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Curarsi con le erbe

Posted on | March 9, 2009 | No Comments

Un vecchio e saggio proverbio afferma che “per ogni malattia c’è sempre una pianta..”
Pochi sanno, ad esempio, che la comunissima edera ha tantissime proprietà terapeutiche. Con le sue foglie si possono preparare infusi e decotti per calmare la tosse, per la cura della cellulite e dei reumatismi, per il dopo shampoo…

Nelle pagine del sito, vengono descritti i metodi di raccolta, essiccazione, pesatura, conservazione e preparazione di infusi, decotti, tinture.

Si consiglia di leggere gli argomenti PRESENTI in “METODO DI RACCOLTA” prima di procedere alla preparazione ed all’uso di un preparato. In particolare e’ necessario ed utile consultare il capitolo “TERMINOLOGIA” in modo da familiarizzare con i termini prettamente medici che si incontreranno nella descrizione delle particolarità ed indicazioni di ogni singola pianta o erba, onde evitare l’uso di preparati controindicati in presenza di una eventuale patologia.

Come si raccolgono le droghe


Gli strumenti utili per la raccolta delle droghe sono quelli normalmente usati per il giardinaggio: una piccola vanga o una zappetta per dissotterare le radici; un paio di forbici; una piccola roncola per tagliare i rami; un robusto coltello. Per ottenere la corteccia si fanno due profonde incisioni ad anello attorno al ramo a distanza di circa 10 centimetri, si pratica poi un’altra incisione nel senso della lunghezza, che unisce le prime due, e si insinua la punta del coltello sotto i tagli sino ad ottenere il distacco della corteccia.

È buona norma raccogliere una sola droga per volta o comunque tenere ben separate le droghe diverse per evitare pericolose mescolanze. Nel raccogliere le droghe bisogna aver cura di non danneggiare troppo il resto della pianta e l’ambiente circostante, di scegliere gli esemplari migliori, lasciandone intatti sul posto almeno altrettanti sia per non alterare l’equilibrio naturale del luogo sia per poterne ritrovare facilmente negli anni a venire.

ATTENZIONE : Non si deve mai sradicare una pianticella per coglierne solamente i fiori, nè privare un’arbusto di tutti i suoi rami. Nell’estrarre le radici, operazione distruttiva al massimo grado, si deve sempre aver cura di raccoglierne la quantità minima indispensabile e quando è possibile, eseguire la raccolta su diverse piante prendendo una radice da ciascuna.

Come essicare e conservare le droghe


A meno che la droga raccolta si debba usare allo stato fresco la si deve essicare il più presto possibile. Questa operazione è fondamentale per conservare a lungo sia i principi attivi che quelli secondari, che diversamente andrebbero perduti. La buona riuscita di questa operazione si giudica dall’aspetto della droga ottenuta, che deve essere il più vicino possibile, specialmente nel colore, a quello del materiale di partenza. Prima di procedere alla essicazione bisogna fare un’ulteriore ed accurata cernita, allontanando tutte le parti estranee alla droga.

L‘essicazione, in generale, si effetua disponendo il materiale in strato sottile su telai a graticcio oppure su assicelle ricoperte di tela grossa o fogli di carta assorbente. L’essicazione deve essere fatta in luoghi asciutti e ben ventilati, la maggior parte delle volte al riparo dalla luce solare diretta. Le radici, le altre parti sotterranee della pianta ed i frutti possono essere quasi sempre essicati esponendoli al calore del sole dopo averli tagliati o spaccati per il lungo e infilati con uno spago in lunghe collane.

L‘operazione di essicazione può procedere anche per 15 – 20 giorni: bisogna aver cura di rivoltare di tanto in tanto le parti da essicare, scartando quelle imperfette, deteriorate, annerite, affette da parassiti. L’essicazione può considerarsi terminata quando la droga, spezzata fra le mani, si rompe facilmente con un rumore caratteristico.

Per rifarci alla quantità di materiale da raccogliere, riportiamo indicativamente il rapporto tra il materiale fresco e dopo la sua essicazione.

da 1 Kg. di foglie ed erbe si ottengono circa 150 gr. di essicato.
da 1 Kg. di radici, rizomi e bulbi si ottengono circa 300 gr. di essicato.
da 1 Kg. di rami si ottengono circa 400 gr. di essicato.
da 1 Kg. di gemme e cortecce si ottengono circa 500 gr. di essicato.

L
e droghe raccolte vanno utilizzate entro l’anno cercando anzi, per quanto possibile, di far seguire al periodo di raccolta quello di utilizzazione. Scartare senza indugio le droghe più vecchie di un anno sostituendole con quelle del nuovo raccolto costituisce una delle regole più ferree che i consumatori di erbe devono seguire.

Come preparare le droghe secche


Prima di essere utilizzata per le diverse preparazioni salutari, la droga secca deve essere ridotta in particelle piccole, perchè le sostanze attive in essa contenute possano essere estratte velocemente dai liquidi solventi (acqua, alcool, vino ecc.) trasferendosi in essi. È buona norma ridurre anche le parti legnose e più dure a dimensioni inferiori a quelle di un chicco di riso: d’altra parte non è opprtuno ridurre la droga in una polvere troppo fine perchè si avrebbe difficoltà a filtrare successivamente le preparazioni liquide ottenute. I fiori, le foglie, i frutti non creano problemi. Le cortecce, i rizomi, le radici ed i semi richiedono interventi più energici.

La tradizione erboristica suggerisce, per le operazioni di frantumazione, il mortaio. È corretto usare quelli in vetro, porcellana o pietra; meno adatti quelli in legno, perchè difficili da pulire; sconsigliabili quelli in metallo, perchè facilmente molte sostanze attive della droga, si possono combinare chimicamente col metallo per dare dei composti indesiderati.

N
ella pratica domestica è molto comodo l’uso di di macinacaffè o frullatori elettrici. Questi strumenti si devono usare unicamente per questo scopo e vanno puliti con molta cura prima e dopo l’uso. La scorta delle droghe frantumate e pronte per l’uso deve corrispondere, al più, alla quantità occorrente per una settimana, poichè la droga sminuzzata perde velocemente i suoi principi attivi.

Come preparare le droghe fresche


La preparazione delle polpe e dei succhi, partendo dalle foglie, dai frutti, dalle radici e dai tuberi appena raccolti, può essere fatta con un mortaio o un frullatore, in modo da ottenere una polpa il più possibile omogenea. La polpa così ottenuta si pone in una tela bianca pulita, a trama molto fine, strizzando la quale se ne spreme il succo. Eventualmente, nell’operazione di spremitura, ci si può aiutare con il pestello del mortaio; si può utilizzare, inoltre, la centrifuga che è talvolta abbinata agli spremiagrumi.

L
e polpe, o per usare un termine più moderno, gli omogenati, devono essere utilizzate immediatamente dopo la loro preparazione, gettando quanto ne sarà rimasto dopo l’uso. Si può invece conservare per qualche giorno la droga fresca intatta tenendola in frigorifero con gli stessi accorgimenti che si adottano per la verdura e la frutta.

La forma di utilizzazione prevalentemente è quella esterna in quanto difficilmente l’aspetto ed il sapore risulteranno graditi al consumatore dei nostri giorni ormai troppo abituato alla perfezione visiva e gustativa degli attuali prodotti alimentari e dietetici. Ma anche nel caso di una utilizzazione topica, seppur talvolta sarà indicata; per dovere di informazione, un’attività cicatrizzante, disinfettante, ecc. che pur sono reali, è altamente raccomandatbile applicare le polpe solamente su pelle almeno apparentemente integra, al solo scopo di attenuare infiammazioni, rossori, contusioni ecc.

Una ferita aperta, una piaga, un’ascesso sono di indiscutibile competenza del medico e presentano continui pericoli di infezione che non possono essere controllati durante l’applicazione di un impacco di omogenati vegetali.

I
succhi devono essere utilizzati immediatamente. Anche in questo caso, a parte quelli ben noti di agrumi e di pochi altri frutti, non si prevede il loro uso per ingestione. Per le applicazioni esterne di tali succhi si procede come con le polpe.

Fonte:

Globalnet.it

Tabella del tempo balsamico

Gennaio

Bergamotto

Febbraio

Abete bianco, Abete rosso, Cipollaccio col fiocco, Cipresso, Favagello.

Marzo

Asparago, Barba di becco, Borsa di pastore, Bosso, Cappero, Enula campana, Erica carnicina, Faggio, Felce florida, Fumaria, Genziana, Lichene pulmonario, Margheritina, Nocciolo, Olivo, Olmo, Pesco, Pino silvestre, Pioppo, Prugno, Quercia, Salice rosso, Sanguinello, Serenella, Viola mammola.

Aprile

Acero, Agrifoglio, Alliaria, Betonica, Betulla, Biancospino, Billeri, Calamo aromatico, Calendula, Carciofo, Castagno, Castagno d’india, Centocchio, Crescione, Efedra, Favagello, Fico d’india, Fitolacca, Fragola, Frangola, Frassino Gramigna rossa, Imperatoria, Lapazio, Larice, Ligustro, Lentisco, Manna, Mentastro, Noce, Ontano, Ortica, Primavera, Prugno spinoso, Rovo, Salice bianco, Tamerici, Tarassaco, Tiglio semplice, Valeriana, Viola del pensiero.

Maggio

Acetosa, Acetosella, Aglio orsino, Altea, Arancio amaro, Asperula, Bagolaro, Bocca di lupo, Bugula, Camomilla, Ciliegio, Cineraria, Cino glosso, Cinquefoglio, Edera terrestre, Erba roberta, Erba ruggine, Farfaraccio, Fico, Finocchio marino, Fiordaliso, Calega, Malvone, Mestolaccia, Morine, Podagraria, Prezzemolo, Pulmonaria, Quercia marina, Rosa canina, Rosa rossa, Rosolaccio, Sanbuco, Sanicula, Sedano montano, Senecione, Serenella, Trifoglio fibrino.

Giugno

Agrimonia, Amarena, Amorino, Avena, Balsamina, Bocca di leone, Borragine, Camedrio, Canepizio, Caprifoglio, Cardiaca, Cardo benedetto, Centinodio, Cicutaria, Cimbalaria, Coclearia, Consolida maggiore, Crespino, Cuscuta, Dragoncello, Ebbio, Echio, Erisimo, Eucalipto, Eupatorio, Fico d’india, Fragola, Giglio bianco, Ginestrino, Lampone, Ligustro, Malva comune, Malva silvestre, Margherita, Millefoglio, Mirtillo, Mirto, Nepetella, Ortica bianca, Parietaria, Pervinca, Pesco, Pilosella, Pulegio, Risetto, Rosmarino, Ruta, Salcerella, Salvia, Serpillo, Timo, Verbasco, Veronica, Vulneraria.

Luglio

Achillea moscata, Alchemilla, Alloro, Anagallide, Arancio dolce, Argentina, Arnica, Artemisia, Assenzio, Ballotta, Bardana, basilico, Betonica, Bistorta, Canapa selvatica, Capelvenere, Carciofo, Cardo mariano, Carota, Cataria, Centaurea minore, Cetriolo, Cicoria, Coda cavallina, Corbezzolo, Corniolo, Cotogno, Cumino dei prati, Dittamo, Edera, Elicriso, Eliotropio, Erba vescica, Erigero, Eufrasia, Farfara, Fieno marrubio, Meliloto, Melissa, Menta acquatica, Menta piperita, Mentastro, Mentone, Mugo, Origano, Pastinaca, Piede di gatto, Pampinella, Pologala, Porcellana, Prunella, Rapunzia, Riebes nero, Ribes rosso, Salvia sclarea, santolina, Semprevivo, Senape bianca, Tiglio semplice, Tiglio doppio, Verbena.

Agosto

Aglio, Anice verde, Brugo, Caglio, Carrubo, Cipolla, Coriandolo, Epilobio, Erniaria, Fagiolo, Finocchio, Finocchio marino, Fitolacca, Giaggiolo, Girasole, Iride germanica, Lampone, Licopodio, Linaiola, Lino, Luppolo, Maggiorana, Melanzana, Mirtillo, Nocciolo, Noce, Olivella, Olmaria, Peperoncino, Piantaggine, Polipodio, Prezzemolo, Prugno, Psilio, Ronice, Rosolida, Santoregia, Sedano, Serenella, Spincervino, Tormentilla, Uva ursina, Verga d’oro, Vite, Vulvaria.

Settembre

Aneto, Angelica, Angelica selvatica, Arnica, Barba di becco, Bistorta, Calamo aromatico, Calcatreppolo, Calendula, Canna, canna di palude, Cappero, Cardo dei lanaioli, Cariofillata, Castagno d’india, Cedrina, Cicoria, Cinquefoglio, Dittamo, Giglio bianco, Ginepro rosso, Nigella, Ononide, Ortica, Peucedano, Pungitopo, Quercia, Rosa canina, Rovo, Salcerella, Sanicula, Sorbo rosso, Tamerici, Tarassaco, Valeriana, Zucca.

Ottobre

Acetosa, Ailanto, Antea, Asfodelo, Asparago, Bardana, Borsa di pastore, Carlina, Carota, Consoplida maggiore, Corniolo, Cotogno, Crespino, Ebbio, Enula campana, Erba ruggine, Eupatorio, Felce maschio, Genziana, Ginepro, Giuggiolo, Imperatoria, Lapazio, Limone, Lingua di cane, Liquirizia, Malva silvestre, Ninfea, Pioppo, Podagraria, Primavera, Prugno spinoso, Rabarbaro alpino, Rapunzia, Sedano montano, Sigillo di Salomone, Sorbo, Tamaro, Valeriana rossa, Vulneraria, Zafferano.

Novembre

Agrifoglio, Alloro, Felce florida, Finocchio, Frangola, Mestolaccia, Nespolo, Olmo.

Dicembre

Arancio amaro, Arancio dolce.

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