Mediaset + Youtube =MediaTube
Posted on | May 13, 2010 | No Comments
Il mondo dei siti di file-sharing (ovvero quei portali in cui si possono vedere i video immessi dagli utenti, come You Tube) è finito alcuni mesi fa sotto accusa, per aver dato ospitalità a filmati contenenti scene di bullismo, violenza e reati vari contro il patrimonio. Dopo la condanna dell’opinione pubblica e le inchieste della magistratura, i video “incriminati” sono stati rimossi, e l’argomento “You Tube” ha smesso di interessare i mass media nazionali.
In America però il fenomeno file-sharing ha continuato a tenere banco, anche se da un altro punto di vista: Viacom, gigante dell’intrattenimento Usa, ha avviato due mesi fa una causa da 1 miliardo di dollari contro Google (che ha acquistato YouTube lo scorso autunno), perché You Tube ospiterebbe circa 160mila filmati non autorizzati di programmi prodotti dalla stessa Viacom. Anche in Inghilterra la Premier League, la Lega nazionale di calcio, ha avviato un contenzioso legale contro il portale, reo di ospitare migliaia di filmati con spezzoni di partite del calcio inglese. E in Italia? Sinora tutto tace, ma con una semplice ricerca il Sole24Ore.com ha rilevato che You Tube contiene migliaia di video, anche di non breve durata, dei programmi e degli eventi dei maggiori network televisivi nazionali, Rai e Mediaset comprese.Partiamo dal gruppo della famiglia Berlusconi: se si digita su You Tube la parola Grande Fratello, ossia il nome del popolare reality, il motore di ricerca ci indica che gli utenti possono accedere a ben 2.900 filmati. Si tratta di video riguardanti proprio la famosa trasmissione o il programma inerente della Gialappa’s Band. Sono spezzoni che durano in genere tra i cinque e i dieci minuti, e che recano ben in evidenza il logo di Canale 5. Gli utenti possono cioè guardare sul proprio pc i confessionali di Guendalina, le gesta di “Orsacchio” e degli altri personaggi, in filmati immessi su You Tube dai vari utenti, senza che Mediaset abbia mai autorizzato questa diffusione. Ma nello stesso momento in cui Mediaset vede violato il proprio copyright, You Tube in un certo senso ci guadagna: a lato sulla destra e in alto si trovano diversi annunci pubblicitari di Google, collegati alla ricerca dell’utente, che rappresentano una sicura fonte di entrate per la società di Mountain View. Il Grande Fratello non è certo l’unica trasmissione del gruppo di Cologno Monzese di cui si possano trovare ampi stralci su You Tube: il sito ospita 2.830 filmati delle “Iene”,1.130 di “Amici”, 414 di “Buona Domenica”, ma anche decine di filmati relativi a “Matrix”, al “Maurizio Costanzo Show” e alla “Pupa e il Secchione”. La situazione è pressoché identica in casa Rai, anche se i numeri sono un po’ più bassi, probabilmente perché i programmi Mediaset sono indirizzati verso un target più giovanile e più avvezzo alle nuove tecnologie: se si digita ad esempio il cognome del conduttore di “Anno Zero”, Michele Santoro, compaiono oltre 1.290 risultati, relativi alle vecchie e nuove trasmissioni Rai del presentatore. “Domenica In” compare 664 volte, ma anche l’informazione non se la passa male: ci sono 155 filmati riguardanti il Tg1, 90 sul Tg2 e 127 sul Tg3. Il fenomeno riguarda anche la tv satellitare Sky: se si immette la parola “Mondiale 2006″ compaiono ben 3.980 video, la maggior parte dei quali relativi alle partite della vittoriosa spedizione azzurra commentate dai telecronisti della tv di Murdoch. Insomma, il sito di file-sharing ospita filmati relativi a quasi tutte le trasmissioni della televisione italiana, immessi però, è bene ribadirlo, dagli stessi utenti. Il gruppo che appare più colpito da questo fenomeno, Mediaset, è a conoscenza della situazione: secondo una fonte ufficiale del network, interpellata dal Sole24Ore.com, «il problema è noto da tempo, e il gruppo sta ancora decidendo in che maniera agire ». In ogni caso « la sensibilità dell’azienda è simile a quella degli altri broacaster ». A quei gruppi televisivi, cioè, che hanno avviato cause legali contro You Tube, e la stessa Mediaset «non esclude a priori una simile possibilità perché siamo di fronte a un’evidente violazione del copyright ». D’altro canto la posizione difensiva del duo Google-YouTube è nota: il motore di ricerca si è sempre appellato al Digital Millenium Copyright Act (DMCA) in vigore dal 1998, che prevede che i proprietari dei siti web non siano responsabili per le questioni relative al copyright del materiale uploadato da altri sul loro sito, fino a che non ne sia richiesta l’esplicita rimozione dai detentori del diritto d’autore. A mettere fine però a ogni problema sul copyright, anche in Italia, dovrebbe pensarci la tecnologia: You Tube, ha rivelato qualche tempo fa il Ceo di Google, Eric Schmidt, si doterà presto di un filtro (denominato Claim You Content) che bloccherà automaticamente i contenuti protetti da copyright immessi dagli utenti.
http://www.ilsole24ore.com
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