. Se così fosse, ci troveremmo di fronte alla chiave di comprensione della natura e dei suoi meccanismi.<br />
Nella foto, scattata da P.L. Ighina nel 1940 con il microscopio atomico lenticolare, viene ripreso l&#8217;atomo magnetico, con i cinque cataletti di atomi assorbenti. L&#8217;atomo produce una pulsazione che si espande dal centro ed è rappresentata da un sottile circoletto luminoso.<br />
Fonte:<a href="http://www.rexresearch.com/ighina/ighina.htm">rexresearch.com</p>

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		<title>Energia dagli elementi</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/03/26/energia-dagli-elementi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 08:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sito veramente interessante è quello creato dagli insegnanti canadesi per i loro studenti. Si tratta di Re-energy, che propone alcuni brevetti e kit di montaggio scaricabili in pdf, l&#8217;unico difetto è che il sito è in inglese in Italia di informazione utile non ce  n&#8217;è proprio. Per leggere il sito in lingua italiana cliccate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sito veramente  interessante è quello creato dagli insegnanti canadesi per i loro studenti.<br />
Si tratta di <a href="http://www.re-energy.ca/">Re-energy</a>, che propone alcuni brevetti e kit di montaggio scaricabili in pdf, l&#8217;unico difetto è che il sito è in inglese in Italia di informazione utile non ce  n&#8217;è proprio.<br />
Per leggere il sito in lingua italiana cliccate <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.re-energy.ca/">qui</a><br />
Ecco alcuni dei principali kit scaricabili:<br />
<a href="http://www.re-energy.ca/pdf/wind-turbine.pdf">Turbina eolica<br />
</a><a href="http://www.re-energy.ca/pdf/hydroelectric-generator.pdf">Idroturbina</a></p>

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		<title>Energia dal sole</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/03/24/energia-dal-sole/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 15:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NAUTIKIT 20 E&#8217; il più piccolo KIT per nautica, composto da un modulo solare di 20 Watt, un regolatore di corrente (HT8P) ed una struttura facilmente installabile per il fissaggio. Ha la funzione di mantenimento della carica delle batterie nel periodo invernale e di piccola ricarica nel periodo estivo. La produzione di energia elettrica, avviene [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>NAUTIKIT 20</p>
<p>E&#8217; il più piccolo KIT per nautica, composto da un modulo solare di 20 Watt, un regolatore di corrente (HT8P) ed una struttura facilmente installabile per il fissaggio. Ha la funzione di mantenimento della carica delle batterie nel periodo invernale e di piccola ricarica nel periodo estivo. La produzione di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> elettrica, avviene tramite il modulo solare che produce 1,2 Ah (in condizioni standard) moltiplicate per il tempo di esposizione ai raggi del sole.<br />
<span id="more-817"></span><br />
Nella stagione invernale, produce c.a. 3A/giorno, sufficienti al mantenimento di batterie di servizio e motore; d&#8217;estate, invece, la produzione giornaliera è più che doppia e dà, quindi, la possibilità al sistema di immagazzinare più <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a>. ne consegue che l&#8217;utilizzatore dell&#8217;imbarcazione avrà sempre batterie cariche e pronte all&#8217;uso.</p>
<p>Composizione del NAUTIKIT 20</p>
<p>• n.1 Modulo solare monocristalino ad alta efficienza (20 Watt &#8211; 1,2 Amp.).</p>
<p>• n.2 Aste in acciaio inox lucido e regolabili in altezza per mezzo di un fermo rapido, fino ad 1,80 m., al fine di lasciare sgombera la zona di lavoro a poppa.</p>
<p>• n.1 Base dell&#8217;asta in acciaio inox lucido, per un miglior fissaggio e rispettando l&#8217;integrità del punto di appoggio.</p>
<p>• n.1 Angolare in acciaio inox lucido, dotato di galletto per orientare agevolmente il modulo fino a 180°, quindi sempre verso il sole, indipendentemente dalla rotta di navigazione; in tal modo si ottiene una produzione di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del 30-50% più elevata dei sistemi a pannello fisso.</p>
<p>• n.2 Supporti a croce robusti in plastica, per un facile fissaggio dell&#8217;asta ad un candeliere o draglia.</p>
<p>• n.7 Metri di cavo, ad innesto rapido nella base di derivazione del modulo, sufficientemente morbidi e protetti dalla salsedine, di facile collegamento al rilevatore di corrente corredati di occhielli e fusibili di sicurezza, per il collegamento alla batteria.</p>
<p>• n.1 Regolatore di carica &#8220;HT8P&#8221;, speciale dispositivo elettronico che rappresenta il meglio della tecnologia allo stato solido (MOSFET), applicata ad impianti semplici e di piccola taglia.In modo intelligente, controlla la carica delle batterie di servizio e, quando queste saranno pienamente cariche(come indicato dai LED), riverserà parte dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> prodotta dal modulo solare alla batteria del motore, al fine di tenere anch&#8217;èssa sempre pienamente efficiente.</p>
<p>NAUTIKIT 55</p>
<p>E&#8217; un KIT di uguale composizionedel Nautikit 20,ma con un Modulo solare (H580) più grande e potente (55 Watt &#8211; 3,5 Amp.) Quindi in grado di produrrepiù energiaper alimentare tutte le utenze di bordo, (VHF, GPS, Ecoscandaglio, etc.) ed anche un piccolo frigorifero.<br />
Infatti Nautikit 55, Produrrà durante la settimana l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> che verrà acculmulata nelle betterie, le quali risulteranno in piena carica ad inizio Week-end.</p>
<p>Composizione del NAUTIKIT 55</p>
<p>• n.1 Modulo solare monocristalino ad alta efficienza (55 Watt &#8211; 3,4 Amp.).</p>
<p>• n.2 Aste in acciaio inox lucido e regolabili in altezza per mezzo di un fermo rapido, fino ad 1,80 m., al fine di lasciare sgombera la zona di lavoro a poppa.</p>
<p>• n.1 Base dell&#8217;asta in acciaio inox lucido, per un miglior fissaggio e rispettando l&#8217;integrità del punto di appoggio.</p>
<p>• n.1 Angolare in acciaio inox lucido, dotato di galletto per orientare agevolmente il modulo fino a 180°, quindi sempre verso il sole, indipendentemente dalla rotta di navigazione; in tal modo si ottiene unaproduzione di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del 30-50% più elevata dei sistemi a pannello fisso.</p>
<p>• n.2 Supporti a croce robusti in plastica, per un facile fissaggio dell&#8217;asta ad un candeliere o draglia.</p>
<p>• n.7 Metri di cavo, ad innesto rapido nella base di derivazione del modulo, sufficientemente morbidi e protetti dalla salsedine, di facile collegamento al rilevatore di corrente corredati di occhielli e fusibili di sicurezza, per il collegamento alla batteria.</p>
<p>• n.1 Regolatore di carica &#8220;HT8P&#8221;, speciale dispositivo elettronico che rappresenta il meglio della tecnologia allo stato solido (MOSFET), applicata ad impianti semplici e di piccola taglia.In modo intelligente, controlla la carica delle batterie di servizio e, quando queste saranno pienamente cariche(come indicato dai LED), riverserà parte dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> prodotta dal modulo solare alla batteria del motore, al fine di tenere anch&#8217;èssa sempre pienamente efficiente.</p>
<p>NAUTIKIT 255</p>
<p>Per un impegno prolungato estivo dell&#8217;imbarcazione è suggerito l&#8217;acquisto del Nautikit 255, equipaggiato con dui moduli (H580) da 55 Watt con le relative strutture di supporto e un unico regolatore di carica (Bravo). Con questo KIT l&#8217;imbarcazione avrà tutta l&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> necessaria ad una navigazione continuata in totale autonomia.</p>
<p>Composizione del NAUTIKIT 255</p>
<p>• n.2 Moduli solari monocristalini ad alta efficienza da 55 watt (6,8 Amp.).</p>
<p>• n.2 Aste in acciaio inox lucido e regolabili in altezza per mezzo di un fermo rapido, fino ad 1,80 m., al fine di lasciare sgombera la zona di lavoro a poppa.(per ogni modulo).</p>
<p>• n.1 Base dell&#8217;asta in acciaio inox lucido, per un miglior fissaggio e rispettando l&#8217;integrità del punto di appoggio. (per ogni modulo).</p>
<p>• n.1 Angolare in acciaio inox lucido, dotato di galletto per orientare agevolmente il modulo fino a 180°, quindi sempre verso il sole, indipendentemente dalla rotta di navigazione; in tal modo si ottiene una produzione di <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> del 30-50% più elevata dei sistemi a pannello fisso. (per ogni modulo).</p>
<p>• n.2 Supporti a croce robusti in plastica, per un facile fissaggio dell&#8217;asta ad un candeliere o draglia. (per ogni modulo).</p>
<p>• n.7 Metri di cavo, ad innesto rapido nella base di derivazione del modulo, sufficientemente morbidi e protetti dalla salsedine, di facile collegamento al rilevatore di corrente corredati di occhielli e fusibili di sicurezza, per il collegamento alla batteria. (per ogni modulo).</p>
<p>• n.1 Regolatore di carica &#8220;Bravo&#8221;, speciale dispositivo elettronico che rappresenta il meglio della tecnologia allo stato solido (MOSFET), applicata ad impianti semplici e di piccola taglia.In modo intelligente, controlla la carica delle batterie di servizio e, quando queste saranno pienamente cariche(come indicato dai LED), riverserà parte dell&#8217;<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> prodotta dal modulo solare alla batteria del motore, al fine di tenere anch&#8217;èssa sempre pienamente efficiente.<br />
Fonte:<a href="http://www.agfelectronics.com">agfelectronics</p>

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