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	<title>Vite Alternative &#187; cure</title>
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	<description>Tutto sulle Nuove Alimentazioni, Medicine, Energie ed Economie</description>
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		<title>Progetto censura</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2010/06/29/progetto-censura/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 05:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A causa della pubblicazione/diffusione di questo documento FACEBOOK ha disattivato coercitivamente e senza preavviso il mio account, che contava oltre 4.100 amici/contatti, 3 gruppi e una pagina da me fondati, e decine di gruppi e pagine con le quali collaboravo. Questo increscioso episodio potrebbe confermare l&#8217;esistenza di un &#8220;manovratore&#8221; dietro le quinte che controlla e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>A causa della pubblicazione/diffusione di questo documento FACEBOOK ha disattivato coercitivamente e senza preavviso il mio account, che contava oltre 4.100 amici/contatti, 3 gruppi e una pagina da me fondati, e decine di gruppi e pagine con le quali collaboravo.<br />
<span id="more-2597"></span><br />
Questo increscioso episodio potrebbe confermare l&#8217;esistenza di un &#8220;manovratore&#8221; dietro le quinte che controlla e censura? In tal caso, visto che fino a ora avevo già pubblicato centinaia di documenti senza mai venire disattivato, la mia esplusione da facebook potrebbe significare che il documentario proposto è davvero di enorme importanza e qualcuno non gradisce la sua divulgazione? Valuta tu stesso/a e, se lo ritieni utile, ti prego di aiutarmi nella sua diffusione attraverso tutti i canali e i contatti di cui disponi. Grazie.</p>
<p> E’ possibile scaricare gratuitamente per la divulgazione il documento con il testo e i collegamenti, cliccando <a href="http://www.liberamenteservo.it/acqua%20segreti/I%20segreti%20dell%20acqua.pdf">QUI</a><br />
se il link non funziona più cliccate<a href="http://www.vitealternative.com/wp-content/uploads/2010/06/I-segreti-dell-acqua.pdf">QUI</a></p>
<p>Per il documentario clicca <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=i+segreti+dell%27acqua&#038;aq=f">QUI</a></p>

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		<title>Come curare l&#8217;influenza?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 09:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A cura de Il Pensiero Scientifico Editore Ho l’influenza e sto prendendo un farmaco per abbassare la febbre. Oltre al farmaco quali accorgimenti posso seguire? Si consiglia di riposare a lungo, di restare al caldo e in un ambiente sufficientemente umido da aerare più volte al giorno e di bere molto per reintegrare i liquidi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura de Il Pensiero Scientifico Editore</p>
<p>Ho l’influenza e sto prendendo un farmaco per abbassare la febbre. Oltre al farmaco quali accorgimenti posso seguire?</p>
<p>Si consiglia di riposare a lungo, di restare al caldo e in un ambiente sufficientemente umido da aerare più volte al giorno e di bere molto per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione. È importante fare pasti leggeri e nutrienti, non trascurando frutta e verdura ed evitare di coprirsi troppo per non ostacolare la riduzione della temperatura corporea.<br />
<span id="more-1881"></span><br />
Ho febbre, mal di gola e malessere generale. Si tratta sicuramente di influenza?</p>
<p>Potrebbe anche non essere influenza poiché nello stesso periodo dell’anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima, in inverno, possono circolare altri virus che provocano sintomi molto simili. Per essere sicuri che si tratti veramente di influenza possono essere eseguiti test di laboratorio. Questi esami però non vengono fatti quasi mai in quanto il loro contributo ai fini della terapia è scarso.</p>
<p>Quanto tempo il virus influenzale può sopravvivere nell’ambiente (sugli oggetti ), prima di perdere la sua capacità infettiva?</p>
<p>Il periodo di sopravivenza dei virus nell’ambiente è molto variabile. Generalmente sopravvivono per lunghi periodi su superfici non porose, come plastica, metallo o legno e meno su superfici porose come carta o tessuti. La prima forma di contagio rimane però quella da uomo a uomo. Ad ogni modo per evitare l’infezione è bene lavarsi spesso le mani. Inoltre è buona abitudine pulire regolarmente scrivania, mouse e tastiera del computer.</p>
<p>Mio figlio ha malessere generale e febbre sopra i 38 gradi. Il medico mi ha detto che ha l’influenza e gli ha prescritto il paracetamolo per abbassare la febbre. Ci sono dei farmaci che possono far passare l’influenza più velocemente? </p>
<p>L’influenza è una malattia virale che ha un decorso naturale di 5-7 giorni. Esistono dei farmaci antivirali che accorciano la durata della malattia ma vengono prescritti dal medico solo se vi è rischio di complicanze. Invece nella maggior parte dei casi si curano solo i sintomi con farmaci antinfiammatiori, antidolorifici e per la febbre. </p>
<p>Qual è il mezzo più efficace per prevenire l’influenza? </p>
<p>Oltre a semplici accorgimenti come evitare i luoghi affollati e lavarsi spesso le mani, la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per le categorie a rischio, è il mezzo più efficace per prevenire la malattia e le sue complicanze.</p>
<p>Ho l’influenza da qualche giorno, la febbre era scesa ma oggi è di nuovo a 38°. Cosa significa?</p>
<p>È tornata la febbre perché probabilmente all’influenza, che è causata da un virus, si è aggiunta un’infezione batterica. In tal caso si dovrebbe prendere un antibiotico. Sarebbe consigliabile quindi di rivolgersi al medico.</p>
<p>Di influenza stagionale si può morire?</p>
<p>La domanda può sembrare strana, ma è molto interessante, poiché in seguito all’influenza si possono avere complicanze molto gravi che possono mettere in pericolo la vita. È il caso della polmonite pneumococcica, una grave infezione batterica dei polmoni che nei pazienti anziani o con malattie croniche può anche essere mortale. Questo è uno dei motivi per cui il vaccino è raccomandato sopra i 65 anni. </p>
<p>Negli ultimi due tre anni mi sono sempre ammalata di influenza. Ora ho un bambino di un mese e lo sto allattando. Nel caso dovessi prendere l’influenza anche quest’anno, potrò continuare ad allattarlo durante la malattia?</p>
<p>Sì, certo è possibile. Il virus influenzale è diffuso in tutto l&#8217;organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell&#8217;infezione, però, avviene soprattutto per via &#8220;aerea&#8221; e per contatto fisico. Quindi, per evitare di contagiare il bambino è importante lavarsi spesso le mani e indossare una mascherina durante l’allattamento. </p>
<p>Ho brividi, malessere generale e un forte raffreddore. Mi sta venendo l’influenza? In tal caso cosa posso prendere?</p>
<p>Innanzitutto è consigliabile un decongestionante nasale, poi cercare di riposare e di stare al caldo. Se i sintomi dovessero peggiorare e venisse la febbre alta, probabilmente si tratterebbe di influenza. In tal caso si dovrebbe prendere un farmaco per abbassare la febbre (solo se supera i 38°) come il paracetamolo. </p>
<p>Ho l’influenza, devo prendere l’antibiotico?</p>
<p>Assolutamente no. L’influenza è una malattia virale e gli antibiotici sui virus non hanno alcun effetto. Qualora invece la febbre alta dovesse durare per più di una settimana, potrebbe essersi associata un’infezione batterica e allora sì che servirebbe l’antibiotico. Naturalmente dopo la diagnosi e la prescrizione del medico.<br />
Fonte:<a href="http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=20565&#038;s=2&#038;c=25">it.health.yahoo.net</a>re</p>

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		<title>Puntura di medusa, 10 utili consigli</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impropriamente si parla spesso della puntura di medusa, in realtà le meduse non pungono né tantomeno mordono ma provocano un&#8217;irritazione della pelle mediante i tentacoli urticanti. Negli ultimi anni, nel mediterraneo, si è assistito ad un incremento delle meduse dovuto a diversi fattori come l&#8217;innalzamento della temperatura delle acque e l&#8217;aumento della salinità dei mari [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Impropriamente si parla spesso della puntura di medusa, in realtà le meduse non pungono né tantomeno mordono ma provocano un&#8217;irritazione della pelle mediante i tentacoli urticanti. Negli ultimi anni, nel mediterraneo, si è assistito ad un incremento delle meduse dovuto a diversi fattori come l&#8217;innalzamento della temperatura delle acque e l&#8217;aumento della salinità dei mari costieri a causa di un minor apporto d&#8217;acque dolci da parte dei fiumi.<br />
<span id="more-1809"></span><br />
Cosa bisogna fare se si viene a contatto con una medusa ? Prima di tutto bisogna evidenziare che le meduse presenti nei nostri mari, a differenza di alcune specie tropicali del Pacifico come la Physalia Phisalis che ha un veleno molto tossico, non uccidono. In caso di un incontro con meduse i &#8220;rimedi della nonna&#8221; sono del tutto sbagliati, quindi niente ammoniaca o succo di limone. Il consiglio è quello di applicare delle pomate cortisoniche e non antistaminiche, che con il sole possono provocare problemi di fotosensibilizzazione.</p>
<p>Dieci utili consigli in caso di contatto con le meduse</p>
<p>   1. Non strofinate bocca e occhi</p>
<p>   2. Evitate di lavare la parte colpita dai tentacoli della medusa con acqua dolce, questo potrebbe favorire la produzione di neurotossine in grado di causare danni a livello del sistema nervoso centrale</p>
<p>   3. Non utilizzate acqua fredda o ghiaccio</p>
<p>   4. Non grattate la zona dove è presente l&#8217;irritazione in quanto questa azione stimolerebbe l&#8217;attività muscolare mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica</p>
<p>   5. Lavate la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato</p>
<p>   6. Evitare l&#8217;utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolari, di impacchi con aceto o ammoniaca, perchè sulla loro efficacia la <a href="http://www.vitealternative.com/category/medicina/">medicina</a> moderna ha avanzato numerosi dubbi</p>
<p>   7. L&#8217;uso di alcool è sconsigliato in quanto potrebbe stimolare l&#8217;apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse</p>
<p>   8. Prima di adoperare pomate e creme è sempre bene chiedere il consiglio di un medico o uno specialista</p>
<p>   9. Non rimuovete i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, meglio utilizzare le mani evitando così la lacerazione dei tessuti con conseguente fuoriuscita delle tossine dannose</p>
<p>  10. In casi estremi, se presi dal panico, utilizzate pomate cortisoniche o antistaminiche, sempre comunque sotto il controllo di un medico o un esperto </p>
<p>Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l&#8217;applicazione di Gel Astringente al cloruro d&#8217;alluminio. Questo ha un&#8217;immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Cortisonici ed antistaminici non andrebbero bene come primo soccorso in quanto la loro azione si manifesta dopo circa mezz&#8217;ora dall&#8217;applicazione quando la fase acuta è già passata. Purtroppo non è ancora comune in Italia l&#8217;abitudine di portare con sé un Gel Astringente al cloruro d&#8217;alluminio, che è peraltro utile anche per le punture di zanzara.</p>
<p>Alcune informazioni sulle meduse</p>
<p>Le onde del mare, la salinità dell&#8217;acqua e le correnti calde e temperate facilitano l&#8217;avvicinamento passivo a riva delle meduse, animali celenterati di colore biancastro con il corpo a forma di sacco e tentacoli di lunghezza variabile. I tentacoli hanno potenzialità orticanti, nel caso in cui le meduse vengono a contatto con la cute delicata dei più piccoli, si potrebbero determinare lesioni dolorose e di una certa entità.</p>
<p>Se le lesioni sono contenute e il bambino è grandicello, può essere utile l&#8217;applicazione di una pomata a base cortisonica; in caso di lesioni estese o manifestazioni allergiche è consigliabile l&#8217;intervento di un medico. </p>
<p>Fonte:<a href="http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/07_08_08_a.php">www.universonline.it</a></p>

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		<title>Il digiuno può salvarvi la vita</title>
		<link>http://www.vitealternative.com/2009/07/04/il-digiuno-puo-salvarvi-la-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 07:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marcello Pamio Prima di spiegare cos’è il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos’è la malattia. A tal proposito e per completezza, vi invito a leggere l’articolo “La malattia: amica o nemica?” del dottor Sebastiano Magnano. In estrema sintesi, dal punto di vista igienistico, il “sintomo” (ufficialmente chiamato “malattia”) è il tentativo ultimo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello Pamio </p>
<p>Prima di spiegare cos’è il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos’è la malattia.<br />
A tal proposito e per completezza, vi invito a leggere l’articolo “La malattia: amica o nemica?” del dottor Sebastiano Magnano.<br />
In estrema sintesi, dal punto di vista igienistico, il “sintomo” (ufficialmente chiamato “malattia”) è il tentativo ultimo della Natura, cioè dell’organismo, di eliminare tutte le tossine (alimentari, metaboliche, emozionali, ecc.) che hanno inquinato il corpo.<br />
<span id="more-1792"></span><br />
Il costante avvelenamento<br />
Le tossine entrano nella circolazione sanguigna principalmente attraverso:<br />
1)      Tossiemia esogena, cioè esterna, provocata da alimenti nocivi (combinazioni errate, fermentazioni, putrefazioni intestinali) o sostanze estranee all’organismo (microbi, batteri, ecc.)<br />
2)      Tossiemia endogena, cioè interna, di origine cellulare per la ritenzione di metaboliti. In ogni momento i tessuti (cellule, ecc.) vengono distrutti nel processo chiamato “catabolismo”. Questi sono rifiuti tossici che devono essere espulsi quanto prima dal corpo.</p>
<p>L’avvelenamento, sia per opera di cibi tossici e/o combinazioni errate, sia nel caso dei tessuti distrutti, in un organismo sano, forte e in buona salute, viene ridotto ed eliminato dal sangue rapidamente. Quando invece l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nervosa non è sufficiente, il sistema di eliminazione non funziona correttamente provocando la ritenzione delle tossine e la costante intossicazione del sangue e dei tessuti. Nel momento in cui tale intossicazione supera una soglia di tolleranza, scatta immediatamente la malattia.</p>
<p>L’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> nervosa<br />
Il troppo freddo o caldo, le preoccupazioni, i traumi, la digestione appesantita, gli sforzi mentali e fisici, la paura, gli eccessi emozionali, la rabbia, il non riposo, ecc. sono tutte condizioni che a lungo andare snervano l’essere umano e disperdono l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> corporea.<br />
Quando l’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> individuale si abbassa e raggiunge un certo livello (unico ed individuale per ogni persona), viene ritardata l’eliminazione delle tossine, dei rifiuti tossici, con conseguente deposito di scorie e tossine che causano autoavvelenamento.<br />
La zona o l’organo dove avviene il maggior deposito di scorie dipende da persona a persona, dipende dalla costituzione, da eventuali predisposizioni (non certo genetiche, ma epigenetiche, quindi ambientali), dalla zona a “minor resistenza”, ecc.<br />
Qualcuno potrà vedere interessate le articolazioni (artrosi, reumatismi, gotta, ecc.), qualcun altro un organo specifico (fegato &#8211;> cirrosi, polmoni &#8211;> polmonite, reni &#8211;> nefrite, stomaco &#8211;> gastrite, arterie &#8211;> ipertensione), ecc.</p>
<p>Malattia e sintomo<br />
Nonostante queste differenze di locazione il concetto di malattia non cambia: si tratta sempre di una “eliminazione vicariante” operata dal corpo per espellere le tossine e diminuire la pericolosa saturazione tossica.<br />
Sembrerà strano, ma tutti i fattori esterni a noi (freddo, caldo, microbi, virus, batteri, alimenti, ecc.) non possono causare di per sé la malattia, a meno che non provochino snervamento e indebolimento dell’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> vitale, la cui conseguenza è il ritardo nella espulsione delle tossine.<br />
Se e solo se, il sangue si satura di tossine, interviene “l’eliminazione vicariante” detta malattia (o sintomo)!<br />
Quindi in quest’ottica, la malattia altro non è che la Natura stessa che interviene di prepotenza, per liberare il carico tossico dal corpo, e segnalarci che siamo usciti dai binari di una vita sana e naturale.<br />
Il nostro stile di vita globale (<a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a>, mondo dei sentimenti, mondo dei pensieri, le cose che diciamo e come le diciamo, ecc.) viene messo in discussione. Sta a noi comprenderlo e accettarlo, oppure possiamo sempre girare la testa dall’altra parte e prendere la <a href="http://www.vitealternative.com/category/medicina/">medicina</a>, il prodotto naturale, il farmaco omeopatico, ecc.<br />
Tutte cose che nel bene (medicine naturali) e nel male (farmaci tossici) interferiscono con il meccanismo messo in atto dalla Natura.</p>
<p>STRESS AMBIENTALE – ABITUDINI QUOTIDIANE ERRATE</p>
<p>TRAUMI (FISICI-MENTALI-EMOZIONALI)</p>
<p>INDEBOLIMENTO</p>
<p>ELIMINAZIONE INSUFFICIENTE E RITENZIONE DI TOSSINE</p>
<p>TOSSIEMIA</p>
<p>MALATTIA<br />
Irritazione > Infiammazione > Indurimento > Ulcerazione > Fungosità (cancro)</p>
<p>Qui sopra, dal diagramma codificato dal dottor J.H. Tilden (1851-1940) che esemplifica l’andamento della malattia, si può evincere che la malattia viene sempre dopo una tossiemia generalizzata, e la tossiemia viene sempre dopo un indebolimento energetico causato dallo stile di vita errato (alimenti tossici come le proteine animali, le combinazioni errate, una vita sregolata, poco riposo, ecc.)<br />
Se tutto parte da un indebolimento generale e generalizzato, è logico che il riposo (mentale, fisico, emozionale) è basilare, e infatti in quest’ottica il digiuno è uno degli strumenti chiave.</p>
<p>Virus e batteri<br />
Che ruolo hanno in tutto questo i batteri e virus? Sono esseri così tremendi da dover combattere con ogni strumento?<br />
In questa visione, non sono certo da demonizzare, visto che il nostro corpo è praticamente colonizzato da miliardi di microrganismi, per non parlare dei virus (informazione ricoperta da una proteina) che sono all&#8217;ordine del giorno.<br />
Nonostante quello che viene insegnato nelle scuole di <a href="http://www.vitealternative.com/category/medicina/">medicina</a>, i pericoli non arrivano dall&#8217;esterno se il corpo è sano e forte. Un qualsiasi organismo in perfetta salute &#8220;resiste&#8221; a qualsiasi &#8220;entità estranea&#8221;, mentre un corpo malato, indebolito da pratiche debilitanti (stress, traumi, <a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a>, ecc.) soccombe a qualsiasi cosa.<br />
I microbi sono dei saprofiti, vale a dire che si nutrono delle materie organiche morte o morenti. In questa maniera se i tessuti si trovano in uno stato tossiemico tale da necessitare una pulizia, allora agiscono positivamente in favore della salute.<br />
Se i tessuti sono sani, ossigenati e nutriti correttamente, il corpo ha numerosi sistemi (pelle, mucose, secrezioni battericide, globuli bianchi, proteine, fegato, milza, linfociti, ecc.) per distruggere i microrganismi che accidentalmente arrivano dall&#8217;esterno (cibo, acqua, respirazione, ferite, ecc.).<br />
I microrganismi interni, quindi, vengono &#8220;attivati&#8221; e/o &#8220;disattivati&#8221; dal nostro terreno biologico e fungono da veri e propri &#8220;spazzini&#8221; che aiutano a &#8220;pulire&#8221; il corpo in determinate situazioni patologiche. Gli antibiotici (&#8220;anti-bios&#8221; = contro la vita, contro la Natura) per esempio, distruggono tutte le forme di vita, impedendo ai microbi di lavorare e alla Guarigione di manifestarsi.</p>
<p>Cos’è il digiuno?<br />
Diciamo subito che il digiuno non è una cura e nemmeno una terapia: è “semplicemente” il riposo fisiologico dell’organismo!<br />
Parlare di “digiuno-terapia”, in termini odierni, non sarebbe molto corretto, a meno ché non s’intenda per terapia il complesso processo di autoguarigione (che però vedremo tra poco).</p>
<p>L’economica della Natura<br />
La Natura si sa, non spreca nulla.<br />
L’organismo umano normale è fornito di una scorta di materiali nutritivi messi da parte sotto forma di grasso, midollo osseo, glicogeno, estratti muscolari, latte, minerali, vitamine, ecc.<br />
Sembrerà impossibile, ma un corpo in buona salute possiede immagazzinata una scorta nutritiva appropriata e sufficiente per superare giorni, settimane e anche alcuni mesi senza cibo.<br />
Se non ci si alimenta, il corpo si avvale di queste riserve per nutrire i tessuti, e quando queste si esauriscono sopravviene il vero e proprio dimagrimento.<br />
Nel sangue, linfa, ossa, specialmente nel midollo osseo, nel grasso, nel fegato e nelle altre ghiandole, persino nelle cellule vi sono riserve di proteine, grassi, zuccheri, minerali e vitamine da utilizzare nei momenti di scarsezza.<br />
Quindi l’organismo a digiuno non verrà danneggiato dall’astinenza se e solo se le riserve saranno sufficienti a soddisfare i bisogni nutritivi dei tessuti e/o organi primari (cervello, polmoni, cuore, sistema nervoso, ecc.).</p>
<p>Per esempio, il glicogeno (amido animale), immagazzinato nel fegato, a bisogno viene trasformato in zucchero e distribuito ai tessuti a seconda le necessità.<br />
Migliaia di esperimenti su persone hanno stabilito che durante il digiuno i tessuti si consumano in ordine inverso alla loro importanza: il grasso è il primo tessuto a scomparire (scompare il grasso dai muscoli, ma il muscolo mantiene la sua integrità ed una forza sorprendente).<br />
Certamente l’organismo a digiuno cala di peso, ma tale perdita, anche se per un periodo prolungato, coinvolge le riserve e non i tessuti organici.<br />
Infine, la perdita di peso varia a seconda del carattere e della qualità dei tessuti, dell’attività fisica ed emotiva svolta, della temperatura esterna, ecc.<br />
Gli stress emotivi, l’attività fisica, il freddo e i tessuti scadenti accelerano il processo del calo di peso.<br />
La regola importante è “in salute o in malattia, mai forzare del cibo nello stomaco”</p>
<p>Nelle malattie acute<br />
Nelle malattie acute (infiammazioni, dolori, febbre, ecc.) la fame non si presenta perché le energie devono essere indirizzate verso altre direzioni piuttosto che “sprecate” per la digestione.<br />
L’<a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> viene deviata dagli organi digestivi verso il lavoro più urgente, e anche il sangue fa la stessa cosa: viene dirottato verso quelle zone che ne richiedono in quantità.<br />
Vi è assenza di succhi gastrici e le pareti del sistema digestivo secernono muco in quantità; i movimenti muscolari dello stomaco vengono sospesi e viene quindi meno la capacità di digerire il cibo.<br />
Non si deve mangiare durante una crisi acuta, sia perché non si digerirebbe correttamente provocando fermentazioni e/o putrefazioni, ma anche perché il digiuno allevia il dolore e alleggerisce il carico di organi come reni e cuore.<br />
Negli stati febbrili, i medici napoletani di 150 anni fa, facevano digiunare! Oggi? Il medico prescrive tachipirina, novalgina, aspirina, e altri veleni tossici per l’organismo.<br />
Saltare qualche pasto, quando si presentano i primi sintomi, spesso è sufficiente a prevenire lo sviluppo di malattie più serie.</p>
<p>Nelle malattie croniche<br />
Nelle malattie croniche una persona tende a credere di aver fame, ma le sue sensazioni sono solo irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi scompaiono quando si digiuna.<br />
Durante il digiuno si accelerano i processi escretori che liberano velocemente il corpo dalle scorie e tossine che sono causa del disturbo<br />
Nell’anemia e nel diabete, non si può intraprendere il digiuno da soli, ma serve la guida di un esperto igienista</p>
<p>Quattro buone ragioni per digiunare</p>
<p>1- Dimagrimento. Il digiuno è la strada più veloce, sicura ed efficiente per dimagrire.</p>
<p>2- Compensazione fisiologica. Quando si deve digerire un cibo una grande quantità di sangue deve affluire agli organi digestivi e l’organismo conseguentemente tende ad essere pigro, ad addormentarsi. Se si svolge un lavoro pesante, il processo digestivo è praticamente sospeso. Digiunare, conservando le energie digestive, permette di deviarle verso altri canali e quindi di svolgere altri lavori.</p>
<p>3- Riposo fisiologico. Il digiuno permette il riposo del sistema digestivo, ghiandolare, circolatorio, respiratorio, nervoso. Più cibo viene ingerito, maggiore è il lavoro che deve essere svolto dagli organi che formano tali sistemi; in presenza di un digiuno questi organi si riposano. Le ghiandole della bocca e dello stomaco, il tubo digestivo, il fegato e il pancreas non devono lavorare. Il cuore, le arterie si alleggeriscono e riposano. Le ghiandole, all’infuori di quelle che scernono succhi digestivi, riducono la loro attività secretrice. La respirazione rallenta e il sistema nervoso lavora di meno.</p>
<p>4- Eliminazione. Il dottor J. H. Tilden: “Dopo 55 anni trascorsi nel selvaggio mondo delle terapie mediche, sono costretto a dichiarare, senza paura di essere smentito, che il digiuno rappresenta l’unico evacuatore terapeutico sicuro per l’uomo”</p>
<p>Il dottor Felix L. Oswald: “Il digiuno rappresenta il migliore sistema rinnovatore. Tre giorni di digiuno all’anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più efficacemente di cento bottiglie di soluzioni purgative”.<br />
Non esiste niente altro che al pari del digiuno che sia in grado di aumentare l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dal sangue e dai tessuti.<br />
Le secrezioni represse o i rifiuti trattenuti vengono espulsi dall’organismo ed il sistema risulta purificato. Servono pochi giorni per liberare il sangue e la linfa dalle tossine, ma il digiuno prosegue nella sua azione e provoca l’espulsione delle tossine che da molto tempo erano depositate nei tessuti meno importanti (grasso, organi, ecc.)<br />
Il digiuno costringe il corpo a consumare (autolisi) tutti i tessuti superflui e le scorte nutritive utilizzandole per sostenere i tessuti principali. In questo senso le tossine immesse in circolazione potranno essere espulse dagli organi escretori.</p>
<p>L’escrezione<br />
L’escrezione è una delle funzioni fondamentali della vita ed è essenziale per l’esistenza stessa. L’organismo per mantenersi in vita deve: ASSIMILARE, CRESCERE, ESCRETARE<br />
Abbiamo visto prima che vi è un continuo sforzo da parte dell’organismo di espellere le tossine accumulate, i rifiuti organici e inorganici (metabolismo: anabolismo e catabolismo).<br />
Tutto quello che il corpo non può utilizzare come cibo deve essere espulso dal corpo.<br />
Le energie dell’uomo sono divise sempre tra ASSIMILAZIONE ed ELIMINAZIONE.<br />
Durante il digiuno (sospensione dell’<a href="http://www.vitealternative.com/category/alimentazione/">alimentazione</a>) l’eliminazione degli scarti, delle tossine raggiunge livelli unici.<br />
Il riposo da solo aumenta l’eliminazione, anche se non agli stessi livelli.</p>
<p>Tutto ciò che diminuisce il lavoro dell’organismo aumenta quello dell’eliminazione</p>
<p>Forza ed <a href="http://www.vitealternative.com/category/energia/">energia</a> durante il digiuno<br />
Per quanto paradossale possa apparire, le persone deboli traggono i maggiori benefici da periodi di astinenza dal cibo, anche perché, la debolezza di solito, non è dovuta a mancanza di cibo ma ad una condizione di intossicazione dell’organismo e da una cattiva assimilazione.</p>
<p>Il digiuno può curare?<br />
Il termine “cura” deriva dal latino che significava “attenzione”, “cautela”.<br />
Oggi ovviamente ha un altro significato.<br />
Il digiuno non “cura” nulla: è un periodo di riposo fisiologico, l’interruzione di ogni fatica.<br />
Il riposo fornisce all’organismo l’opportunità di fare da solo quello che non riesce a fare in completa attività.</p>
<p>Solo quando le cause vengono eliminate e/o bloccate, il corpo, DA SOLO, può iniziare a guarire. Rimuovere le cause NON significa guarire, significa rendere possibile che i processi ristoratori, rigeneratori, perfezionino il loro operato.<br />
Questo operato si chiama AUTOGUARIGIONE</p>
<p>Guarire, a differenza di curare, è un processo biologico, NON è un’arte.<br />
Un chirurgo può cucire una ferita ma non può guarirla, può mettere insieme le estremità di un osso rotto ma non può unire o saldare le due parti. SOLO l’organismo può fare questo.</p>
<p>Guarire è un processo naturale</p>
<p>Ogni GUARIGIONE è in realtà solo AUTOGUARIGIONE e per tanto il digiuno non è una cura.<br />
In quanto riposo fisiologico, il digiuno permette all’organismo di autoguarirsi, fornendo al corpo l’opportunità di lavorare con meno sforzi.</p>
<p>Alcune cosa da sapere nel digiuno<br />
1- Quando si inizia a digiunare quasi inevitabilmente si presentano sviluppi fisici che non devono allarmare: lingua bianca, bocca e alito cattivo, denti impastati, mal di testa, ecc.<br />
Sono tutte condizioni che rappresentano il processo purificatore. Appena il corpo scarica il suo fardello tossico, inizia il processo di purificazione della lingua, prima la punta e poi sui lati e alla fine bocca e lingua puliti.<br />
2- L’urina può diventare scura, quasi nera, dall’odore forte, anche se si beve solo acqua. Indice del lavoro renale di eliminazione.<br />
3- La perdita di peso è dovuta all’utilizzazione delle riserve organiche<br />
4- La debolezza è dovuta all’inattività funzionale. Si è molto rilassati, il cuore e la respirazione rallenta, la circolazione si calma. La debolezza iniziale è dovuta all’assenza della “solita stimolazione”: caffè, ecc.<br />
5- L’aspetto più noioso forse è rappresentato da nausee e vomito, che però sono importanti crisi purificatorie.<br />
6- Il riposo (fisico e mentale) è fondamentale.<br />
7- L’esercizio fisico all’aria aperta moderato è molto importante<br />
8- Il raffreddamento inibisce l’eliminazione, per cui bisogna stare al caldo.<br />
9- Bere acqua fresca pura, non fredda.<br />
10- I bagni di sole sono un fattore nutritivo di grande aiuto nel digiuno, basta non abusarne.<br />
11- Niente purganti durante il digiuno</p>
<p>L’interruzione del digiuno<br />
Il momento ideale per interrompere il digiuno è quando si manifesta il ritorno della fame.<br />
La lingua è pulita e l’alito è sano.<br />
L’interruzione e la ripresa alimentare è fondamentale per non vanificare il tutto.<br />
Si può riprendere mangiando cibi leggeri come frutta e verdure. Tre pasti al giorno, semplici e non ricchi, formati da cibi freschi.</p>
<p>Bibliografia:<br />
&#8220;Il digiuno può salvarvi la vita&#8221;, dottor Herbert Shelton, ed. Manca<br />
&#8220;La Tossiemia causa primaria di malattia&#8221; dottor J.H. Tilden, ed. Manca<br />
&#8220;Tossiemia e la disintossicazione&#8221; di Emanuele Dimauro, tratto da &#8220;Igiene Naturale e Salute&#8221;, nr.78-79-80, aprile 2009</p>
<p>www.disinformazione.it</p>

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		<title>Curarsi con le erbe</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 07:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Alternativa]]></category>
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		<category><![CDATA[cure]]></category>
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		<description><![CDATA[Un vecchio e saggio proverbio afferma che &#8220;per ogni malattia c&#8217;è sempre una pianta..&#8221; Pochi sanno, ad esempio, che la comunissima edera ha tantissime proprietà terapeutiche. Con le sue foglie si possono preparare infusi e decotti per calmare la tosse, per la cura della cellulite e dei reumatismi, per il dopo shampoo&#8230; Nelle pagine del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000;">U</span></strong>n vecchio e saggio proverbio afferma che &#8220;per  ogni malattia c&#8217;è sempre una pianta..&#8221;<br />
Pochi sanno, ad esempio, che la comunissima edera ha tantissime proprietà terapeutiche. Con le sue foglie si possono preparare infusi e decotti per calmare la tosse, per la cura della cellulite e dei reumatismi, per il dopo shampoo&#8230;</p>
<p><strong>N</strong>elle pagine del sito, vengono descritti i metodi di raccolta, essiccazione, pesatura, conservazione e preparazione di infusi, decotti, tinture.</p>
<p><strong>S</strong>i consiglia di leggere gli argomenti PRESENTI in <span style="color: red;"> &#8220;METODO DI RACCOLTA&#8221; </span> prima di procedere alla preparazione ed all&#8217;uso di un preparato. In particolare e&#8217; necessario ed utile consultare il capitolo <span style="color: red;"> &#8220;TERMINOLOGIA&#8221; </span> in modo da familiarizzare con i termini prettamente medici che si incontreranno nella descrizione delle particolarità ed indicazioni di ogni singola pianta o erba, onde evitare l&#8217;uso di preparati controindicati in presenza di una eventuale patologia.<br />
<span id="more-603"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p class="titolo" style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008000;">Come si raccolgono le droghe </span></strong></p>
<hr size="3" noshade="noshade" />
<p class="testo" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;"> </span>G</strong>li strumenti utili per la raccolta delle droghe sono quelli normalmente usati per il giardinaggio: una piccola vanga o una zappetta per dissotterare le radici; un paio di forbici; una piccola roncola per tagliare i rami; un robusto coltello. Per ottenere la corteccia si fanno due profonde incisioni ad anello attorno al ramo a distanza di circa 10 centimetri, si pratica poi un&#8217;altra incisione nel senso della lunghezza, che unisce le prime due, e si insinua la punta del coltello sotto i tagli sino ad ottenere il distacco della corteccia.</p>
<p>È buona norma raccogliere una sola droga per volta o comunque tenere ben separate le droghe diverse per evitare pericolose mescolanze. Nel raccogliere le droghe bisogna aver cura di non danneggiare troppo il resto della pianta e l&#8217;ambiente circostante, di scegliere gli esemplari migliori, lasciandone intatti sul posto almeno altrettanti sia per non alterare l&#8217;equilibrio naturale del luogo sia per poterne ritrovare facilmente negli anni a venire.</p>
<p>ATTENZIONE : Non si deve mai sradicare una pianticella per coglierne solamente i fiori, nè privare un&#8217;arbusto di tutti i suoi rami. Nell&#8217;estrarre le radici, <strong>operazione distruttiva al massimo grado</strong>, si deve sempre aver cura di raccoglierne la quantità <span style="text-decoration: underline;">minima indispensabile</span> e quando è possibile, eseguire la raccolta su diverse piante prendendo una radice da ciascuna.</p>
<p class="titolo" style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><strong>C</strong><strong>ome essicare e conservare le droghe </strong></span></p>
<hr style="text-align: justify;" size="3" noshade="noshade" /></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> A</strong> meno che la droga raccolta si debba usare allo stato fresco la si deve essicare il più presto possibile. Questa operazione è fondamentale per conservare a lungo sia i principi attivi che quelli secondari, che diversamente andrebbero perduti. La buona riuscita di questa operazione si giudica dall&#8217;aspetto della droga ottenuta, che deve essere il più vicino possibile, specialmente nel colore, a quello del materiale di partenza. Prima di procedere alla essicazione bisogna fare un&#8217;ulteriore ed accurata cernita, allontanando tutte le parti estranee alla droga.</p>
<p><strong>L</strong>&#8216;essicazione, in generale, si effetua disponendo il materiale in strato sottile su telai a graticcio oppure su assicelle ricoperte di tela grossa o fogli di carta assorbente. L&#8217;essicazione deve essere fatta in luoghi asciutti e ben ventilati, la maggior parte delle volte al riparo dalla luce solare diretta. Le radici, le altre parti sotterranee della pianta ed i frutti possono essere quasi sempre essicati esponendoli al calore del sole dopo averli tagliati o spaccati per il lungo e infilati con uno spago in lunghe collane.</p>
<p><strong>L</strong>&#8216;operazione di essicazione può procedere anche per 15 &#8211; 20 giorni: bisogna aver cura di rivoltare di tanto in tanto le parti da essicare, scartando quelle imperfette, deteriorate, annerite, affette da parassiti. L&#8217;essicazione può considerarsi terminata quando la droga, spezzata fra le mani, si rompe facilmente con un rumore caratteristico.</p>
<p><strong>P</strong>er rifarci alla quantità di materiale da raccogliere, riportiamo indicativamente il rapporto tra il materiale fresco e dopo la sua essicazione.</p>
<p>da 1 Kg. di foglie ed erbe si ottengono circa 150 gr. di essicato.<br />
da 1 Kg. di radici, rizomi e bulbi si ottengono circa 300 gr. di essicato.<br />
da 1 Kg. di rami si ottengono circa 400 gr. di essicato.<br />
da 1 Kg. di gemme e cortecce si ottengono circa 500 gr. di essicato.<br />
<strong><br />
L</strong>e droghe raccolte vanno utilizzate entro l&#8217;anno cercando anzi, per quanto possibile, di far seguire al periodo di raccolta quello di utilizzazione. Scartare senza indugio le droghe più vecchie di un anno sostituendole con quelle del nuovo raccolto costituisce una delle regole più ferree che i consumatori di erbe devono seguire.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p class="titolo" style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><strong>Come preparare le droghe secche </strong></span></p>
<hr size="3" noshade="noshade" />
<p class="testo"><strong>P</strong>rima di essere utilizzata per le diverse preparazioni salutari, la droga secca deve essere ridotta in particelle piccole, perchè le sostanze attive in essa contenute possano essere estratte velocemente dai liquidi solventi (acqua, alcool, vino ecc.) trasferendosi in essi. È buona norma ridurre anche le parti legnose e più dure a dimensioni inferiori a quelle di un chicco di riso: d&#8217;altra parte non è opprtuno ridurre la droga in una polvere troppo fine perchè si avrebbe difficoltà a filtrare successivamente le preparazioni liquide ottenute. I fiori, le foglie, i frutti non creano problemi. Le cortecce, i rizomi, le radici ed i semi richiedono interventi più energici.</p>
<p><strong>L</strong>a tradizione erboristica suggerisce, per le operazioni di frantumazione, il mortaio. È corretto usare quelli in vetro, porcellana o pietra; meno adatti quelli in legno, perchè difficili da pulire; sconsigliabili quelli in metallo, perchè facilmente molte sostanze attive della droga, si possono combinare chimicamente col metallo per dare dei composti indesiderati.<br />
<strong><br />
N</strong>ella pratica domestica è molto comodo l&#8217;uso di di macinacaffè o frullatori elettrici. Questi strumenti si devono usare unicamente per questo scopo e vanno puliti con molta cura prima e dopo l&#8217;uso. La scorta delle droghe frantumate e pronte per l&#8217;uso deve corrispondere, al più, alla quantità occorrente per una settimana, poichè la droga sminuzzata perde velocemente i suoi principi attivi.</p>
<p class="titolo" style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><strong>C</strong><strong>ome preparare le droghe fresche </strong></span></p>
<hr size="3" noshade="noshade" />
<p class="testo"><strong> L</strong>a preparazione delle polpe e dei succhi, partendo dalle foglie, dai frutti, dalle radici e dai tuberi appena raccolti, può essere fatta con un mortaio o un frullatore, in modo da ottenere una polpa il più possibile omogenea. La polpa così ottenuta si pone in una tela bianca pulita, a trama molto fine, strizzando la quale se ne spreme il succo. Eventualmente, nell&#8217;operazione di spremitura, ci si può aiutare con il pestello del mortaio; si può utilizzare, inoltre, la centrifuga che è talvolta abbinata agli spremiagrumi.<br />
<strong><br />
L</strong>e polpe, o per usare un termine più moderno, gli omogenati, devono essere utilizzate immediatamente dopo la loro preparazione, gettando quanto ne sarà rimasto dopo l&#8217;uso. Si può invece conservare per qualche giorno la droga fresca intatta tenendola in frigorifero con gli stessi accorgimenti che si adottano per la verdura e la frutta.</p>
<p><strong>L</strong>a forma di utilizzazione prevalentemente è quella esterna in quanto difficilmente l&#8217;aspetto ed il sapore risulteranno graditi al consumatore dei nostri giorni ormai troppo abituato alla perfezione visiva e gustativa degli attuali prodotti alimentari e dietetici. Ma anche nel caso di una utilizzazione topica, seppur talvolta sarà indicata; per dovere di informazione, un&#8217;attività cicatrizzante, disinfettante, ecc. che pur sono reali, è altamente raccomandatbile applicare le polpe solamente su pelle almeno apparentemente integra, al solo scopo di attenuare infiammazioni, rossori, contusioni ecc.</p>
<p><strong>U</strong>na ferita aperta, una piaga, un&#8217;ascesso sono di <span style="color: red;"><em>indiscutibile competenza del medico </em></span> e presentano continui pericoli di infezione che non possono essere controllati durante l&#8217;applicazione di un impacco di omogenati vegetali.<br />
<strong><br />
I</strong> succhi devono essere utilizzati immediatamente. Anche in questo caso, a parte quelli ben noti di agrumi e di pochi altri frutti, non si prevede il loro uso per ingestione. Per le applicazioni esterne di tali succhi si procede come con le polpe.</p>
<p class="testo">Fonte:</p>
<p><a href="http://www.globalnet.it/erbe/home.html">Globalnet.it</p>
<p class="titolo"><strong>Tabella del tempo balsamico</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="600">
<tbody>
<tr>
<th align="center">Gennaio</th>
<th align="center">
<p align="justify">Bergamotto</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Febbraio</th>
<th align="center">
<p align="justify">Abete bianco, Abete rosso, Cipollaccio col fiocco, Cipresso, Favagello.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Marzo</th>
<th align="center">
<p align="justify">Asparago, Barba di becco, Borsa di pastore, Bosso, Cappero, Enula campana, Erica carnicina, Faggio, Felce florida, Fumaria, Genziana, Lichene pulmonario, Margheritina, Nocciolo, Olivo, Olmo, Pesco, Pino silvestre, Pioppo, Prugno, Quercia, Salice rosso, Sanguinello, Serenella, Viola mammola.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Aprile</th>
<th align="center">
<p align="justify">Acero, Agrifoglio, Alliaria, Betonica, Betulla, Biancospino, Billeri, Calamo aromatico, Calendula, Carciofo, Castagno, Castagno d&#8217;india, Centocchio, Crescione, Efedra, Favagello, Fico d&#8217;india, Fitolacca, Fragola, Frangola, Frassino Gramigna rossa, Imperatoria, Lapazio, Larice, Ligustro, Lentisco, Manna, Mentastro, Noce, Ontano, Ortica, Primavera, Prugno spinoso, Rovo, Salice bianco, Tamerici, Tarassaco, Tiglio semplice, Valeriana, Viola del pensiero.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Maggio</th>
<th align="center">
<p align="justify">Acetosa, Acetosella, Aglio orsino, Altea, Arancio amaro, Asperula, Bagolaro, Bocca di lupo, Bugula, Camomilla, Ciliegio, Cineraria, Cino glosso, Cinquefoglio, Edera terrestre, Erba roberta, Erba ruggine, Farfaraccio, Fico, Finocchio marino, Fiordaliso, Calega, Malvone, Mestolaccia, Morine, Podagraria, Prezzemolo, Pulmonaria, Quercia marina, Rosa canina, Rosa rossa, Rosolaccio, Sanbuco, Sanicula, Sedano montano, Senecione, Serenella, Trifoglio fibrino.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Giugno</th>
<th align="center">
<p align="justify">Agrimonia, Amarena, Amorino, Avena, Balsamina, Bocca di leone, Borragine, Camedrio, Canepizio, Caprifoglio, Cardiaca, Cardo benedetto, Centinodio, Cicutaria, Cimbalaria, Coclearia, Consolida maggiore, Crespino, Cuscuta, Dragoncello, Ebbio, Echio, Erisimo, Eucalipto, Eupatorio, Fico d&#8217;india, Fragola, Giglio bianco, Ginestrino, Lampone, Ligustro, Malva comune, Malva silvestre, Margherita, Millefoglio, Mirtillo, Mirto, Nepetella, Ortica bianca, Parietaria, Pervinca, Pesco, Pilosella, Pulegio, Risetto, Rosmarino, Ruta, Salcerella, Salvia, Serpillo, Timo, Verbasco, Veronica, Vulneraria.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Luglio</th>
<th align="center">
<p align="justify">Achillea moscata, Alchemilla, Alloro, Anagallide, Arancio dolce, Argentina, Arnica, Artemisia, Assenzio, Ballotta, Bardana, basilico, Betonica, Bistorta, Canapa selvatica, Capelvenere, Carciofo, Cardo mariano, Carota, Cataria, Centaurea minore, Cetriolo, Cicoria, Coda cavallina, Corbezzolo, Corniolo, Cotogno, Cumino dei prati, Dittamo, Edera, Elicriso, Eliotropio, Erba vescica, Erigero, Eufrasia, Farfara, Fieno marrubio, Meliloto, Melissa, Menta acquatica, Menta piperita, Mentastro, Mentone, Mugo, Origano, Pastinaca, Piede di gatto, Pampinella, Pologala, Porcellana, Prunella, Rapunzia, Riebes nero, Ribes rosso, Salvia sclarea, santolina, Semprevivo, Senape bianca, Tiglio semplice, Tiglio doppio, Verbena.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Agosto</th>
<th align="center">
<p align="justify">Aglio, Anice verde, Brugo, Caglio, Carrubo, Cipolla, Coriandolo, Epilobio, Erniaria, Fagiolo, Finocchio, Finocchio marino, Fitolacca, Giaggiolo, Girasole, Iride germanica, Lampone, Licopodio, Linaiola, Lino, Luppolo, Maggiorana, Melanzana, Mirtillo, Nocciolo, Noce, Olivella, Olmaria, Peperoncino, Piantaggine, Polipodio, Prezzemolo, Prugno, Psilio, Ronice, Rosolida, Santoregia, Sedano, Serenella, Spincervino, Tormentilla, Uva ursina, Verga d&#8217;oro, Vite, Vulvaria.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Settembre</th>
<th align="center">
<p align="justify">Aneto, Angelica, Angelica selvatica, Arnica, Barba di becco, Bistorta, Calamo aromatico, Calcatreppolo, Calendula, Canna, canna di palude, Cappero, Cardo dei lanaioli, Cariofillata, Castagno d&#8217;india, Cedrina, Cicoria, Cinquefoglio, Dittamo, Giglio bianco, Ginepro rosso, Nigella, Ononide, Ortica, Peucedano, Pungitopo, Quercia, Rosa canina, Rovo, Salcerella, Sanicula, Sorbo rosso, Tamerici, Tarassaco, Valeriana, Zucca.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Ottobre</th>
<th align="center">
<p align="justify">Acetosa, Ailanto, Antea, Asfodelo, Asparago, Bardana, Borsa di pastore, Carlina, Carota, Consoplida maggiore, Corniolo, Cotogno, Crespino, Ebbio, Enula campana, Erba ruggine, Eupatorio, Felce maschio, Genziana, Ginepro, Giuggiolo, Imperatoria, Lapazio, Limone, Lingua di cane, Liquirizia, Malva silvestre, Ninfea, Pioppo, Podagraria, Primavera, Prugno spinoso, Rabarbaro alpino, Rapunzia, Sedano montano, Sigillo di Salomone, Sorbo, Tamaro, Valeriana rossa, Vulneraria, Zafferano.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Novembre</th>
<th align="center">
<p align="justify">Agrifoglio, Alloro, Felce florida, Finocchio, Frangola, Mestolaccia, Nespolo, Olmo.</p>
</th>
</tr>
<tr>
<th align="center">Dicembre</th>
<th align="center">
<p align="justify">Arancio amaro, Arancio dolce.</p>
</th>
</tr>
</tbody>
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