Vite Alternative

Tutto sulle Nuove Alimentazioni, Medicine, Energie ed Economie

Agricoltura sinergica: ecco cos’è

Posted on | March 29, 2009 | No Comments

di Emilia Hazelip*

L’improvvisa scomparsa di Emilia Hazelip, ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama dell’agricoltura naturale. Pubblichiamo qui di seguito un articolo scritto per la rivista spagnola (?) La Osa per fare conoscere direttamente ai lettori il pensiero dell’instancabile divulgatrice delle tecniche e dei principi dell’agricoltura sinergica.

La specie umana ha sempre saputo adattarsi ai problemi della sopravvivenza a ciò che ha dovuto affrontare dacché abita la Terra. Di nuovo oggi, l’attitudine della cultura occidentale minaccia l’evoluzione naturale del Pianeta e l’esistenza di molte specie. Anche se culturalmente abbiamo perduto lo stato di grazia, come umani possiamo reintegrarlo; lì qui comincia l’ ecologia.

Dimentichiamo che le nostre radici affondano in quei popoli dell’Antichità che praticavano la guerra, il commercio e la schiavitù. E, come se non bastasse, continuiamo disprezzando i valori di altre culture umane considerandole inferiori e giustificando il nostro dominio per il loro bene.

Questo comportamento è così ancorato in noi che, senza accorgercene, perpetuiamo certe credenze; per esempio – ci hanno fatto credere che il Paradiso Terrestre era situato in un luogo concreto e così appartenente al passato che si è perduto nella notte dei tempi…

Ma il Paradiso Terrestre non è altro luogo che il Pianeta in tutta la sua estensione; e quello che per la cultura giudeo-islamica-cristiana è andato perso, per altri gruppi umani con culture ecologiche il Paradiso è il pezzo di pianeta nel quale vivono integrati, il loro biotopo, con economie non predatrici e accettando i suoi limiti.
Vivere integrati nella creazione

Dal punto di vista occidentale, la cultura degli aborigeni dell’Africa Australe, è forse al giorno d’oggi la più sovversiva che esiste.

Questo popolo, che solo fino a 200 anni fa occupava un territorio grande come da Gibilterra alla Siberia, mai ha praticato la guerra. I boscimani non solo non inventarono praticarono il fratricidio ma inventarono una dinamica sociale che oggi nei circoli New Age si considera una speranza evolutiva: decisioni per consenso e eguaglianza tra i sessi, è la forma di vita di questa cultura ancestrale.Chi sono i più evoluti? Quelli che inventarono la ruota e vanno sulle stelle o quelli che restarono nudi e non perdettero l’arte di vivere in armonia con la Creazione?

La cultura occidentale pensa in termini di risorse naturali quando considera le ricchezze del Pianeta. L’acqua e l’aria, elementi che si pensavano beni inesauribili. incominciano ad essere risorse fragili la cui carestia è ben difficile da rimediare. Per questo, quando si analizzano profondamente le conseguenze dell’esplorazione planetaria ci sommerge la tristezza… è come un lutto verso la vita, verso noi stessi e gli esseri cari. La sensazione di impotenza può essere paralizzante… Cosa si può fare? Come essere di nuovo parte integra della vita planetaria? Come uscire da una economia immorale e parassita? Come impedire questo genocidio planetario, questo suicidio collettivo?

Cosa succede oggi nel mondo civilizzato e nelle sue colonie economiche?

Un’economia basata sulla crescita continua non può mantenersi indefinitamente, non è durevole. Ma ammettere questo è come ammettere che il nostro sistema è falso… e, chiaramente, si fa prima ad eliminare le minoranze, iniziare guerre, reprimere, sopprimere popoli interi… che ammettere il nostro errore. Intanto la spirale di causa-effetto segue il suo movimento inesorabile e le conseguenze di questo errore fondamentale continuano a produrre catastrofi; Dognana oggi, Cernobyl ieri….. siamo alla resa dei conti.

Permacultura, pensiero globale

Negli anni ’60, un giovane universitario della Tasmania di nome David Holmgren presentò come tesi per un dottorato di ricerca sul medioambiente una specie di “strumento” ecologico a cui diede il nome di Permacultura (Bill Mollison era il professore relatore di tesi, e come succede a volte nell’ambiente universitario pirateggiò il lavoro dello studente).

David ha diffuso un modello sistematico per organizzare, pianificare e disegnare, in un modo positivo e coerente con gli interessi di altre specie, tutto lo spazio che si trova nella zona rurale, urbana o industriale. Il disegno ecologico in Permacultura tiene in conto quale è il problema per poter proporre soluzioni al parassitismo convenzionale. Il pensiero lineare e riduzionista provoca ingiustizia e sofferenza negando la dinamica dell’Effetto Sinergico che regge la vita. Nel pianeta tutto è interconnesso, anche la Fisica Moderna riconosce l’Effetto Farfalla che sostiene che anche il movimento delle ali di una farfalla può provocare agli antipodi una catastrofe.

L’originalità della Permacultura è che nello stesso tempo che si realizza un disegno pratico nella materia, impariamo a pensare globalmente, a vedere le connessioni. E quando attraversiamo la vertigine iniziale nell’usare la nostra mente in molteplici e simultanee direzioni sentiamo una pace profonda, permettendo al cervello di funzionare con i suoi emisferi complementari, in armonia creativa, manifestandoci qui e ora, senza parassitismo… Per sentirsi bene con noi stessi dobbiamo sentire che anche il pianeta si sente bene, tutto è in tutto e noi non facciamo eccezione; dunque culturalmente abbiamo perduto lo stato di grazia, ma come umani possiamo reintegrarlo e lì inizia l’ecologia.
Rimediare all’ipersfruttamento

Per poter fare un disegno ecologico più semplice è bene seguire un corso pratico in cui si lavora mentre si spiega e si apprende. Conviene anche leggere quello che si può sul disegno ecologico e cercare di fare esercizi mentali relazionando elementi che a prima vista possono sembrare disparati: che vantaggi possono esserci unendo un pollaio a una serra?… E, in quanto a quale tipo di agricoltura possiamo praticare nel nostro orto: la Biologica tradizionale, la Biologica della CEE, la Biodinamica, la Naturale di Fukuoka, la Sinergica…, la Permacultura non ha preso nessuna posizione, solo propone e raccomanda che non si coltivi con prodotti chimici.

Personalmente ritengo che dover destrutturare il suolo e mantenerlo fertile artificialmente aggiungendo concime, compost, etc. è un errore che si va praticando sin dall’inizio dell’agricoltura e che forse è ora di rimediare poiché è responsabile di tantissimi casi di erosione nel pianeta.

L’Agricoltura Sinergica che io pratico si è sviluppata a partire dal lavoro di Fukuoka – agricoltore – microbiologo giapponese precursore della Permacultura – e si tratta di una agricoltura che permette al suolo di mantenersi selvaggio anche essendo coltivato, anche con alcuni adattamenti come può essere l’uso delle macchine. Questa agricoltura ha una sua tecnica e non si può definire come l’agricoltura del “Non Fare” come il metodo di Fukuoka, giacché la Permacultura mantiene una dinamica selvaggia in un suolo coltivato fertile e sano, il che richiede molto calcolo e organizzazione nel lavoro.

La Riforma Agronomica che prevede il lavoro di Fukuoka permetterà di alimentare la popolazione umana in espansione quando il trasporto, il petrolio e i tanti elementi necessari all’agricoltura convenzionale verranno a mancare. Questa agricoltura auto-fertile tarderà ad essere adottata, però sta qui per correre in aiuto alla gente del pianeta.
L’agricoltura sinergica

La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per realizzare una funzione. Così come nel nostro organismo tutto il sistema e i suoi elementi funzionano interrelazionandosi e con coerenza, questa sinergia è presente tra la terra ed i microrganismi che la abitano – arricchendola – o tra i legumi e i batteri fissatori di azoto atmosferico o nell’ associazione tra piante che si danno mutuo beneficio. Questo sistema di agricoltura naturale, che affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka, protegge l’ecosistema del suolo permettendo alla terra di mantenere i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, comprendendo che la terra ha capacità di autofertilizzarsi.

Lavorando su bancali (aiuole), di 120 cm di larghezza e 50 di altezza, il suolo si copre con pacciamatura, strato di resti organici che fa da filtro protettore tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la forza disseccante del sole e quella compattante ed erosiva della pioggia e il vento. Copertura che diventa anche un concime di superficie che va ad alimentare la terra da sopra a sotto. Così si stabilisce nel suolo un equilibrio stabile tra i suoi abitanti, siano lombrichi lavoratori di profondità, lombrichi rossi del mantello (strato superficiale) o i miliardi di ogni specie di esseri microscopici vegetali o animali che vivono e muoiono nel suo seno. In nessun momento vanno traumatizzati modificando e sconvolgendo il loro habitat.

Imitare ciò che fa la natura implica lasciare la terra sempre coperta con una pacciamatura, aperta solo negli spazi o nelle linee di semina. La pacciamatura si va trasformando in mantello, in humus. Affinché la terra disponga di materia organica dentro di sé, senza la necessità di interrarla, si lasciano sempre dentro le radici, eccetto quelle che si raccolgono per il consumo. Questi resti nutrono la flora intestinale della terra e questa a sua volta permette la nutrizione delle piante. Quando la fertilità della terra non si perde per l’erosione, non sono necessarie costanti compensazioni sotto forma di qualsiasi specie di concime, come lo sterco, e la fertilità si mantiene da sola. Tocca alle persone con spirito pioniere iniziare a praticare e aiutare gli altri a realizzare questa agricoltura del nuovo millennio, essa è gia utilizzata in paesi con elevata densità di popolazione e con scarsità di mezzi.

L’orto sinergico

a cura di Fortunato Fabbricini* e Antonio De Falco**

I principi dell’agricoltura sinergica sono pochi e semplici: evitare di rivoltare e compattare il terreno, tenere la superficie del suolo sempre coperta e non usare nessun tipo di fertilizzante. Più impegno richiede la rivalutazione della Terra come organismo vivente, capace di digerire materia organica e dare, sostenere, incrementare e migliorare la vita in uno schema complesso d’interazioni tra piante, microrganismi, elementi nutritivi e l’uomo. Questo nuovo approccio all’agricoltura richiede evidentemente al coltivatore, di privilegiare il proprio atteggiamento di ricercatore rispetto a quello di esecutore, e quindi necessità di una visione globale anziché specialistica e settoriale, da «monocultura». A tale proposito, Emilia Hazelip teneva a differenziare nettamente l’agricoltura sinergica dalla «Permaculture» (che noi preferiamo tradurre con «Permacultura» anziché «Permacoltura»), quest’ultima – affermava – non riguarda solo l’attività agricola, ma è un atteggiamento di pensiero per organizzare un luogo, qualsiasi siano le attività in esso svolte, in maniera ecosostenibile, con il minor spreco e impatto ambientale possibile. La rivoluzione agronomica di Masanobu Fukuoka è un lavoro integrato in Permacultura, che non tutti applicano, cosicché, se quello che c’interessa è la produzione di vegetali, di piante annuali e perenni tramite l’autofertilità del suolo, è più appropriato riferirsi all’agricoltura naturale e all’agricoltura sinergica. In essa, la produzione avviene in spazi strutturati in modo da mantenere il suolo in uno stato «normale », cioè selvaggio, rispettandolo e riconoscendolo come organismo vivente. L’intento di questa rubrica è quello di far conoscere gli aspetti pratici dell’agricoltura sinergica, in modo che ognuno possa applicarli nel proprio piccolo. Cominciamo con alcuni suggerimenti su come avviare l’orto. Oltre l’altitudine e le altre condizioni climatiche che richiedono strategie particolari d’intervento, per gettare le basi dell’orto è importante conoscere la storia dell’area di terreno che si va a coltivare.

Campo già coltivato biologicamente

Se si tratta di terra di buona qualità, dove si praticava già agricoltura biologica è necessario accertarsi che non vi sia una suola di lavorazione, per rimuovere la qual è necessario arare (per l’ultima volta) a 20-30 cm di profondità (tenendo conto che tale operazione «consumerà » sostanza organica). In questo caso, non arare ritarderà l’avviamento del sistema di produzione a causa della suola di lavorazione che impedisce l’approfondimento delle radici. Una volta preparato il terreno, si segnerà con dei paletti e un cordino la disposizione delle aiuole rialzate e

dei passaggi, secondo la forma stabilita. Per fare questo è necessario spostare con una pala, il terriccio dai assaggi ammucchiandola nello spazio stabilito per le aiuole, da una parte e dall’altra di ogni lato. Dove c’è una buona terra non è necessario incorporare compost durante quest’operazione, ma se ve n’è in abbondanza, lo si può mescolare superficialmente. In questo modo si compenserà la sostanza organica consumata durante la preparazione delle aiuole. In nessun caso, comunque, bisogna considerare l’apporto sistematico di compost come una necessità per ottenere buoni raccolti. La forma finale del bancale si rifinisce con il rastrello, in modo che la superficie dell’aiuola rimanga piana e i bordi laterali presentino un’inclinazione di angolo piramidale, che stabilizzi la sua forma, in modo da ottenere alla fine una larghezza di base di 120 cm (fig. 1).

Molto altro ancora nel mese di aprile sulla nostra rivista!!!

Fonte:ecovillage.it

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

No related posts.

Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.

Comments

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

  • Sostieni Vite Alternative!!

    Se desideri sostenere Vite Alternative con una donazione invia la tua richiesta a info@vitealternative.com indicando il sistema di pagamento Postepay o Paypal all'indirizzo sidmk78@gmail.com
    Aiutaci a tenere online ViteAlternative.com
  • Previsioni Meteo

  • Meta

  •  

    March 2009
    M T W T F S S
    « Feb   Apr »
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
  • Tags