Cosa sono gli SCEC ?
Posted on | March 8, 2009 | No Comments
I Buoni locali della Solidarietà ChE Cammina, gli SCEC, sono delle “cartonote” (giocando sul termine banco-nota e sottolineando che è sempre e solo carta) molto semplici e si usano insieme agli Euro. Il funzionamento è intuitivo. I Buoni SCEC vengono stampati da ArcipelagoSCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti ad Arcipelago SCEC e consegnati gratuitamente* agli iscritti e alle famiglie. I Buoni Locali SCEC danno diritto poter pagare con gli SCEC una parte dei prezzi delle merci e dei servizi offerti dalle imprese, professionisti, produttori, artigiani, aderenti al circuito.
* ad ogni distribuzione verrà richiesta solo un libero contributo per il recupero delle spese di stampa.
Emissione
Viene fatta da ArcipelagoSCEC che è il coordinamento nazionale di tutte le “Isole” regionali che lavorano sul territorio, in base a criteri condivisi e trasparenti che si trovano nel Regolamento di Gestione I Buoni SCEC danno diritto ad una riduzione di prezzo medio del 20% (dal 10% fino al 30%, ma tra privati nulla vieta che si possa arrivare fino al 100%) sui prezzi praticati, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie, comunicandola all’associazione ed esponendola nel proprio esercizio, la percentuale da applicare. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, attireranno nel circuito locale anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione.
Distribuzione agli iscritti
La quantità iniziale sarà di 100 Buoni locali ad iscritto, con l’obiettivo di arrivare ad una distribuzione mensile costante nel tempo una volta che il circuito locale sarà perfettamente completo e la circolazione degli SCEC sarà ottimale.
Arcipelago potrà anche distribuire SCEC per comportamenti virtuosi come la raccolta differenziata, l’assistenza a domicilio, ecc. attività che in alcuni casi dovranno essere concertate con gli enti locali.
Tutte queste casistiche sono comunque riportate ne Regolamento di Gestione che fa parte delle regole comuni necessarie per la circolazione degli SCEC anche nelle altre realtà regionali.
I tagli sono sei: 0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 – 50 SCEC.

Perché usarli?
Negli ultimi anni abbiamo assistito dell’impoverimento delle economie locali ad un’accelerazione in atto ormai da decenni. Le piccole attività industriali, artigianali, commerciali e contadine, una volta il fulcro della vita economica del nostro territorio, si stanno inesorabilmente spengendo. Le cause vanno ricercate essenzialmente in due fattori:
1. Il meccanismo di emissione della moneta ufficiale – ogni Euro emesso dalla Banca Centrale o prestato dal sistema bancario crea un debito per la collettività o per il singolo. Lo Stato è fortemente indebitato con la Banca Centrale (il debito pubblico è circa 1600 mld di euro) e le famiglie sono sempre più indebitate con il sistema bancario per la casa e per gli acquisti, come auto, mobili, elettrodomestici.
2. La grande distribuzione, oggi quasi totalmente in mano a multinazionali estere, drena continuamente ricchezza dal territorio e questa ricchezza non viene reinvestita localmente; le loro politiche di vendita diventano ogni giorno più aggressive.
L’obiettivo è quello di invertire questo processo e rivitalizzare l’economia locale, attraverso l’adozione di un BUONO LOCALE SCEC (la Solidarietà ChE Cammina), di pari valore all’euro, non convertibile, che si affianchi alla valuta ufficiale.
I Buoni Locali di Solidarietà nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero (più di 75.000 aziende!), REGIO tedesco (oltre 60 monete locali in rete) e il sistema Buoni che copre l’intero Giappone.
Di per sè però non sono una vera a propria moneta in quanto non hanno valore, ma comprovano un comportamento di solidarietà tra gli iscritti al circuito scambiandosi diminuzioni di prezzo su servizi, beni, attività artigianali o professionali. Una sorta di metro della solidarietà all’interno della comunità dove una piccola rinuncia circolare porta arricchimento a tutti i suoi componenti.
Un modo per attuare quello che le religioni di tutto il mondo hanno come precetto, il più delle volte inascoltato. La messa in pratica di quel “rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo i nostri debitori”, o altre comportamenti analoghi che si ritrovano nella religione ebraica o musulmana.
Alla luce di tutto ciò ha preso vita questo progetto, nato grazie alla collaborazione tra economisti, analisti finanziari indipendenti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini, che hanno formato una squadra con l’intento di mettere al servizio di tutti la loro professionalità, open source. Ognuno di noi può contribuire al suo sviluppo, grazie alla convenienza per tutti che crea l’uso del Buono locale.
Come usarli
Il Buono locale, distribuito gratuitamente, viene accettato per l’acquisto di beni e servizi all’interno del circuito. Sono semplici da usare e aiuteranno imprese e privati a superare questo periodo di estrema difficoltà. Utilizziamo questi metodi per ridare potere di acquisto a famiglie, piccole imprese, pensionati. Con i Buoni Locali SCEC (la Solidarietà ChE Cammina), chiunque offra un servizio alla comunità la arricchisce, contribuendo alla fine dell’incubo della quarta settimana.
Ad esempio: 100 Buoni Locali aumentano del 20% il potere di acquisto delle pensioni minime (500 euro)
Esempio di utilizzo
Esempio di utilizzo
Come vediamo nell’esempio sotto, il cliente che ha i Buoni SCEC, invece di (circa) 36 euro pagherà (circa) 29 in euro e 7 in Buoni.
In questo caso il negoziante emetterà uno scontrino di 36 euro con 7 di abbuono. Il negoziante pagherà le tasse e le imposte ovviamente sui 29 euro effettivamente incassati. A questo punto il negoziante potrà riutilizzare i 7 SCEC presso ogni altro aderente al circuito, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi.
Allo stato attuale i buoni soddisfano pienamente tutte le richieste di rivitalizzare il commercio locale, arricchire il territorio e favorire in chi li usa la nascita della consapevolezza sui meccanismi monetari e delle multinazionali.
L’imprenditore in possesso di molti Buoni vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20 SCEC (% di accettazione media) contro 80 Euro. L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere Buoni e per i clienti diventi un’abitudine portare Buoni in tasca. Lo SCEC è reale potere di acquisto per chi lo usa.
E’ di fondamentale importanza capire che questo schema di funzionamento, in modo similare, è utilizzato da molti anni nella grande distribuzione. Come ? Con i buoni sconto. I supermercati hanno infatti al loro interno una larghissima gamma di prodotti, raggruppando l’offerta di molti negozi. Possono quindi beneficiare, grazie ai buoni sconto cartacei e alle fidelity card, solo della loro funzione di fidelizzazione della clientela: una volta spesi muoiono li. Nel nostro caso le riduzioni di prezzo ricordate dall’uso degli SCEC, possono circolare all’interno delle nostre economie locali, (nell’esempio il 20% dell’importo), e circolando nel circuito porta ricchezza e clientela a chi ne fa uso. Per capire bene che è veramente semplice vedete cosa fa un qualunque supermercato; il circuito dei Buoni Locali SCEC si comporta in maniera similare, ma al circuito locale.
Fonte: Arcipelago SCEC
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