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Rapporto sulla Censura in Internet

Posted on | October 15, 2009 | No Comments

Censura in internet: da un recente progetto delle università di Harvard Toronto Cambridge ed Oxford è nato un consorzio per indagare, smascherare e analizzare l’utilizzo dei filtri e il controllo della navigazione in rete da parte di alcuni governi.

Il risultato, publicato da OpenNet ha restituito una lista dei 25 paesi del mondo che applicano la censura in Internet.

Molti i metodi per censurare contenuti web:Limitare le ricerche attraverso l’appoggio dei motori di ricerca che semplicemente omettono i risultati indesiderabili, rendendo di fatto un sito invisibile.

Impedire tecnicamente l’ accesso tramite l’utilizzo di proxi che bloccano l’IP, l’URL o manomettono i DNS, questo per oscurare siti per lo più provenienti da altre giurisdizioni, che fanno riferimento a keywords e termini “indesiderabili”.
Raramente viene effettuato un controllo – anche se teoricamente possibile- sui contenuti effettivi dei siti.

Cancellazione
Dove il governo ha la possibilità e la giurisdizione per intervenire direttamente sull’host, cioè sui computer che fisicamente ospitano i contenuti, può direttamente ordinare e ottenere che i contenuti scomodi siano rimossi.

Incoraggiare l’autocensura, uno dei metodi più comuni ed efficaci. La minaccia di azioni legali, la promozione della morale o intimidazioni velate aumentano incentivano ad evitare di pubblicare materiale o visitare siti che potrebbero attirare l’attenzione delle autorità. Azioni dimostrative , come arresti o multe, sono state utilizzate molte volte per aumentare la percezione di un governo dal contollo capillare.

Ai primi posti per l’attività repressiva troviamo Myanmar,Cina e Iran, seguiti da moti paesi asiatici e nordafricani. Ma l’Europa non è certo estranea al fenomeno. Nel rapporto di openNet si evidenzia come l’attività di filtraggio da parte dei paesi UE sia cresciuta in maniera notevole negli ultimi anni, a partire dalla considerazione che l’Europa, più di tutti gli altri paesi, affonda le proprie radici culturali nella libertà di espressione. Sebbene la maggior parte dei contenuti oscurati dall’Europa riguardino pedofilia, razzismo o discriminazione, il dibattito rimane aperto per quanto riguarda le questioni di copyright e il le misure da adottare nei confronti dei contenuti illegali provenienti da altre giurisdizioni.
Nuovi filtri e limitazioni in crescita anche per monitorare il terrorismo…

Fonte http://www.noantri.com

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