La moneta del futuro viaggia sui cellulari
Posted on | May 23, 2009 | No Comments
Banche e compagnie telefoniche stanno discutendo su come ripartire una montagna di denaro e un potere immenso. Si disputano il controllo dei micropagamenti elettronici.
In gioco c’è il controllo della moneta del futuro. Si discute su come ripartire una montagna di denaro e un potere immenso. Le carte di credito hanno una penetrazione ancora limitata a circa il 20 per cento degli italiani, non sono efficienti per i piccoli pagamenti al di sotto dei 10 euro, vengono viste con diffidenza dai consumatori per il commercio elettronico. I cellulari sono invece ottimi per i micropagamenti, hanno un sistema di autenticazione piuttosto sicuro e sono in tasca a tutti. Ma le regole non favoriscono questa soluzione.
A Bruxelles se ne stanno occupando in questi giorni nell’abito della consultazione che deve portare al nuovo quadro normativo per i pagamenti nel mercato interno. Due delle lobby più potenti d’Europa, quelle delle banche e delle compagnie telefoniche, sono schierate al gran completo. Chi vince? Per ora le banche. Ma non è detta l’ultima parola.
La guerra l’avevano cominciata le telco quando, nel pieno della bolla tecnologica, sul finire degli anni Novanta, cominciarono a far pensare che ogni merce in vendita online si potesse pagare con la bolletta del telefono. Parallelamente si scopriva che il sistema più efficiente e sicuro per effettuare pagamenti elettronici, soprattutto di piccola entità, è il telefonino. Si paga con un sms, si ottiene una password e si completa la transazione. Sembra facile: ma questa idea scatenava una quantità di conseguenze gigantesche. Era l’epoca in cui lo stesso prudentissimo Bill Gates, co-fondatore della Microsoft firmava un libro in cui sosteneva che il digitale ridefiniva completamente i confini tra i settori economici: e qualcuno pensava a un’invasione delle compagnie telefoniche sul terreno degli istituti di credito. La Banca d’Italia stabilì i suoi paletti. Si può pagare con il conto telefonico solo quello che si consuma nel telefonino: una suoneria sì, un biglietto del treno no.
Lo sviluppo si è praticamente fermato su quella linea Maginot. Certo, ci sono alcune piccole novità. Vodafone e Tim hanno stretto alcuni accordi per il pagamento di autobus e parcheggi in alcune città. Alla Wind hanno inventato una carta di credito prepagata, PagoWind, che può essere usata anche per alimentare il conto telefonico senza senza costi di ricarica. Alla 3 non cessano di provare nuove soluzioni per i pagamenti, a partire dall’accoppiamento della sim con una carta di credito. Ma di certo, potendo, non si fermerebbero a quel punto.
Oggi, tutti possono usare il telefonino per dare disposizioni attraverso un conto bancario. E in certi casi si può usare il cellulare insieme a una carta di credito. Talvolta si paga con un sms: ma è un trucco che si può attuare in pochi casi, come quando si effettua una donazione. “”Non stanno venendo fuori dei servizi attraenti”" commenta Maximo Ibarra, direttore marketing mobile della Wind “”perché le regole sono quelle che sono. Ma sono convinto che prima o poi il problema sarà superato”".
Marco Bragadin, responsabile marketing consumer della Vodafone Italia, fa notare che per come stanno le cose, il conto telefonico, per il quale si paga un costo di ricarica, non è percepito come un buon sistema di pagamento e, del resto, occorre sistemare diverse questioni fiscali e logistiche. “”Soprattutto si deve chiarire il ruolo degli operatori nella transazione. Ma è chiaro che al di sotto dei 10-15 euro, il cellulare è una soluzione che facilita il commercio. Per noi sarebbe anche utile per fidelizzare il cliente”".
Le banche si oppongono. Ma solo se pensano che gli operatori vogliano sostituirle nel loro lavoro. E secondo Massimo Castelli, direttore marketing della Tim, è proprio questo equivoco che va superato: “”In realtà, la carta del cellulare non è un sistema di pagamento alternativo. Del resto i nostri margini sono alti se il cliente compra un sms e bassi se compra un caffè. La forza del cellulare non è nella raccolta di soldi, ma nell’autenticazione e nella penetrazione capillare dello strumento”". Insomma: il dibattito si è improvvisamente riaperto. I messaggi di pace sono chiari. Vedremo chi si metterà alla testa del rinnovamento.
Fonte:debiase.com
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