Orientamento
Posted on | March 30, 2009 | No Comments
Già dall’antichità l’uomo ha escogitato metodi per orientarsi nell’ambiente in cui viveva, utilizzando la natura. Queste “strategie” vengono usate ancora oggi con dei piccoli accorgimenti che ne hanno migliorato la precisione. La topografia, la bussola, le stelle e il GPS sono strumenti che permettono di orientarsi nelle situazioni più varie.
Orientamento in un ambiente nuovo
La capacità di stabilire alcuni punti di riferimento in un ambiente nuovo è un grosso vantaggio per chi si è smarrito. Il senso dell’orientamento viene sviluppato con l’esperienza, lo spirito di osservazione e il buon senso. Quando si viaggia conviene sempre sapere dove ci si trova. Nel caso in cui si debba affrontare un’improvvisa situazione difficile, è importante saper ricostruire l’ultimo percorso. Basta ricordare la direzione da cui si proveniva, il tempo trascorso e la velocità del movimento.
Conoscere la lunghezza del proprio passo è importante durante una marcia per sapere quanto cammino è già stato fatto e quanto ne resta da fare. Per determinarlo basta percorrere (meglio anche più volte, cosi si ottiene una maggiore precisione) 100 metri esatti con un passo medio, molto naturale e dividere il numero dei passi doppi per 100. Cosi si può sapere di quanti centimetri è un passo (sempre) doppio. Per esempio: 100 m = 66 passi = 150 cm per ogni passo doppio.
Orientarsi a senso
È importante imparare a tenere i propri sensi sempre svegli. Con gli occhi si devono cercare elementi utili per non smarrirsi, nel paesaggio naturale ed in quello modificato dall’uomo. Anche i suoni aiutano ad orientarsi. Il rumore di acqua corrente, di ferrovia, di campane, di un cane che abbaia, del canto di un gallo possono rivelare elementi caratteristici che offrono indicazioni supplementari. Un odore, un profumo
portato dal vento aiuteranno a riconoscere certi luoghi e ad orientarsi a senso.
Camminando ricordarsi di contare i passi. Ogni 100 mettere, per esempio, un sassolino in tasca: cosi sarà più facile fare i conti oppure procurarsi un contapassi (vedi Equipaggiamento).
Bisogna tenere conto che il passo è più corto di notte, in salita, contro il vento, sulla sabbia, nel fango, nella ghiaia, sulla neve, con la pioggia, con un abbigliamento pesante, oppure quando si è stanchi.
Trovare la strada (di Baden Powell)
Tra gli Scouts degli Indiani Pellerossa colui che era capace di trovare la strada in un territorio sconosciuto veniva chiamato “trovatore di sentieri”. Ed era un grande onore l?essere chiamato con tal nome. Più di un “piede tenero” si è perduto nel Veldt o nella foresta e non è stato più rivisto, proprio per non aver mai avuto alcuna nozione di orientamento, e per non avere ciò che si dice “l’occhio per la campagna”.
So di un tale che scese dalla diligenza che percorreva il Matabeleland, mentre venivano cambiati i muli e si allontanò di qualche metro nella boscaglia. Quando la diligenza fu pronta a ripartire i conducenti lo chiamarono a gran voce in ogni direzione e poi si misero alla sua ricerca. Seguirono le impronte dell?uomo finché poterono, sul terreno molto difficile di quella zona, ma non riuscirono a trovano. Alla fine la diligenza non potendo aspettare ancora, continuò il suo viaggio, dopo che altri si erano assunti l’incarico di proseguire le ricerche. Parecchie settimane dopo, l?uomo fu trovato morto a quindici miglia di distanza dal punto dove aveva abbandonato la diligenza.
Non vi smarrite
Accade spesso che camminando a piedi nella boscaglia non si faccia troppa attenzione alla direzione nella quale ci si muove. E la si cambia spesso, vuoi per girare attorno ad un albero caduto, che per sormontare una roccia od altro ostacolo superato il quale non si riprende esattamente la giusta direzione.L’inclinazione naturale è quella di piegare leggermente a destra, e di conseguenza quando si crede di stare andando in linea retta, in realtà ciò non è vero affatto. A meno che non prendiate la precauzione di osservare il sole, o la bussola, o i segni caratteristici del terreno, è molto probabile che descriviate un cerchio a largo raggio.
In simili casi, quando un “piede tenero” si accorge di avere perduto la nozione di dove si trovi, perde subito anche la testa e si eccita. La cosa più probabile è che si metta a correre, mentre la cosa giusta da fare è quella di sforzarsi a rimanere calmi ed impegnarsi in qualche cosa di utile e cioè a ricercare all’indietro le proprie tracce; oppure se non ci riuscite, a raccogliere legna da ardere per fare con il fuoco segnali, diretti a coloro che vi stanno cercando. Il punto principale è, prima di tutto, quello di non perdersi.
Osservate la direzione
Quando vi mettete in marcia per un’escursione prendete nota con la bussola della direzione. Osservate anche in quale direzione soffia il vento; questo è di grande aiuto, specialmente se non avete una bussola o non splende il sole.
Per identificare la direzione del vento quando c’è appena un lieve soffio, gettate in aria piccoli pezzetti d’erba secca. Oppure raccogliete un po’ di polvere sottile e lasciatela cadere. O, ancora, bagnatevi il pollice e tenetelo in aria: il lato freddo vi dimostrerà da quale direzione spira il vento.
Nelle attività all’aperto molto spesso si devono valutare il tempo, i pesi, le distanze, le velocità, le altezze, le quantità. Sono tutte cose che si imparano solo con la pratica e ogni “esploratore” deve essere capace di farle.
Stime e Misurazioni

Temperatura
La temperatura si misura in gradi Centigradi (°C), che sono detti anche gradi Celsius. Il punto di congelamento dell’acqua corrisponde a 0 gradi. Il punto di ebollizione dell’acqua corrisponde a 100 gradi.
Corrispondenze
-
1 metro/secondo = 3,6 km/ora
-
1 km/ora = 0,2 77 metri/secondo
-
1 nodo = 1 miglio marino/ora = 1,852 km/ora = 0,514 metri/secondo
-
1 litro di acqua distillata occupa un volume di 1 decimetro cubo e peso 1 chilogrammo
-
1 centimetro cubo, come quello in figura, contiene 1 millilitro e, se lo riempi di acqua distillat, peso 1 grammo
-
1 caloria è l’energia necessaria per aumentare di 1 grado Centigrado la temperatura di 1 grammo di acqua distillata
Misure personali
Qualcuno ha detto: “Per misurare il mondo inizia a misurare te stesso!”

È utile imparare a memoria le seguenti misure personali:
- Statura.
- Altezza da terra agli occhi.
- Larghezza braccia spalancate.
- Distanza da terra al ginocchio.
- Distanza dal gomito al polso.
- Lunghezza dell’indice disteso.
- Distanza tra mignolo e pollice divaricati (spanna).
- Larghezza del polso.
- Numero di passi per percorrere 100 metri al passo.
- Numero di passi per percorrere 100 metri di corsa.
Misura il tempo
Quanto è un periodo di tempo di 3 secondi. All’incirca è quanto ci vuole per dire lentamente: “Milleuno, milledue, milletre”.
Valutazione di pesi
Per valutare quanto pesa un oggetto (una scatola, un libro, una pietra, ecc.), il solo sistema è la pratica. Pesa un oggetto con la bilancia e poi confrontalo con un altro. È più pesante o più leggero? Prova con oggetti differenti, fino a farti un’idea di quanto sia un grammo, un etto, un chilo, due chili, ecc.
Facendo pratica, diventerai capace di valutare il peso degli oggetti.
Valutazione di quantità
Per valutare ad occhio una quantità, ad esempio, quanti mattoni in un muro, oppure quante pecore in un gregge, o quante persone in un gruppo, considera solo una parte di tutto l?insieme e conta quanti ‘oggetti’ vi sono, Poi conta da quante di quelle ‘parti’ è formato l’insieme. Una semplice moltiplicazione ti darà il totale che cerchi. Nell?esempio in figura (sotto), se vuoi valutare quante persone ci sono in tutto il gruppo, considera un piccolo gruppo come quello del riquadro e conta quante persone vi sono. Poi guarda da quanti riquadri è composto tutto il gruppo. Moltiplicando il numero di riquadri per il numero di persone in ogni riquadro, otterrai il numero approssimativo di persone nel gruppo.

Misurazione delle altezze
Per misurare un’altezza o una distanza puoi utilizzare le proprietà dei triangoli
simili e le proporzioni.
Metodo dei triangoli
Pianta un bastone a qualche distanza dal piede dell’albero del quale vuoi misurare l?altezza. Mettendoti faccia a terra, spostati opportunamente per trovare sul terreno il punto dal quale vedi allineate la sommità del bastone e quella dell’albero. Se è necessario, sposta il bastone per facilitare la ricerca. L’altezza sarà:

Metodo delle 10 volte
Misura 1 8 metri dal piede dell’albero e pianta il bastone in terra. Spostati di altri 2 metri e, faccia a terra, traguarda la sommità dell’albero, segnando dove la linea di mira taglia il bastone. Misura ora sul bastone la distanza ” h” tra il segno e il terreno e moltiplicala per 10. Essendo la base del triangolo maggiore, 10 volte più grande di quella del triangolo minore, (20 m e 2 m) è evidente che l’altezza da misurare sarà dieci volte maggiore di quella segnata sul bastone.

Metodo dell’ombra
Se c’è il sole pianta in terra il bastone, poi misura l?ombra del bastone e quella dell’albero. Con delle semplici proporzioni otterrai:

Metodo della matita
Metti ai piedi dell’albero una persona della quale conosci l?altezza. Stando a una distanza presumibilmente almeno doppia di quella ricercata, conta, con l’aiuto di una matita o di un bastoncino tenuto in mano con il braccio teso, quante volte l’altezza dell’oggetto conosciuto sta nell?altezza dell?albero. Moltiplica questo numero per la lunghezza dell?’oggetto e otterrai l’altezza desiderata.

Metodo della rotazione
Mettiti a una certa distanza dall’oggetto che vuoi misurare. Tenendo un ba stoncino con il braccio teso, traguarda in maniera da vedere l’oggetto compreso fra la sommità del bastoncino e il tuo pollice. Ruota ora il bastoncino di 90° in posizione orizzontale. Mantieni il pollice alla base dell’oggetto e guarda dove la sommità del bastoncino tocca ora il suolo. La distanza X da questo punto alla base del palo è uguale all’altezza X del palo.

Metodo indiano
Volgi le spalle all’albero che vuoi misurare, poi piegati e guardalo attra verso le gambe, tenendo le cavi glie con le mani. Avanza, o indietreggia, finché non vedi tutto l’albero. Misura la distanza fra te e la base dell’albero. L’altezza dell’albero è la metà di questa distanza. Per ottenere dei buoni risultati, però, devi fare prima diverse prove, misurando un oggetto del quale conosci l’altezza, in maniera da determinare esattamente la posizione che devi assumere: mani sulle caviglie, o un po’ più in alto o più in basso, gambe tese o ginocchia leggermente fesse, ecc.

Valutazione delle distanze
Con un po’ di esperienza e con molto esercizio, potrai imparare a valutare le distanze a colpo d’occhio. Ricorda, però, che ci sono condizioni che fanno sembrare gli oggetti più vicini, mentre ve ne sono altre che li fanno sembrare più lontani:
Gli oggetti ti sembrano più vicini quando:
- l?atmosfera è molto limpida (ad esempio dopo un temporale);
- la luce è viva e vi batte sopra;
- fra te ed essi c’è una superficie di acqua, di neve, o di sabbia;
- il terreno è piatto;
- da mezza costa di una collina guardi verso l’alto o verso il basso.
Gli oggetti ti sembrano più lontani quando:
- il terreno è accidentato;
- sono in ombra;
- fa molto caldo e c’è umidità nell’aria; c’è poca luce (sei al crepuscolo o c’è foschia);
- guardi attraverso una valle;
- lo sfondo è del loro medesimo colore;
- sono in fondo a un viale o a una lunga strada dritta;
- sei disteso o in ginocchio.
Esercizio per l’occhio alle varie distanze:
50 m - Si vedono gli occhi e la bocca di una persona.
100 m - Gli occhi sembrano puntini.
200 m - Si distinguono bene tutte le parti del corpo umano ed alcuni particolari dell’abito.
300 m - Si vede ancora un po’ la faccia.
400 m - Si distingue il movimento delle gambe.
500 m - Si distingue, con luce adatta, il colore del vestito, la testa e il cappello dal resto del corpo.
600 m - La testa diviene un punto.
700 m - E’ molto difficile distinguere la testa dal tronco.
800 m - La testa non si distingue più dal tronco.
1.000 m - Si possono ancora distinguere i movimenti delle braccia e delle gambe.
1.200 m - Si distingue bene un uomo a cavallo da un uomo a piedi.
1.500 m - Si distingue ancora un palo telefonico.
3.000 m - Si distinguono i tronchi di grossi alberi isolati
10.000 m - Possono distinguersi soltanto i campanili delle chiese.

A più di 500 m: conviene accorciare la distanza scegliendo un punto a 250 m, valutare questa distanza e raddoppiarla.
In mare: l’orizzonte serve a stabilire la distanza. Con l’occhio ad 1,5 metri dal livello dell’acqua una nave all’orizzonte è lontana 4,5 km.
Valutare le distanze con il suono
Il suono ti può permettere di calcolare una distanza perché, come sai, esso si propaga alla velocità di circa 340 metri al secondo. Se riesci a calcolare il tempo che il suono impiega per arrivare fino a te, puoi conoscere la distanza che esiste fra te e il punto di origine del suono stesso. Se vuoi valutare una distanza, ad esempio, fra te e un taglialegna, dovrai moltiplicare per 340 il numero di secondi che passano fra quando lo vedi vibrare il colpo di scure e quando senti il rumore relativo. Con lo stesso sistema puoi anche misurare la distanza di una parete di roccia che rimandi l’eco. Ricordati poi di dividere per due, perché il suono compie il tragitto di andata e ritorno. Se non hai un orologio con l’indicazione dei secondi, puoi valutare i secondi contando lentamente milleuno, milledue, milletre, ecc. Esercitati con un orologio.
Il metodo del pollice
Il tuo pollice può esserti molto utile per valutare con buona approssimazione le distanze. Puoi adoperarlo in due modi, uno è valido per distanze inferiori a 3 km, l?altro per distanze maggiori.
FINO A 3 KM
Stendi il braccio con il pollice alzato davanti agli occhi e copri con esso un oggetto che si trovi alla distanza cercata e che sia facilmente valutabile, ad esempio la larghezza di una finestra, la facciata di una casa, ecc. La distanza tra te e quell’oggetto si ottiene moltiplicando per 25 la larghezza dello spazio coperto dal pol lice.
OLTRE 3 KM
Stendi il braccio con il pollice (oppure con una matita) alzato davanti agli occhi.Traguarda prima con l’occhio destro, poi con il sinistro sempre tenendo immobile la mano. Valuta la distanza tra i due punti traguardati e moltiplicala per 9. otterrai la distanza che c’è fra te e i punti traguardati. Esercitati in varie circostanze e su terreni differenti perché se la teoria è semplice non sempre lo è anche la pratica.
N.B. Nelle figure non sono rispettate le proporzioni.
Misurazione delle distanze
Vi sono diversi metodi per misurare le distanze in maniera approssimata ma abbastanza precisa.
Metodo delle perpendicolari
Individua un oggetto (A) ben visibile sull?altro lato del fiume. In corrispondenza ad esso, pianta un bastone (B) sulla tua riva. Cammina lungo l a riva, perpendicolarmente all a direzione AB, per una certa distanza, ad es. 50 metri. Pianta qui un altro bastone (C). Continua a camminare per una distan za uguale alla precedente (altri 50 metri). Pianta qui un terzo bastone (D). Ora cammina perpendicolarmente alla direzione BD. Quando vedrai allineati il bastone C con il punto A fermati, La distanza DE è uguale alla larghezza del fiume. Se sulla riva del fiume vi è poco spazio (vedi disegno), puoi percorrere una distanza CD pari alla metà di BC. In tal caso la distanza DE sarà pari ala metà della larghezza del fiume.
Metodo del cappello di Napoleone
Stando sulla riva del fiume individua un oggetto ben visibile sull’altra sponda. Inclina il cappellone in modo da traguardare il punto prescelto con la tesa dello stesso cappellone. Senza alzare ne abbassare la testa, girati su te stesso fino a trovare sulla tua riva un punto che sia allineato con la “tesa” del cappellone. La distanza fra te e questo punto è uguale alla larghezza del fiume.

Metodo del sasso
Per valutare la larghezza di un corso d’acqua, mettiti sulla sua riva nel punto O, e lascia cadere un sasso verticalmente nell’acqua. Se l’acqua è calma, dal punto O dov’è caduto il sasso, partono dei cerchi concentrici che si allontaneranno sempre più. Segui con gli occhi uno di questi cerchi e, nel momento preciso in cui esso tocca la riva opposta nel punto K, cerca il punto M in corrispondenza della ava lungo la quale sei tu. Misura la distanza OH, essa sarà uguale alla distanza OK.
Metodo della bussola
Stando su un lato del fiume (punto B) individua un punto evidente dall?altro lato (roccia A). Rileva l?azimut della direzione BA (ad es. 120°). Aggiungi 45° all?azimut della direzione BA (120° + 45° = 165°). Cammina lungo il fiume perpendicolarmente alla direzione BA tenendo la bussola orientata verso l?azimut di 165°. Quando con questo azimut riuscirai a vedere nel mirino la roccia A, fermati. La distanza CB è uguale alla larghezza del fiume.
La stadia
La stadia è uno strumento molto semplice che serve per misurare le distanze. Essa si compone di un pezzo di cartone o di legno di forma rettangolare, nel quale è intagliato un triangolo isoscele, come in figura. Uno spago, da tenere fra i denti, ti consente di tenerla sempre alla stessa distanza da tuoi occhi. Per usare questo strumento devi graduarlo. Per fare ciò, vai con un’altra persona di altezza media (circa m.1, 70) in aperta campagna e mandala successivamente a 100 metri, a 150 metri, a 200 metri, ecc. Ogni volta osserva fra quali punti del triangolo vedi compresa tutta la persona e segna su quei punti la distanza (in metri) a cui si trova la persona. Una volta che hai graduato la stadia, quando vuoi misurare una distanza, guarda una persona attraverso il triangolo, facendo muovere lo strumento da una parte o dall’altra finché vedi la persona compresa all’interno del triangolo: la distanza riportata sul triangolo è la distanza cercata. La stadia serve solo per la persona che l’ha graduata, quindi ognuno deve averne una per sé.
Il metodo dei millesimi
Per misurare le distanze con una buona precisione, puoi utilizzare il sistema dei “millesimi”. Il millesimo, o grado millesimale, è l’angolo sotto il quale si vede 1 metro quando si e alla distanza di 1 km. Con questo sistema l’angolo giro è diviso in 6400 millesimi, o gradi millesimali (si indicano con °°).

Se riesci a misurare sotto quale angolo millesimale vedi un certo oggetto del quale conosci le dimensioni (ad esempio una casa), puoi calcolare la distanza che c’è tra te e la casa, applicando la formula seguente:

Ad esempio, se vedi una casa alta 10 metri sotto un angolo di 5 millesimi, questo significa che la casa si trova a 2 km di distanza. Infatti:

Viceversa, se conosci la distanza, puoi calcolare la dimensione dell?oggetto con il calcolo seguente:

La stadia Millesimale
Per misurare gli angoli millesimali in maniera precisa, puoi fabbricanti una stadia millesimale. Prendi un doppio decimetro, lega ad esso una cordicella e fai un nodo all’altro capo della cordicella in maniera che la distanza fra il nodo e il doppio decimetro sa di 50 cm.

Tendi la cordicella, tenendo il nodo fra i denti, in questa maniera manterrai il doppio decimetro sempre alla distanza di 50 cm dai tuoi occhi. Se tieni tesa a cordicella, le graduazioni del doppio decimetro coprono gli angoli seguenti:
-
1 mm = 2 millesimi -
2,5 mm = 5 millesimi
-
5 mm = 10 millesimi
-
1 cm = 20 millesimi
Se non hai il doppio decimetro, puoi utilizzare la tua mano ponendola davanti agli occhi con il braccio teso. Nella figura puoi vedere quanti gradi millesimali copre approssimativamente ciascun dito.
Valutazione della profondità
Per misurare la profondità di un pozzo, lascia cadere un sasso e misura quanti secondi occorrono per sentirne il rumore della caduta sul fondo. La tabella seguente ti dà la profondità del pozzo.
| TEMPO | PROFONDITA’ |
| 0,5? | 1,20 m |
| 1? | 5 m |
| 1,5? | 11 m |
| 2? | 19 m |
| 2,5? | 30 m |
| 3? | 44 m |
| 3,5? | 60 m |
Per chi desiderasse approfondire lo studio di questo ed altri temi faccia riferimento al sito Avventurosamente.it
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